«È ora di liberalizzare la vendita delle armi. […]
L’arma sotto il cuscino non è l’inizio di una anarchia. Altro che finte liberalizzazioni con licenze libere di taxi, ricariche dei telefonini, farmaci ai banconi dei salumi delle Coop e pane dal ferramenta. Il ministro
[Bersani] avrebbe l’opportunità di promuovere la prima e vera seria liberalizzazione: lasciar liberi i cittadini onesti di difendere la loro intimità domestica. Ci lasci la libertà di una Beretta. Prometto: la andrò a comprare alla Coop».

Sul Corriere Adriatico di oggi, il consigliere comunale Roberto Paradisi, già nel mirino delle Brigate Rosse ed ora vittima di un furto in casa, difende la libertà di possesso di armi come deterrente per i malviventi. Già che c’è, ci infila la solita polemicuccia politica da quattro soldi, senza peraltro spiegare cosa c’entrino i taxi e l’aspirina con le pistole. Emilio Fede non avrebbe saputo fare di meglio.

«E, tra una strage e l’altra, una miriade di episodi “minori”, ma che comunque testimoniano della facilità con la quale armi, anche automatiche, circolano e vengono usate. Nei pochi mesi trascorsi dalla strage di ottobre nella comunità amish, si sono verificati almeno altri quattro casi in cui studenti hanno ucciso un compagno o si sono suicidati.
[…] I negozi specializzati dovrebbero controllare identità e precedenti penali degli acquirenti, ma fucili e pistole ormai sono venduti anche in molti supermercati e nelle fiere che si svolgono ogni fine settimana nelle strade di villaggi e città: veri e propri “mercati delle pulci” dell’autodifesa dove si può ottenere un’arma da fuoco senza dover rispondere a troppe domande».

Dal Corriere della Sera del 17 aprile 2007, all’indomani della strage nel campus Virginia Tech, a Blacksburg (USA), costata la vita a 32 persone oltre al killer, la più sanguinosa mattanza di civili della storia americana dopo l’11 settembre.

«Il 16 aprile furono uccise 33 persone, incluso il killer; da quel giorno a oggi, altri 2430 americani sono stati uccisi da armi da fuoco. E per ogni morto ci sono altri due o tre feriti gravi».

Da Stop The NRA, che promuove la campagna contro la National Rifle Association e il possesso indiscriminato delle armi in USA.

22 Commenti

  • 1. Riccardo (29 luglio 2007, 6:44 pm) :

    …secondo me la cazzz….ata più grossa l’ha sparata paradisi

  • 2. Francesco Gasparetti (29 luglio 2007, 11:11 pm) :

    Il fatto di avere una pistola sotto il cuscino garantirebbe solamente al rapinato di diventare anche assassinato. Un bel passo in avanti non c’è che dire!
    Si sa che la pistola (come tutte le armi da fuoco) è un fattore criminogeno senza paragoni e tanto per capire come funziona un mercato libero delle armi bastano pochi dati, presi dal sito Stop the NRA citato da Andrea.
    Morti causati dal fuoco di pistole nel 2004:
    5 in Nuova Zelanda;
    37 in Svezia;
    56 in Australia;
    73 nel Regno Unito ed in Irlanda;
    184 in Canada;
    11344 negli Stati Uniti.

    Vogliamo davvero imitare gli USA anche in questo?

  • 3. Paolo Belogi (30 luglio 2007, 10:08 am) :

