Ecco la storia di come e quando Mauro Mellini scrisse questo epigramma. Ricorda che lo fece in una occasione particolare, quando Claudio Martelli, giovane ministro socialista, s’insediò quale Ministro di Grazia e Giustizia. In quella occasione ebbe a pronunicare un dotto discorso, cosi articolato ed arguto che dava addirittura l’impressione che “non fosse farina del suo sacco”.
Ci dice sempre l’avvocato che “mentre il ministro parlava io scrissi l’epigramma; poi chiamai il commesso perché glielo consegnasse subito”.
“Ricordo – continua Mauro Mellini – che, ricevuto il foglietto, mi guardò con uno sguardo tra l’implorante e lo scandalizzato”.


L’epigramma ritornò quindi d’attualità quando a Mauro Mellini fu chiesto di andare a Palermo per testimoniare al processo Andreotti. “Ci andai volentieri” anche perché Andreotti fece diverse leggi contro la mafia, anche “oltre la legittimità costituzionale”, cosi, letteralmente, si è espresso.
In tribunale c’era un magistrato assai noto, Roberto Scarpinato, che subito cercò d’intimidirlo. Chiese se “era vero che avesse scritto un articolo di giornale parlando di golpe dei giudici”. Mellini, ad alta voce, rispose di no! “Come non lo ha scritto”, insistette Scarpinato. “No, non l’ho scritto; ho scritto però un libro che s’intitola esattamente “Il Golpe dei Giudici” “.

Proseguendo nell’interrogatorio, emerse quindi la storia dell’epigramma per Martelli, visto che si parlava dei vari ministri succedutisi al dicastero della giustizia. Oltre Claudio Martelli, anche di Giuliano Vassalli. “Il Presidente della Corte” – ci racconta sempre Mellini – “non voleva che io riferissi l’epigramma, ma era intenzionato però a sapere come mai non avessi usato la mia penna per Vassalli, ma invece solo su Martelli”.
Presidente se lei sapesse che negli epigrammi c’è una parola chiave comprenderebbe subito che quanto ho scritto era perfetto per Martelli, ma non avrebbe avuto la rima giusta con Vassalli”.
Tutto qui.

Dopo il discorso pieno di cavilli,
capolavoro del guardasigilli
dovremo dir che meglio era Martelli
ministro tutt’al più guarda spinelli

Nota: qualcuno forse ricorderà il “caso Malindi”, quando Claudio Martelli fu coinvolto in una storia di “spinelli” in Kenya, storia che poi è sembrata nascere da un falso verbale di polizia ed ha avuto anche repliche perentorie. La più nota: quella di Bettino Craxi che ebbe a dire: “E’ una grandissima mascalzonata organizzata da mascalzoni“. Quindi quella dello stesso Martelli che affermò: “Non ho il dovere di raccontare quello che so. Non ho intenzione di fare il nome della donna a favore della quale sono intervenuto a Malindi. Almeno fino al processo. E forse neanche dopo”.

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