Analizzando con minimo di obiettività, cosa non comune per gli italiani soprattutto quando si parla di calcio, il polverone che si è alzato sul mondo del calcio non si può fare a meno di notare una certa somiglianza con il fenomeno di “Mani Pulite” che portò all’azzeramento della classe politica italiana nel 1992.

Le similitudini sono molteplici, infatti il mondo del calcio odierno, come il sistema politico-economico ante 1992 (con le dovute proporzioni) non è altro che una grande associazione a delinquere a scopo di lucro. Un sistema chiuso, autoregolamentato, impenetrabile e del quale tutti sapevano tutto ma nessuno parlava perchè, in definitiva, tutti ci guadagnavano.

In questi “tutti” metto le società, i giornali (che oggi guadagnano sputando nel piatto in cui si sono nutriti per decenni), le televisioni e anche i tifosi, i quali vorrebbero passare per vittime, ma che sono la vera causa del marcio che gira intorno al calcio.

Dico questo, passando forse per cinico, perchè l’antisportività dei tifosi italiani, soprattutto del calcio, mi fa vergognare  se paragonata all’etica sportiva anglosassone dove il risultato sportivo è importante, ma è ancora più importante l’impegno profuso e soprattutto il rispetto delle regole.

Per il “tifoso” italiano l’unica soddisfazione è la vittoria, non importa se per ottenerla si violano le regole, e la sconfitta è vista sempre con sospetto perchè chi ha la coda di paglia si aspetta che anche il suo avversario la abbia!

Da questo assunto nasce la sindrome del complotto e si vede in ogni decisione avversa nei confronti della propria squadra una fregatura di qualche natura.

Se poi uniamo la mentalità antisportiva con lo spirito violento otteniamo il fenomeno Ultras, tollerato dalle autorità italiane in modo vergognoso perchè la collusione di questi gruppi di sub-umani con certe fazioni politiche ne garantiva la sostanziale impunità e ha reso gli stadi italiani delle gabbie per facinorosi.

Finito questo inciso sui tifosi-vittima, riprendiamo il discorso più generale sulle similitudini con “Mani Pulite”:

1-SISTEMA CHIUSO: il mondo del calcio è sempre stato un universo a sè stante, autoregolamentato e permeabile solo quando appoggi politici o economici erano necessari a foraggiarlo.

Il potere è stato gestito per decenni dalle stesse persone (Carraro, Abete, Matarrese ecc…) che si scambiavano le poltrone  (FIGC, LEGA CALCIO, ecc..), senza permettere un reale ricambio.

Sotto l’egida di questi signori bivaccavano tutti i presidenti delle società che si accordavano tra loro per spartirsi gli ingenti introiti derivanti dalle televisioni.

E’ chiaro che le società maggiori (Juventus, Milan e Inter), le quali dispongono dei bacini di tifosi più numerosi, hanno assunto sempre più potere nel corso degli anni proprio per spartirsi i soldi delle televisioni lasciando le briciole alle squadre minori.

L’asse Moggi-Galliani domina da anni il panorama calcistico tanto che il presidente del Milan è anche presidente della Lega Calcio, la quale decide a chi attribuire i diritti televisivi, alla faccia del conflitto di interessi visto che il vero propietario del Milan è Silvio Berlusconi a cui sono andati grandi fette dei suddetti diritti.

Moggi invece è diventato il vero “deus ex machina”, ovvero l’uomo che decideva tutto dirigendo il mercato dei calciatori  grazie alla GEA, la società che controlla la maggior parte dei giocatori di calcio,  e che grazie al potere acquisito era pure in grado di gestire il sistema arbitrare per muoverlo a proprio favore.

Certo il sistema di controllo di Moggi su desigantori arbitrali e arbitri è illegale, ma se nessuno l’ha mai denunciato fino ad oggi c’è un perchè.

Questo perchè ha una sola spiegazione: guadagno. Ebbene si, gli arbitri di calcio italiani guadagnano molto, anzi moltissimo. Per fare carriera ed arbitrare nelle serie maggiori i fischietti erano alla mercè dei potenti. Per questo Paparesta, rinchiuso come un carcerato da Moggi dopo la stranota partita Reggina-Juventus, è stato zitto ed ha subito senza protestare o denunciare l’abuso. Insomma tutto per i soldi. Non facciano le vittime.

In definitiva solo l’azione dei magistrati nel 2006 come nel 1992 può distruggere questo sistema di potere costituito.

2-SISTEMATICA INFRAZIONE DEL SEGRETO ISTRUTTORIO- Come avvenne nel 1992, anche oggi si assiste allo stillicidio di notizie, che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio e che invece appaiono prima sui giornali che nelle aule di tribunale. Nessuno si scandalizza per questa situazione? Vorrei farvi ricordare che il reato di rivelazione di segreti d’ufficio è molto più grave di quello di frode sportiva. Una situazione francamente paradossale!

3-PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA- se fosse vero il detto “vox populi, vox dei” la Juventus e le altre società coinvolte nelle inchieste della magistratura sarebbero certamente da radiare dato che il volgo le ha già processate e condannate.

