Antica pasticceria “Giuliano & Roberto”, polveroni artigianali produzione propria

Vorrei far notare a Roberto Paradisi e al suo comitato liberale (io lo chiamerei comitato clerico-fascista o clerico-comunista) che sull’aborto arrivano tardi.
La moratoria degli aborti in Italia è iniziata trent’anni fa, quando con la legge 194 s’è cominciato a combattere il fenomeno vergognoso dell’aborto di massa e di classe, clandestino e irresponsabile, col risultato che in trent’anni gli aborti si sono quasi dimezzati.
Non s’è trattato né si tratta di sancire il “diritto di aborto”, come qualcuno vuol far credere. Nessuno dice che abortire è bello. L’aborto è un male.
Si tratta solo di controllare un fenomeno sociale che esiste da sempre e sempre esisterà, senza la pretesa di eliminarlo.
Piaccia o no a Paradisi, lo stato liberale controlla i fenomeni sociali. È lo stato etico, semmai, che ha l’illusoria pretesa, a seconda dei casi, di sradicarli o imporli per legge.

Adesso questi “liberali” vengono a raccontarci che i difensori della vita sarebbero loro. Non gli si può non credere: loro citano Locke e il diritto romano.
Il mio pensiero va a quel poveretto di Locke, padre del liberalismo: essere citati dal “liberale” Paradisi e non poterlo citare (per danni) deve far rosicare. 
L’altro giorno Giuliano (Ferrara, non quello del Digesto) spiegava che la sua è una battaglia culturale, lui non punta a rivedere la legge 194. È talmente in buona fede, Giulianone, che lo stesso giorno ha annunciato liste pro-life alle elezioni politiche.

È proprio questo il punto: la battaglia culturale.
Il motto di questi signori è “difendere la vita dall’inizio al suo termine naturale”, il cui diretto corollario è “sradicare l’aborto”.
Non occorre Giuliano (quello del Digesto, non Ferrara), basta un po’ di logica per capire che questa posizione fa acqua da tutte le parti.

Primo: poiché sradicare gli aborti non ha senso (ma i “liberali” come Ferrara e Paradisi ancora non l’hanno capito), ridurre gli aborti più di quanto fatto con la 194 presupporrebbe campagne di sensibilizzazione e informazione sugli anticoncezionali (preservativo, pillola, ecc.). Avete mai sentito, su questo, una parola dai paladini della vita?
Assistiamo invece alla sacralizzazione dell’embrione, in una regressione pseudo-logica che fra poco li farà schierare pure contro la masturbazione, ossia contro lo sterminio di milioni di potenziali papà di embrioni.

Secondo: qual è il termine naturale della vita? Se ne può dare una definizione universale, svincolata da contingenze storiche, geografiche o culturali (ad esempio il progresso scientifico)? Appena cent’anni fa si moriva in modo naturale per un’influenza, e non mi pare che oggi curare l’influenza possa considerarsi accanimento terapeutico.
È forse naturale morire tra i rantoli in un letto d’ospedale, imprigionati in un groviglio di sonde e macchinari?

«Cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte artificialmente rimandata?».
(Piergiorgio Welby, dicembre 2006)

Allora di quale battaglia culturale stiamo parlando? In nome di quale battaglia culturale e con quale diritto, si può proporre la moratoria di un dramma che la donna vive interamente sulla propria pelle e sulla propria coscienza, da sola come forse mai è stata e sarà in tutta la sua vita?
Cari “liberali” dalla buona coscienza a buon mercato, non prendiamoci in giro.
Abbiate il coraggio di andare fino in fondo in questa “battaglia culturale”: chiedete l’abrogazione della 194 e battetevi per tornare a proibire l’aborto. Basta saperlo, almeno alle elezioni la gente si regola.
Fino a quel momento i vostri sono solo polveroni. E nemmeno tanto culturali.

16 pensieri riguardo “Antica pasticceria “Giuliano & Roberto”, polveroni artigianali produzione propria”

  1. Scusate se “bravo” è un commento troppo corto ma non trovo niente da aggiungere ad un post così intellettualmente lucido!

  2. Mah, secondo me fanno queste iniziative strampalate proprio perché hanno paura di usare i mezzi democratici per cambiare o abolire la 194.

    Se fanno un referendum lo perdono, se modificano la legge per via parlamentare perdono consenso.

    Sempre che riescano a trovare una maggioranza, visto che forse, nella destra italiana, qualche liberale autentico c’è ancora e le donne del PDL, tra cui la Prestigiacomo, hanno chiaramente affermato di non voler modifcare questa legge.

    Una legge che, va ricordato sempre, in questi 30 anni ha funzionato talmente bene da far dimezzare il numero degli aborti.

    Ma il paradosso italiano sta nel fatto che si vogliono modificare solo le cose che funzionano, ignorando bellamente i veri problemi!

  3. Complimenti ad Andrea per l’articolo. Quella di Ferrara è una pagliacciata: “difendo la libertà delle donne di non abortire!”
    Ah, scemo! Ma chi le obbliga????!!
    Oltre il grottesco….

