Non so se avete visto il film citato nel titolo, ma quello che sta succedendo a New Orleans mi ricorda molto quelle scene catastrofiche e spettacolari girate grazie agli effetti speciali di Hollywood.

Peccato che quello che sta succedendo alla "Big Easy" sia drammaticamente vero.

L’uragano Katerine ha infatti travolto la città con venti a oltre 200 Km/h, travolgendo le deboli difese di una metropoli costruita 2 metri sotto il livello del mare e protetta solamente da una diga naturale alta 4 m e da una zona paludosa nella quale sfocia il fiume Mississippi.

Avrebbe potuto anche andare molto peggio (sembra impossibile vedendo le immagini), perchè Katerine, prima di giungere nella città, ha perso ben due gradi di potenza (dal 5° al 3°), altrimenti sarebbe rimasto veramente ben poco da salvare.

Il presidente Bush e il sindaco della città avevano ordinato agli abitanti, circa 1,3 milioni, di evacuare le loro case e di portarsi al sicuro nell’entroterra. Sembra che in città siano rimaste solamente 100-200 mila persone, di cui almeno 10 mila dentro al bellissimo Superdome (uno stadio avveniristoco dove giocano i New Orleans Saints di football), e tutte si trovano ora senza acqua, gas ed elettricità.

L’acqua in alcuni punti supera i 2 metri di altezza e si teme pure un "back flood" (una inondazione in senso contrario) proveniente dal fiume Mississippi enormemente gonfiato dalle piogge. Si calcola che il riflusso delle acque potrebbe durare per settimane con effetti catastrofici sulle fondamenta delle case e dei grattacieli.

Il conto delle vittime si è fermato a 68, ma il governatore della Louisiana afferma che con ogni probabilità il numero è destinato a crescere esponenzialmente.

Ora Katerina sembra puntare verso la costa dell’Alabama; i porti di Biloxi e Mobile sono in stato di allerta e negli stati di Alabama, Mississippi e Tennessee è molto alto il rischio di forti trombe d’aria.

Per ulteriori informazioni visitate i seguenti links:
• http://www.cnn.com
http://www.lsp.org/emergency.html
http://www.nytimes.com
http://www.washingtonpost.com
http://www.corriere.it

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