Giancarlo De Cataldo - Romanzo Criminale (copertina)

Nel fare una recensione di “Romanzo Criminale” l’ultimo libro di Giancarlo De Cataldo, ho le stesse difficoltà provate dopo la lettura de “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown.

In questo caso, anche più che nel bestseller di Brown, è difficile capire dove finisca la finzione e dove inizi la realtà, in quanto il romanzo è talmente verosimile da poter essere scambiato per una “storia vera”.

De Cataldo è infatti un magistrato presso la Corte d’Assise di Roma ed è presumibilmente a conoscenza di molte delle carte processuali che riguardano la storia della famigerata “Banda della Magliana”, storia che è anche la trama del romanzo in questione.

In Romanzo Criminale si parla infatti della nascita, dello sviluppo, degli intrecci tra la banda e lo Stato (con la politica e con i servizi segreti) e della sua implicazione nei più gravi fatti di cronaca nera degli ultimi trent’anni: dall’omicidio di Pasolini, al rapimento di Moro, alla strage della stazione di Bologna, alla bomba sull’Italicus.

La storia è dunque talmente verosimile che probabilmente, cambiando i nomi dei personaggi, non si andrebbe molto distante dalla realtà dei fatti, anche se bisognerebbe leggere qualche vero saggio sull’argomento (io ho comprato “La Banda della Magliana” di G. Flamini) per capire meglio dove inizino le invenzioni dell’autore.

Il libro è scritto con un ritmo molto serrato e sembra quasi la sceneggiatura di un film (che tra l’altro è uscito da pochi mesi) e, nonostante le più di 600 pagine, non risulta mai noioso, ma tiene sempre viva l’attenzione e la suspence.

Insomma complimenti a De Cataldo per aver saputo raccontarci una storia avvincente, interessante e che ci porta a riflettere sulla storia recente del nostro paese invitandoci, allo stesso tempo, ad approfondire gli argomenti alla base del libro.

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