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De Gregori è infine riuscito a raggiungere il camerino. «Forse non canterò mai più» ha dichiarato“.

Così Mario Luzzatto Fegiz scrive sul Corriere della Sera del 3 aprile 1976, a proposito dei disordini e degli incidenti della sera prima, durante e dopo “lo spettacolo serale del cantautore Francesco De Gregori”, al Palalido di Milano.

Il fatto, gravissimo, segue una serie di concerti caratterizzati da episodi di violenza e di intimidazione, incidenti, lancio di oggetti sul palco e da un clima molto teso: siamo nei primi mesi del 1976 ed il bersaglio di questi gesti non è il solo Francesco De Gregori, ma una serie di cantanti e cantautori accusati da gruppi di estrema sinistra di percepire cachet troppo alti e di non destinarli alle lotte dei lavoratori.

Ma il 2 aprile del 1976, a Milano, si sfiora il dramma: De Gregori viene più volte interrotto durante il concerto, fino ad essere costretto a rinchiudersi nel camerino, mentre un gruppo di giovani appartenenti ad un sedicente movimento di “autonomia operaia” invade ed occupa il palco, costringendo infine il cantautore ad uscire dal camerino ed a ripresentarsi sul palco, non però per cantare, ma per subire un vero e proprio processo senza appello, con accuse ed ingiurie pesantissime; dei dieci giovani che prelevano De Gregori dal camerino, uno ha addirittura una pistola e, poco dopo, sul palco, invita De Gregori a “suicidarsi subito, seguendo l’esempio di Majakovski”.

Quella sera De Gregori dice che probabilmente non avrebbe mai più cantato; per fortuna, invece, il Principe manterrà la parola “solo” per tre, lunghi anni, nei quali effettivamente si rifiuta (più che comprensibilmente…!) di cantare e suonare in pubblico; nel 1979 arriverà però la trionfale tournée “Banana Republic“, con la quale Francesco De Gregori e Lucio Dalla dimostrano che è possibile anche per gli artisti italiani, e non solo per i grandi nomi stranieri, allestire grandi show e riempire gli stadi di tutta Italia. (continua…)

4 Commenti

  • 1. Popinga&hellip (11 aprile 2008, 3:52 pm) :

    […] aver raccontato la drammatica vicenda del concerto del PalaLido, vorrei interrompere per un attimo la cronistoria degli aneddoti, delle curiosità e dei […]

  • 2. Popinga&hellip (15 aprile 2008, 10:53 pm) :

    […] i primi, grandi successi e dopo il dramma sfiorato al Palalido, nel 1976, De Gregori torna, sul finire degli anni 80, con due album: “De Gregori”, del 1978, e […]

  • 3. Popinga&hellip (26 aprile 2008, 9:54 pm) :

    […] 1979 è l’anno in cui, dopo la drammatica vicenda del Palalido nel 1976, De Gregori torna a cantare in pubblico, e lo fa facendo le cose in grande, con una tournée […]

  • 4. Popinga&hellip (26 aprile 2008, 10:26 pm) :

    […] Ultime due annotazioni sulle canzoni di questo album: “Ipercarmela” è forse, in assoluto, la canzone in cui De Gregori usa al meglio la sua voce, consegnandole un ruolo centrale nella composizione musicale, mentre “Festival” è una canzone che racconta il suicidio di Luigi Tenco al festival di Sanremo del 1969 (molto bella, nel brano, la citazione a “Lontano lontano”, una delle migliori canzoni di Tenco) e soprattutto il cinismo del mondo che ruota intorno al festival, con lo spettacolo che, nonostante tutto, “doveva”andare avanti (“purché lo spettacolo non finisca”). (continua…) […]

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