    Senza commentare, per ora, l’articolo di Paradisi, da cui s’è sviluppato questo dibattito su “popinga”, voglio limitarmi a dare la mia idea sulle armi in mano ai cittadini. Il mio è un NO che non si basa su numeri e statistiche ma su una modesta esperienza sul campo…di tiro. Prima del 2000, anno in cui m’è stata diagnosticata questa “strana” malattia che mi costringe ad un procedere più lento e meditato, ero (e sono) Sottufficiale MM. Dopo tre anni trascorsi a Taranto, alle Scuole Sottufficiali, ne ho passati due a bordo di Nave Anteo, poi due ad Ancona e circa undici al Comsubin di Portovenere (SP) con un intervallo di dodici mesi trascorsi presso l’MFO (multinational force and observers) in Sinai. Il Comsubin a cui accennavo è un raggruppamento formato da sempre da personale volontario, in questo precursore dei tempi, e “abbastanza” specializzato, dove il soldato si addestra a…fare il soldato. Qui si impara davvero a maneggiare un’arma e, mentre in molte altre caserme il “poligono” è vissuto come una pratica da espletare, presso il Raggruppamento Subacquei ed Incursori (Comsubin) al poligono ci si và dopo colazione (e spesso prima). La differenza è palpabile anche fra gli “addetti ai lavori”: un furiere, o un cambusiere, vive un naturale timore nel tenere una pistola in mano, avendola usata solo due volte l’anno al poligono di tiro e, in genere, senza averla dovuta caricare di persona. Cosa diversa è maneggiare un’arma con la sicurezza e la padronanza necessarie. Per questo non ho mai visto di buon occhio la libera vendita di armi. Non riesco a pensare ad un portalettere o ad un’idraulico, o ad una direttrice di industria con la pistola sotto al cuscino. La sicurezza di sapere di possederla potrebbe…dare alla testa (come spesso racontato dalla cronaca) ed essre, essa stessa, foriera di incidenti. Quanto poi a rivolgerla contro una persona (!) non penso che il portalettere o l’idraulico di cui sopra sappiano farne un uso appropriato. Piuttosto che alle pistole sugli scaffali della Coop penserei alla certezza della pena, alla lentezza dei processi, alla salvaguardia di Abele prima di Caino.

    “Nessuno tocchi Abele!”
    Sempre cordialmente

  • 4. Gabriele (30 luglio 2007, 11:34 am) :

    Anche io sono assolutamente contro alla libera vendita delle armi; secondo me la situazione che oggi vive l’Italia in materia è abbastanza equilibrata e non necessita di ulteriori aggiustamenti che si rivelerebbero veri e propri sbilanciamenti.
    Come diceva Paolo possedere un arma non è cosa da semplice cittadino; il problema poi non è tanto quello dell’uso che ne viene fatto davanti ad un possibile ladro, il vero problema è quello che deriva dall’avere sempre e comunque un arma in casa; così potrebbe succedere che i figli del proprietario una mattina vanno a scuola a farla vedere agli amici e fanno una strage come succede spesso in America o che in una lite tra moglie e marito in un attimo di follia ci esce il morto.
    Quindi… meglio lasciare tutto come sta.
    A mio modesto avviso gli unici soggetti che possono detenere un arma oltre agli “addetti ai lavori” sono quelli particolarmente esposti a rischi di rapine come gioiellieri e simili, anche se per questi il discorso non cambia poi più di tanto; un vero deterrente per questi sarebbe scrivere fuori dal negozio magari in più lingue (viste le variopinte nazionalità dei ladri) “attento ladro che il proprietario di questo negozio posside una pistola e se s’incazza ti spara”…
    magari qualcuno ci penserebbe 2 volte.
    Per quanto riguarda gli americani, il discorso è quello relativo alle lobbies delle armi, quindi la situazione non cambierà mai finchè ci saranno questi interessi economici da salvaguardare e fino a quando gli americani non capiranno che quello che hanno loro spacciato con un diritto fondamentale (possedere un arma per difendersi) altro non è che un puro interesse economico di qualcun’altro.

  • 5. Valeria (30 luglio 2007, 11:52 am) :

    Bentornato Andrea! D’accordo con te su tuttta la linea (che tristezza quel paginone sul Corriere Adriatico…)

  • 6. Davide Patregnani (31 luglio 2007, 5:36 pm) :

    Sia lodato Gesù Cristo…per una volta sono d’accordo con Andrea…oddio..sarà grave? 🙂

  • 7. davide patregnani (31 luglio 2007, 8:48 pm) :

    Però adesso che rileggo le motivazioni della contrarietà di Paolo Belogi ho qualche considerazione da fare:
    Complimenti per l’originalità e grazie per 30 secondi di grasse risate….perchè stavi scherzando…vero!?
    O dicevi sul serio? Cioè ne facevi una questione di pratica…tipo che “i piccoli Rambo si….altri no”
    …un po sulla stessa linea “donna al volante pericolo costante”!?
    Fammi capire…ti giuro…non voglio fare caciara…voglio capire.

  • 8. davide patregnani (31 luglio 2007, 8:52 pm) :

    Ah dimenticavo, grazie per il curriculum. Io sono bravo a freccette.

  • 9. Paolo Belogi (31 luglio 2007, 9:09 pm) :

    Provo a dire (il maestro Enrico avrà la bontà di perdonare tale furto ma queste tre parole in fila mi piacciono troppo): a volte (sempre) faccio fatica a capirti.