    Volevo solo fare notare una cosa, se mi è concesso, ad un certo punto nel post si cita il “Digesto”, non ho capito bene, ma se si tratta della famosa raccolta di leggi del diritto romano del IV secolo d.C. il suo compilatore fu Giustiniano, non Giuliano… 😉

  4. Il Digesto (533 d.C) è una raccolta di giurisprudenza (pareri dei giuristi dell’epoca romana) voluta da Giustiniano; quello che citi Valeria è il Codex, che riunisce le costituzioni imperiali (le nostre leggi diciamo); poi tutti assieme (con altre cose) si ritrovano nel Corpus Iuris Civilis di Giustiniano.
    La precisazione la faccio solo perchè per me è materia di studio di questo periodo 🙂

  5. Al di là del diritto romano, scrivo un commento nel merito della questione aborto.
    Pensare oggi di abolire l’aborto è sbagliato; la posizione di Ferrara è ambigua, dice e non dice, insomma va molto cauto e questa cosa non mi piace; a me piacciono le posizioni chiare anche se poi non le condivido.
    L’aborto esisterà sempre, allora tanto vale tenerlo sotto controllo da parte dello Stato; quello che deve far riflettere è come oggi ci siano molti casi in cui si prendono soluzioni che non avrebbero ragion d’essere se solo vi fosse un po’ di attenzione e di informazione.
    Oggi ci son tanti casi di ragazze che si recano all’ospedale o in certi casi mandano un’amica a chiedere la famosa “pillola del giorno dopo”; anche quella a mio avviso è una forma di aborto.
    Quello che trovo non corretto è la facilità con cui quella pillola viene data; darla è certamente giusto (a mio avviso), ma mi fa riflettere il fatto che tanti ragazzi e ragazze nel 2008 non abbiano ancora capito l’importanza di usare un preservativo, in un mondo in cui i mezzi per informare di certo non mancano e in un mondo in cui c’è una certa sensibilità verso questi temi.
    Detto per inciso, usare il preservativo serve anche ad evitare la trasmissione di malattie e questo dovrebbe rendere ancor più l’importanza, la necessità, di informare in questo senso.
    Secondo me su questo tema sono tutti un po’ troppo disattenti; anche quella è una forma di aborto e credo sia il più facile da evitare; penso anche che sia la forma di aborto dovuta ad uno dei motivi più stupidi che possano esistere cioè quello di fregarsene di mettere un preservativo (o al limite usare anche un altro anticoncezionale).
    Ci sono casi tragici in cui non c’è la possibilità di effettuare questa scelta ex ante ma si può solo “correre ai ripari”; su questi purtroppo non possiamo fare niente; far invece capire veramente che non ci si può divertire senza usare la testa è un dovere; far capire che tra un preservativo e una pillola del giorno dopo c’è una bella differenza è ciò che oggi non viene fatto.
    E mi fa ridere l’idea che in questo caso, le lobbies dei produttori dei preservativi non intervengano per salvaguardare o anzi incrementare ancor più i loro guadagni; si vede che con quello che costano i loro prodotti i guadagni son già lauti.
    Battiamoci per vincere queste contraddizioni.

  6. Si non conosco bene la questione medica ma essendo presa dopo sembra quasi una forma di aborto, appunto perchè viene dopo e non prima. Però so che passa come contraccettivo; l’importante è il segnale che, secondo me, bisogna mandare: stare attenti prima per non dover correre ai ripari dopo.

  7. Perchè ho come l’impressione che si parli di continuo di legge 194, dell’omicidio di Erba e altre notizie, magari risibili, per non parlare del monte di problemi che hanno tutti gli italiani (e chi vive in Italia)???
    No, non credo in realtà alle “lobby” della disinformazione, soprattutto al giorno d’oggi dove è più facile casomai falsificare le notizie e/o le voci piutosto che silenziarle.
    Onestamente non so nemmeno come ha fatto a saltar fuori la questione della 194 quando nessuno ne parlava e non era successo nulla che la tirasse in ballo: questo si è strano…

  8. A me sembra che in Italia esista una sola grande lobby che è contraria sia all’aborto che all’uso del preservativo…

    Altrimenti non si spiegherebbero tutte queste iniziative senza senso, tra cui la “moratoria” dell’aborto o un partito anti-abortista.

    Il processo non può essere immediato perché mancano i presupposti di consenso, ma vedrete che alla fine si tenterà di rendere illegale l’aborto.

    Magari non sarà quest’anno o il prossimo, ma il disegno è chiaro.

