Dopo venticinque secoli, finalmente giustizia è fatta.
La Consulta ha stabilito che il decreto del Re Creonte era costituzionale e la fuorilegge fu Antigone. La giovinetta ribelle è stata condannata a quindici anni di reclusione, al pagamento delle spese processuali e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Soddisfatto il Re: “il decreto era stato scritto da Alfano e controfirmato da Napolitano, io ho la coscienza a posto. Potevamo risolvere le cose in famiglia, ma quella ragazza è una testarda nata”.
Lo sfogo di Antigone prima di entrare in carcere: “è una vergogna che la giustizia sia così lenta in questo Paese, spero solo che la vicenda mia e di mio fratello serva ad esempio. Se a Rebibbia fanno usare internet in cella, forse aprirò un blog…”.

«Anche se la legge non lo prevedesse, l’obiezione di coscienza rientra in quei diritti naturali dell’uomo. […]
E quando a un medico si dice che in casi di urgenza deve necessariamente […] garantire l’aborto, io dico: tenete duro, tenete duro, anche a costo di subire un cattivo processo, tenete duro perché il diritto innato all’obiezione di coscienza vale di più di un brutto processo. Io dico e invito i medici a tenere fermo su questo punto, a fare come ha fatto Antigone che di fronte alla tirannia del Re Creonte, di fronte alla sua coscienza piuttosto subisce il processo, piuttosto subisce la pena di morte ma non si piega».

(Roberto Paradisi sull’obiezione di coscienza dei medici alla Legge 194, trascrizione letterale dal dibattito “Legge 194, norma di civiltà o diritti negati?”, Senigallia 05/04/2008)

«Le parole del primo cittadino di Senigallia sull’invito ai medici a non tener conto di una legge dello Stato sono inaudite e di una gravità tale da esigere una immediata presa di distanza da parte di tutta l’Amministrazione comunale nei confronti del sindaco Angeloni.
[…]
È un tentativo addirittura politicamente eversivo di delegittimare l’autorità dello Stato e la valenza delle norme di cui una comunità si dota.
Incostituzionale non è il dovere, anche morale, di un incaricato di pubblico servizio di segnalare alle autorità le situazioni legate a fatti di criminalità e irregolarità.
Incostituzionale è il pubblico incitamento alla ribellione alle leggi dello Stato».

(Roberto Paradisi contro Luana Angeloni sul comportamento dei medici rispetto al “Decreto Sicurezza” del Governo, 16/03/2009)

10 Commenti

  • 1. Valeria (17 marzo 2009, 11:39 am) :

    Quando si dice la coerenza…..

  • 2. Ritvan Shehi (17 marzo 2009, 12:08 pm) :

    Scusate ragazzi, ma qui mi pare ci sia un equivoco di fondo: l’abrogazione della norma che vietava ai medici di segnalare gli immigrati clandestini che ricorrono alle loro cure NON SIGNIFICA ipso facto che adesso i medici SONO OBBLIGATI a fare tale segnalazione. Ne hanno solo FACOLTA’.Pertanto, invocare la tragedia greca mi sembra un tantino esagerato.
    Poi, siccome la sanità e materia su cui le regioni possono legiferare, nulla vieta alle regioni di ristabilire ope legis il divieto di segnalazione per i medici nel territorio regionale. Il Lazio l’ha fatto e mi risulta che perfino il “fascistone” Teodoro Buontempo, detto “Er Pecora” in questo caso ha votato con la maggioranza!

  • 3. Sèrola (17 marzo 2009, 12:25 pm) :

    Andrea, non ti sfugge proprio niente!!!
    Quelli che citi sono davvero esempi lampanti di come si possa fare polemica fine a se stessa, con buona pace delle idee e della coerenza…
    Ciao
    Sere

  • 4. accurimbono (17 marzo 2009, 2:49 pm) :

    @Ritvan Shehi: innanzitutto c’è anche chi crede che i medici non abbiano questa “facoltà” ma che siano proprio obbligati a denunciare. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/41783girata.asp

    Poi bisognerebbe capire che il divieto non era senza motivo: serviva specificamente per evitare casi di persone che non si fanno curare per paura della denuncia. Se il divieto non c’è più (obbligatorietà o meno della denuncia) i clandestini non si faranno curare da chi (forse sì, forse no, forse sicuramente) li denuncerà… e il peggio sarà per tutti.

    La lotta all’imigrazione clandestina si fa con il personale ed i mezzi preposti, non si può scaricare l’incapacità di contrastare l’immigrazione clandestina su altri, medici in questo caso, con un provvedimento che fa più danni che guadagni.