    Cordialità in ordine sparso

  • 10. davide patregnani (31 luglio 2007, 9:19 pm) :

    Allora ti spiego:
    l’articolo si intitola “chi le spara grosse”…
    Bene, secondo me tu sei arrivato primo sergente!
    “Come mai il soldato Palla di Lardo non è in branda dopo il silenzio? Come mai il soldato Palla di Lardo ha un fucile in mano? Come mai non gli hai ancora strappato le budella soldato Joker?”
    (Sergente Hartman)

  • 11. Paolo Belogi (31 luglio 2007, 9:21 pm) :

    M’arrendo. Dopo simili commenti m’hai davvero messo a tacere, spiazzato…ko.

    Sempre cordialmente però

  • 12. davide patregnani (1 agosto 2007, 12:37 am) :

    E perche non dovresti essere cordiale?
    Come dicevo, non ho voglia di fare caciara. Ti ripeto. Il tuo commento mi lascia impietrito.
    Se ti voglio mettere a tacere, mi basta citarti:
    “Quanto poi a rivolgerla contro una persona (!) non penso che il portalettere o l’idraulico di cui sopra sappiano farne un uso appropriato”.
    Mi spieghi qual’è “l’uso appropriato”?
    Dai…tu che hai tutta questa esperienza (il tuo commento per 3/4 parla delle tue glorie militari, grazie ancora di averlo condiviso!)…dai spiegaci, esponi.
    Non pensare che il mio sia un buonismo viscido…voglio veramente conoscere “l’uso giusto”. Buona fortuna.

  • 13. Francesco Gasparetti (1 agosto 2007, 8:03 am) :

    L’uso “giusto” di una pistola è solo uno: uccidere o ferire chi hai davanti alla canna.
    A meno di non usarla come soprammobile, non esistono altri usi conosciuti.
    Il fatto è che, se un tizio non esperto nell’uso dell’arma incontra uno esperto, ha buone probabilità di lasciarci le penne.
    Ergo, il suddetto tizio, da rapinato diverrebbe assassinato, come scrivevo nel mio primo intervento.
    L’utilità di avere una pistola sotto il cuscino mi sembra dunque molto dubbia a meno di non essere dei novelli rambo o un tiratore scelto come il soldato Palla di Lardo di FMJ.
    Fuciliere della Marina Gasparetti al vostro servizio!

  • 14. Paolo Belogi (1 agosto 2007, 9:29 am) :

    Per il buon Davide:
    un buon pittore saprà fare un degno uso del pennello, come un meccanico di una chiave inglese, quella stessa che data in mano ad un bancario sarebbe solo un ingombro. Un falegname saprà usare meglio di me (ma forse anche di te) sega e martello. Questo era il senso, avvalorato da un curriculum che avevo inserito allo scopo. Non cerco lavoro come brigatista rosso o nero.
    Ora concedi spazio ad una mia curiosità: tempo fà leggevo di un Davide Patregnani che, dopo aver allertato i Carabinieri per un pestaggio in corso a Marzocca che vedeva protagonisti dei residenti ed un “malcapitato” topo d’appartamenti, inveiva contro le forze dell’ordine ree (a detta del Patregnani) di avvallare il comportamento incivile dei padroni di casa. Data la gravità degli episodi riportati (uso della forza dei cittadini e comportamento “strano” dei CC -a detta di molti apprezzatissismi da quelle parti) vorrei sapere, non avendo letto strascico della vicenda, se vi sono state conseguenze. Ma forse è solo un caso di omonimia e ti chiedo scusa.

    Stessa cordialità

  • 15. Davide Patregnani (1 agosto 2007, 11:36 am) :

    Allora. Brve cronistoria della vicenda
    2:30 del mattino.
    Sotto casa mia un gran vociare e qualcuno che urla in italiano stantato “polizia!!!”
    Mi affaccio. Vedo una decina di persone che picchiano un tipo. Se lo rimpallano e lo gonfiano come un tamburo.
    Corro in casa e chiamo i carabinieri.
    Il giorno dopo, da buon cittadino, richiamo i carabinieri per sapere l’esito della mia segnalazione.
    Ecco cosa mi viene risposto: prima amnesia..nessuno sa nulla.
    Poi la frase: “embe! che ne sa lei per cosa lo stavano pestando…magari facevano bene…metta, che so, che questo tizio era entrato in casa a rubare…”
    A quel punto, impietrito, dico: questa è una cosa che lei non può dire in quanto tutore della legge. Buon lavoro.
    Nei giorni seguenti sui giornali, il rapinatore era stato arrestato grazie alla prontezza dei carabinieri allertati dai padroni di casa…
    No cari. I padroni di casa hanno allertato tutto il clan di albanesi (albanesi erano sia i derubati che il ladro) e lo hanno gonfiato come una zampogna…poi sono arrivati i carabinieri.
    La mia invettiva non era contro i carabinieri..ma contro “un” carabiniere, un brillante ingegno sostenitore della giustizia self-service…
    Il curriculum mandalo a lui…