  9. Stipendi, pensioni, tasse, lavoro, casa, sicurezza, ambiente, e potrei ancora continuare con priorità, che vengono solo sfiorate, perchè non si sa come risolverle, e questo sia a destra che al centro come pure con la sinistra.
    Allora, come in battaglia, quando le forze si equivalgono (nel nostro caso per incompetenza), si buttano i fumogeni. Quello di Ferrara, ho la vaga sensazione, sia stato lanciato con l’ intenzione di favorire una delle due correnti, distogliendo temporaneamente l’ attenzione dagli obbiettivi principali.
    Quello di cui ho una quasi certezza, è che le sue liste pro-life non sono degli aborti, bensì un parto di tanti “bastardini” dovuti ad un incrocio tra una mezza scheda elettorale ed un sondaggio referendario.
    L’ esito, però, è scontato: quale volete che sia, in una Italia “clericale e bigotta”; si avrà lo stesso risultato ottenuto, in quel che fu, con il divorzio.
    Ma lasciamo che a decidere su questo argomento, se veramente sentito anche dagli uomini, sia il sesso femminile…l’ unico che per fisicità e sensibilità ha il diritto di dire la sua.
    Comunque sia chiaro a questo signore, che dare la vita ad un essere umano, è una forma di massima civiltà, che va mantenuta e garantita con il proseguo di una vita, non dico di estremo benessere, ma quantomeno decente, da poter essere chiamata dignitosa…cosa che in questo paese per le priorità elencate nella prima riga, non può chiamarsi tale, allo stesso modo con cui lui non può dichiararsi fuori dalla corsa politica, come falsamente, invece, intende farci credere.
    Franco Giannini

  10. @Franco: concordo sul fatto che il problema dell’aborto non sia tra i più gravi nell’Italia odierna.

    Non concordo invece sul ritenere che l’iniziativa di Ferrara sia solo fumo negli occhi.

    Io vedo un trait d’union tra queste iniziative politiche ed un intervento della Chiesa Cattolica nella politica italiana.

    Si è partito con il referendum sulla procreazione assistita, dove si misero i volantini astensionisti anche sui pulpiti delle chiese, poi la lotta sull’eutanasia, sulle convivenze di fatto, sulla ricerca scientifica ed oggi sull’aborto.

    La dottrina interventista, iniziata da Ruini, è portata avanti anche da Bagnasco ed i referenti politici del Vaticano si danno da fare in entrambi gli schieramenti politici.

    Ferrara non nasconde affatto di considerare papa Ratzinger “il più grande intellettuale del XX secolo” (ipse dixit)e quindi non penso che l’ultima iniziativa del giornalista sia una stravaganza, ma sia da inserire in un progetto più complesso.

    Altrimenti non si spiegano le “moratorie” o un partito anti-abortista che dichiari di non voler abolire la legge sull’aborto!

  11. Sono assolutamente d’accordo che in questo periodo in Italia stiamo parlando di tutto tranne che dei problemi reali che affliggono questo paese; si sono questioni serie che vanno affrontate e la politica ancora una volta si dimostra incapace.
    Questa campagna elettorale, per come è stata impostata, mi sta veramente facendo ridere; ora i politici giocano a fare i corretti, senza urla, senza spot, quasi con amore per l’avversario come se tutto fosse cambiato quando in realtà se tutto è cambiato lo è solamente in peggio.
    Prima avevamo 2 coalizioni, eterogenee si, ma erano solo 2 a fronteggiarsi; adesso abbiamo qualcosa come 5 0 6 o forse più candidati premier; evvai con la frammentazione.
    Mi si viene poi a parlare di temi come l’aborto quando le parti politiche sono in una fase di strano e sospetto cambiamento; se questo tema è stato tirato fuori ci sono delle ragioni politiche dietro.
    Non avrei mai pensato di poter preferire le passate campagne elettorali in cui almeno qualcosa di concreto lo si prometteva e qualche valore ancora esisteva, diverso tra i 2 schieramenti.
    Oggi invece, ripeto, c’è solo una grande confusione.
    E anche stavolta abbiam perso l’occasione di aver 2 grandi partiti, l’uno di cetro destra e l’altro di centro sinistra che si affrontano, vista la frammentazione eccessva.
    Per non parlare poi del centro sinistra che, a quanto pare, con Veltroni è scomparso.

  12. Con queste due ammucchiate più evidenti e quelle che fanno da contorno, più piccole e patetiche, le ideologie partitiche sono scomparse…non più destra, ne centro, ne sinistra.
    E mi potrebbe anche star bene, quello che dovrebbero emergere sono però le “teste” che sopperiscono alle ideologie (sempre teoriche) con la pratica, ma, chiedo, ne abbiamo di queste teste ? Evitiamo le battute….!!!
    Franco Giannini

  13. Secondo me fino a che non cambieranno le persone non cambierà la politica; possiamo modificare, ampliare, tagliare i partiti, unire ecc. ma se le persone son sempre le stesse, che sguazzano nel potere da decenni non cambia nulla.
    Il superamente di certe ideologie del passato è inevitabile ed auspicabile (ma qualcuno qua e là che cerca di resistere ancora c’è).
    Lo svuotamento completo di valori che sta avvenendo è veramente triste.
    Quando avremo persone veramente nuove, cioè non inserite nella logica di potere partitocratica, allora forse qualcosa cambierà.
    Il tentativo di far passare per nuovo qualcosa di vecchio è, a mio avviso, solo una presa per il culo.
    Ma perchè in questo paese non possiamo avere, come tutte le democrazie occidentali, 2 forze abbastanza grandi che si affrontano in una logica di alternanza?

  14. Pingback: Popinga

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