Dopo venticinque secoli, finalmente giustizia è fatta.
La Consulta ha stabilito che il decreto del Re Creonte era costituzionale e la fuorilegge fu Antigone. La giovinetta ribelle è stata condannata a quindici anni di reclusione, al pagamento delle spese processuali e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Soddisfatto il Re: “il decreto era stato scritto da Alfano e controfirmato da Napolitano, io ho la coscienza a posto. Potevamo risolvere le cose in famiglia, ma quella ragazza è una testarda nata”.
Lo sfogo di Antigone prima di entrare in carcere: “è una vergogna che la giustizia sia così lenta in questo Paese, spero solo che la vicenda mia e di mio fratello serva ad esempio. Se a Rebibbia fanno usare internet in cella, forse aprirò un blog…”. Continua a leggere…