(… segue) Finito il loro mandato i nostri Presidenti, in quanto ex, pensavano finalmente di riposare e godersi la loro modesta pensione. E invece no! Erano obbligati a fare i Senatori a vita.
Tutte le mattine buttati giù dal letto e di corsa, a sirene spiegate con tanto di scorta, portati al Senato ad assistere a tutte le sedute, a votare secondo le indicazioni date. Gli viene detto che il loro voto è di vitale importanza per la Nazione. Che ricatto!

A noi, quello, potrebbe sembrare un compito facile; in verità è assai gravoso e irto di pericoli: stare seduti per ore su scomodi banchi in legno, non assentarsi mai, nemmeno per andare alla toilette (e per questo sono obbligati a corazzarsi di pannoloni “24 ore”), essere sempre in pericolo perché ad ogni votazione, qualunque sia la loro preferenza, potrebbero ricevere gli insulti più indegni, persino vedersi precipitare qualche “stampella” sulla testa… tutto questo non può chiamarsi privilegio!

Io, come ex Presidente della Sagra della Quaglia arrivato all’età della pensione, ogni mese vado a ritirare il sostanzioso assegno alle Poste.
Solitamente mi faccio trovare lì alle 8, prima che arrivi il mio turno, e insieme ad altri ex colleghi giochiamo a carte. L’ultima volta abbiamo avuto il tempo di chiudere 4 partite a briscola e 4 a tressette, con la bella al 41.

Quando sono libero da impegni mi dedico agli sport estremi, come il ciclocross e la roulette russa sulle “pedociclabili” di via G. Bruno (quel tir, mi schiaccia o non mi schiaccia?). Dopo di ché, arrivato sano e salvo al Bar, vinco la scommessa di un caffè con il barista.
Insieme a tanti altri ex, abbiamo visto crescere il ponte Portone, la Rotonda, il Porto, la ex GIL e tanti altri lavori Pubblici, cantieri aperti per anni e anni con il nobile scopo di intrattenere noi pensionati.

Ai colleghi Presidenti della Repubblica spetta la macchina con l’autista, ma vi sembra possibile chiamare ciò un privilegio? Nulla mia città tutti gli over 65, me compreso, possono usufruire “gratuitamente” dell’autobus urbano con autista, senza limite di percorso. Mentre i nostri illustri ex sono costretti a muoversi con l’auto blindata e la scorta, ad attraversare gli incroci a tutta velocità, con il rischio di sbattere contro qualche “incosciente” passato col “verde”, o qualche pedone rimbambito sulle strisce pedonali, noi possiamo prendercela con calma, salire sul nostro bus pieno di gente (l’ideale per fare belle chiacchierate) e scendere quando si vuole, e risalire, e riscendere in tutta libertà!

Ho letto che:

a ciascuno dei presidenti cessati dalla carica spetta una lunga serie di servizi a spese del Quirinale: un dipendente della presidenza della Repubblica, con funzioni di segretario, distaccato (in posizione di “comando”) nel suo staff; due dipendenti, con funzioni di guardarobiere e di addetto alla persona, distaccati presso l’abitazione privata (…) oltre 30 persone al servizio di ciascun ex presidente

E questi li chiamate privilegi? Esci di casa e c’è sempre qualcuno che ti controlla, gente che ti pedina, neanche puoi andare dove ti pare! E poi oggi ricevere le cure da due dipendenti è alla portata di qualsiasi ex come me. Per esempio l’ex presidente dei bagnini Marino Pigliapoco, oltre alla ricca pensione di 520 euro al mese, ha a sua disposizione due belle e formose straniere, che gli tengono compagnia giorno e notte, e si accontentano di un piccolo regalino a fine mese di “800 euro”.

I nostri illustri ex hanno a loro disposizione:

un ufficio (tra i 150 e i 200 metri quadrati) e segreterie particolari con un capufficio, tre funzionari, due addetti alle mansioni esecutive, altri due addetti alle mansioni ausiliari più, a scelta, un consigliere militare o diplomatico.

Vi invito a riflettere su cosa significa stare in un grande e freddo ufficio di 200 metri quadri, in dieci persone, con computer, telefoni cellulari satellitari, fax, senza un minimo di privacy. Dovremmo ritenerci fortunati noi che abbiamo la nostra piccola scrivania, che abbiamo un solo computer, in uno stanzino un metro per due, dove arrivano i buoni odori della cucina, dove mi collego ad internet, e guardo quello che mi pare!

Franco
ex presidente sagra della quaglia

1 Commento

  • 1. Popinga&hellip (1 febbraio 2008, 5:52 pm) :

    […] Nel 1999 Carlo Azeglio venne nominato Presidente della Repubblica, con un contratto in scadenza già nel 2006. La paga era buona e il lavoro molto più leggero del precedente, e lui pensava che fosse finalmente giunto il tempo di riposarsi un po’. Invece si sbagliava. La moglie, Franca Donna, aveva la mania dei viaggi, e così ogni notte era costretto a dormire, con lei, in un letto diverso, in una città o in un Paese diverso. Oltre a riposare pochissimo e ad affaticarsi, spese tutti i soldi dello stipendio in aerei, treni e taxi. (… continua) […]

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