  • 16. Davide Patregnani (1 agosto 2007, 11:52 am) :

    E poi possibile che dobbiamo essere cosi stereotipati, a fare i soliti discorsi del menga:
    io di sinistra = anarcoide = me la piglio coi carabinieri
    te di destra = militarista esaltato
    E facciamocela finita co’ ste cazzate.

  • 17. Paolo Belogi (1 agosto 2007, 11:53 am) :

    …quindi la vicenda non ha avuto strascichi e la storia è stata insabbiata (giornali che non riportano il vero, piantoni che lasciano impietriti buoni cittadini…) come spesso avviene per tutte le vicende italiche. E’ non si trattava di omonimia: mi pareva di aver scorto lo stesso stile…

    Cordialità a chiosa

  • 18. Davide Patregnani (1 agosto 2007, 12:04 pm) :

    Si si…penso che di mezzo ci siano anche i servizi segreti deviati e una loggia massonica che fa riti satanici. Ma non lo dire a nessuno. Shhh!

  • 19. Gabriele (1 agosto 2007, 1:14 pm) :

    Un’osservazione per Davide: hai una capacità veramente rara di sviare i discorsi e far polemiche su qualche commento; non hai scritto una riga nel merito del bell’articolo scritto da Andrea.
    Quello che avevo da dire sull’aggressione di cui parlavi al ladro a Marzocca l’ho già detto in altra sede ma lo ripeto: se un ladro mi entra in casa per rubare ho tutto il diritto di rincorrerlo e prenderlo a calci in culo e gonfiarlo; ripeto ho il diritto di farlo, non lo faccio perchè mi gira male o perchè mi stanno antipatici i ladri.
    Ma forse io sono di destra e i criminali proprio non mi piacciono…

  • 20. Paolo Belogi (1 agosto 2007, 1:21 pm) :

    Ho un’altra opinione della sinistra e non riesco proprio ad annoverartici dentro. Che poi tu affermi di esserlo è cosa diversa.

    Cordialmente destrorso

  • 21. davide patregnani (1 agosto 2007, 2:12 pm) :

    Allora…i miei primi commenti sono stati tutti sull’articolo di Andrea e sulle motivazioni della contrarietà di Belogi.
    Poi qualcuno mi ha chiesto di quell’episodio e io ho risposto.
    Sono felice adesso. Perchè vedi…io ho la brutta abitudine di firmarmi nome e cognome, tu no…
    Deduco che tu sei quello del commento su v.s.
    E qui chiudo…perche sembriamo tre cretini.

    “Ma la bestia – diceva – più grossa di tutte,
    sono stato io a pensarlo. Dovevo sapere
    che qui buoi e persone son tutta una razza”.

    ps: Gabriele…hai un grosso problema: prima di prendere a calci in culo la “mala”, impara a leggere. Vai per gradi.

  • 22. Gabriele (1 agosto 2007, 3:15 pm) :

    Vedi io l’abitudine di firmarmi nome e cognome l’ho persa nel momento in cui tutti sanno ormai chi sono… su vs ero uno dei pochi che aveva il coraggio di firmarsi addirittura anche col cognome e oggi non ho più bisogno di mettere nome e cognome perchè tutti sanno che sono io (e poi Gabriele è sempre il mio nome).
    Se il mio problema è la lettura (e pensare che mi hanno anche dato una laurea qualche tempo fa…)il tuo è sicuramente la polemica eccessiva e sterile, specie diretta nei confronti di chi politicamente la pensa diversamente da te.
    Questione di dna presumo.
    A voler essere pignoli poi… ho letto qualche commento in cui ti sei scordato di firmarti anche col cognome anche qui su popinga, ma non te ne faccio una colpa, a me le polemiche inutili proprio non piacciono
    Ciao

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