(…segue) Se le persone chiedono l’eutanasia perché soffrono, la risposta al dolore non è l’eutanasia, bensì le cure palliative. Il termine deriva da ‘ pallium’, che vuol dire mantello, e fa riferimento al gesto di S. Martino di Tours, che non potendo fare altro, donò metà del suo mantello al bisognoso, e S. Martino è il Patrono delle cure palliative. Tali cure possono controllare il dolore nel 90% dei casi e oltre, e, nei pochissimi casi in cui non ci riescono, il dolore può essere eliminato mediante la sedazione. Continua a leggere…

(…segue) La proposta dell’eutanasia, che non è assolutamente un atto medico, svela il suo vero volto: una scorciatoia per ridurre la spesa pubblica, un rifiuto dell’impegno umano e clinico a fianco del malato, e una fuga di fronte alla paura della morte, del dolore e della sofferenza.

Sta, inoltre, emergendo come, dietro la richiesta dell’eutanasia da parte di alcuni settori della società, vi sia anche una vera e propria ‘handifobia’, ovvero la paura e il rifiuto della disabilità. Si impone un modello culturale teso a rimuovere il dolore, la sofferenza e la morte, impedendo così di affrontarli in modo pienamente degno. Continua a leggere…

Con l’aumento delle possibilità tecnologiche, può accadere che si ecceda nell’uso di terapie, in malati che non ne traggono giovamento.
Ferma restando la liceità della sospensione di un intervento che si configura come accanimento terapeutico, è da sottolineare, però, come si faccia un uso strumentale di questo concetto, al fine di favorire il diffondersi di una cultura eutanasica. Continua a leggere…