  • 5. Gabriele (17 marzo 2009, 4:10 pm) :

    Ho dei dubbi sull’utilità di questo provvedimento; penso anche io che siano maggiori gli inconvenienti dei guadagni; è però sacrosanta la precisazione fatta da Shehi: sta passando l’idea che si sia imposto l’obbligo per il medico di denunciare l’immigrato clandestino: non è assolutamente così; se ci si limita ad eliminare un divieto questo significa che c’è una semplice possibilità, non un obbligo; siccome un obbligo non è stato posto i medici sono liberi o meno di denunciare.
    Questo deve essere chiaro, così come deve essere chiaro che il medico ha l’obbligo di curare chiunque.
    Se non ci fossero rischi collaterali a questa misura la approverei, ma siccome qualcuno potrebbe essercene, penso sarebbe meglio tornare alla situazione precedente.

  • 6. Ritvan Shehi (17 marzo 2009, 4:28 pm) :

    —–@Ritvan Shehi: innanzitutto c’è anche chi crede che i medici non abbiano questa “facoltà” ma che siano proprio obbligati a denunciare. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/41783girata.asp accurimbono——

    Ehmm…se per questo c’è anche chi crede all’esistenza di Babbo Natale:-). Nel sito del suddetto link sta scritto:”….è stato abrogato il divieto di denuncia di immigrati clandestini all’autorità giudiziaria. Così stando le cose, dicono i sindacati, il medico di enti pubblici e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale è «obbligato a denunciare» all’autorità giudiziaria.”
    Beh, con tutto il rispetto per i sindacati non credo che basti la loro parola. Primo, per la legge italiana la clandestinità non è un REATO, è solo un illecito amministrativo, tipo parcheggio in doppia fila:-). Secondo, quelli che i medici – in quanto pubblici ufficiali – sono obbligati per legge a segnalare alle autorità di PS sono solo dei fatti specifici e specificati, come p.es. le ferite da arma da fuoco e non p.es. che il paziente ha parcheggiato in doppia fila davanti all’ambulatorio:-).
    Ah, poi, se il ministro Maroni, con una circolare introduce l’obbligo di segnalazione clandestini per i medici, allora è un altro paio di maniche: ma perché pregiudicare il povero Bobo Maroni?:-)
    Per il resto sono d’accordo con te.

  • 7. Gaspa (17 marzo 2009, 4:56 pm) :

    Letti i commenti di Gabriele e Ritvan, tornando all’argomento principale del post di Andrea, quali sarebbero le “parole di inaudita gravità” del sindaco Angeloni?

    Ha solo invitato i medici a non fare quello che non sono obbligati a fare.

    In definitiva è la solita polemica politica sterile e senza senso!

    Praticamente le sole cose che riesce a fare l’opposizione senigalliese.

  • 8. ghost (18 marzo 2009, 12:33 pm) :

    Quest’articolo è eccezionale.
    Complimenti ragazzi.

  • 9. Gabriele (18 marzo 2009, 1:42 pm) :

    Il sindaco a mio avviso, ancora una volta, ha usato parole poco dosate.
    L’obiezione di coscienza è personale e se un sindaco invita un medico ad una scelta che dovrebbe scaturire appunto dalla coscienza del singolo medico sbaglia, entra in un campo che non le appartiene e farebbe meglio a parlare di altro o in altri termini.
    L’opposizione senigalliese non fa solo polemiche sterili ed inutili; tanti misfatti dell’amministrazione son venuti fuori grazie all’opposizione (ex gil, parcheggi a pagamento, ecc.); si può non concordare su tutto quello che dice o fa, ma evita di dire che fa “solo” questo.
    Il sindaco poteva esprimere la propria contrarietà senza entrare in considerazioni su scelte che spettano al singolo medico.
    Del resto il sindaco ci sta abituando ad uscite poco felici, come quella di qualche tempo fa sul brutto episodio di presunta violenza capitato in discoteca, dove disse, in barba alle indagini e al necessario tatto per tutti, indagati compresi, che lei stava sempre e solo dalla parte della vittima (la ragazza), come se ci fosse qualcuno sano di mente che sta dalla parte degli aggressori; il problema è che questo vuol dire scagliarsi contro chi ancora non è colpevole e forse non lo sarà (tra l’altro un ragazzino di 16 anni); alla faccia dei diritti costituzionali che vengono sbandierati a proprio comodo politico!

  • 10. Gaspa (18 marzo 2009, 3:03 pm) :

    Mah, le parole del sindaco saranno pure “poco dosate”, ma sicuramente non sono di “inaudita gravità”!

    E’ vero l’opposizione senigalliese non fa “solo” polemiche inutili e pretestuose, ma queste rappresentano la stragrande maggioranza delle sue iniziative: legarsi davanti al palazzo Gherardi, i comitati contro i tralicci, le ronde in spiaggia, ecc…

    Sul caso della 17enne ti do ragione; anche a me questo “stupro” sembra un po’ strano e comunque ogni persona è innocente almeno fino ad una sentenza.

    In questo caso invece è l’uscita di Heavens ad essere completamente fuori luogo.

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