Piazza Manni 1 miniatura Piazza Manni 2 miniatura

Qualunque sia il disegno di questi eversori dell’ordine democratico, l’imperativo è: non passeranno.

Perché una stella a otto punte in piazza Manni? Ancora non è chiaro. Come non è chiaro il bersaglio del vile attacco. Ma se cinque punte disegnate col pennarello sono già un pericolo, figuriamoci otto.
A titolo precauzionale, è stata assegnata la scorta alla titolare dell’agenzia di viaggi CTS, ai gestori della lavanderia Cavalletti e a quelli del negozio di pasta all’uovo. Chi vive o lavora in piazza adesso ha paura.
Pare invece non ci siano pericoli per chi va a farsi una bevuta al Lab o al Matis: l’importante è non fermarsi troppo in piazza. Ad ogni modo, una squadra di agenti in borghese proteggerà i beoni nei loro spostamenti per i locali del centro.
Riunito in seduta straordinaria, il Consiglio comunale all’unanimità ha condannato l’inaudito episodio, ed espresso “piena solidarietà” agli abitanti e agli esercenti di piazza Manni.
Un solo voto contrario, quello di un consigliere finito a suo tempo nel mirino delle Brigate Rosse e tutt’ora sotto scorta. Il consigliere, con giubbotto antiproiettile sulle spalle e un paio di gorilla dietro, ha preso la parola in un’aula gremita all’inverosimile:
«È tutta una bufala, e io di bufale me ne intendo. La stella delle BR è tutta storta, questa qui invece è perfettamente regolare e ha otto punte: impossibile che abbiano fatto un restyling del marchio. E poi, avete mai visto dei brigatisti disegnare una stella coi sampietrini? Quelli lì i sampietrini, invece di posarli, li scaraventano…»

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