Che l’Ente Provincia non servisse a nulla e andasse abolito trasferendo le sue poche competenze a Regione e Comuni, era già chiaro.
Nel frattempo, però, in vista delle elezioni provinciali del prossimo 27 maggio, m’è capitato di vedere una puntata di Report (su RAI3 lo scorso 1 aprile) e di leggere un libro sull’indecenza della nostra classe politica, ridotta ormai ad un’oligarchia autoreferenziale di destra-centro-sinistra (“La Casta”, di S. Rizzo e G. A. Stella, edito da Rizzoli). Continua a leggere…

Fra non molto saremo di nuovo chiamati alle urne per le elezioni della Provincia di Ancona. Da più settimane, sulla stampa locale, si parla di chi sarà il prossimo Presidente. Per sceglierlo, c’è chi vuol fare le primarie di coalizione, chi invece solo degli iscritti ai partiti. Poi sappiamo benissimo che chi decide saranno le segreterie politiche: un presidente a me, un assessore a te, e tutto finisce lì.

Il popolo votante decide sempre meno: trova, già stampato sulla scheda, il nome del candidato che i partiti hanno scelto: o vota per quello o va in bianco. L’elettore, di fatto, non ha alcuna possibilità di scegliere la persona che lo possa rappresentare, visto che persino nelle primarie vengono presentati due candidati e non una lista, che invece offrirebbe una scelta ben più ampia. Ma fermiamoci qui. Oggi limitiamoci a parlare dell’Ente Provincia. Continua a leggere…