Faccio solamente notare che siamo ancora in fase istruttoria, cioè non solo non si sono aperti i processi, ma non si sa neanche se ci sono i presupposti per aprirli. Le prime intercettazioni sono infatti uscite dalla Procura di Torino dopo che il GIP aveva deciso di archiviare il caso perchè non c’erano i presupposti per avvisare il reato di frode sportiva.

Al contrario i giornali e le TV hanno capovolto la realtà fattuale, spiegandoci che quelle intercettazioni erano la prova del marcio del calcio.

Morale? Nel calcio c’è del marcio e si sa, ma quelle intercettazioni non provavano porprio nulla, almeno secondo il GIP di Torino (e la procura di Torino non è propriamente amica della Juventus).

Infine c’è da mettere in vetrina il comportamento strano di alcuni individui (giornalisti e politci in particolare) che a fasi alterne sono o Garantisti o Colpevolisti a seconda della convenienza o del tornaconto. E’ utopico pretendere un pò di coerenza? A questo si lega l’altrettanto ributtante fenomeno che trasforma i leccapiedi dei potenti nei loro più acerrimi accusatori quando il potere dei primi inizia a vacillare. Disgustoso.

4-INTRECCI TRA AFFARI E POLITCA-  per analizzare compiutamente questo aspetto sarebbero necesarie almeno 3oo pagine e quindi mi limito a ricordare dei fatti storici che mettono in luce le collusioni politico-affaristiche che erano necessarie per fare soldi col pallone, magari evadendo il fisco.

I primi casi sono che mi vengono in mente sono quelli della legge sull’ammortamento pluriennale dei debiti e la legge sui bonus per il digitale terrestre entrambe varate dal governo Berlusconi.

La prima ha permesso a società fortemente indebitate (soprattutto Milan, Inter, Roma e Lazio) di iscivere i propri debiti in più anni invece che in un unico esercizio (pagare un debito in più anni è meglio che pagarlo in un anno). Questa legge, contraria a tutte le norme europee sulla concorrenza, ha permesso a società mal gestite dal punto di vista finanziario di avere una grossa boccata d’ossigeno e rappresenta il paradigma del conflitto di interessi: Berlusconi, tramite una legge varata da sè stesso, ha dei vantaggi per una sua società.

Lo stesso dicasi per la legge che ha erogato sussidi allo vendita dei decoder del digitale terrestre: il giorno dopo il varo della legge Gasparri, Berlusconi aveva già i contratti firmati con Milan, Juventus ed Inter per i diritti di trasmisione con la suddetta tecnologia. Insomma Berlusconi ha elargito soldi dello stato (presi dalle tasse) per incentivare l’acquisto dei decoder digitali già sapendo di avere in tasca i diritti del programma più seguito: il calcio. In tutto in barba alla legalità, alla concorrenza e alla decenza.

In questa sezione possiamo anche parlare di tutti i vari scandali avvenuti per gli acquisti dei giocatori con fondi extra-bilancio (il primo che mi viene in mente è il caso Lentini) o tutti i vari artifizi che erano in voga tra le società per far quadrare i bilanci e frodare il fisco.

Un sistema molto diffuso era quello degli acquisti di giocatori scarsi per diversi milioni di euro. Funzionava così: una squadra ha tra le sue fila un giocatore mediocre (lo chiameremo Rossi) pagato poche lire. Che fa? Si mette d’accordo con un’altra squadra che ha un giocatore simile e fanno uno scambio. Rossi comprato a 1 viene venduto a 10 generando una plusvalenza di 9 per la squadra che lo vende. Così con il metodo delle plusvalenze i bilanci erano sapientemente taroccati.

Un altro esempio della collusione tra calcio e politica è il sistema delle retrocessioni: quando delle società non rispettano i requisiti di bilancio e finanziari per iscriversi al campionato di serie A (ma vale anche per le serie minori) vengono retrocesse.

In teoria è una legge semplice e giusta solo che squadre come la Fiorentina e Napoli sono state giustamente retrocesse, mentre altre come la Lazio (che aveva un debito di centinaia di milioni di euro con il fisco) sono state mantenute in serie A in barba alla legge solo perchè in mano agli amici degli amici…

Dopo aver fatto questa analisi, la domanda è cosa succederà?

Sarà forse la volta buona per ripulire il mondo del calcio oppure ci sarà la solita soluzione gattopardesca (cambiare tutto per non cambiare nulla)?

Io ritengo che sia giusto punire i colpevoli (dopo processi non sommari) e quindi sarei favorevole anche a punizioni sportive (come le retrocessioni), ma vorrei che si faccia una analisi seria e completa della situazione, estraniandoci dal solito tifo che assale tutti gli italiani quando si discute di calcio.

Non vorrei generalizzare e sembrare qualunquista dicendo che nel mondo che ruota intorno al pallone ci sono poche vittime e molti colpevoli, ma mi sebra un dato oggettivo per chi abbia una veduta d’insieme.

Secondo me dove ci sono molti soldi si annida la corruzione e quindi l’unico modo per far tornare il calcio uno sport invece che un affare, è quello di ridurre la quantità di denaro che vi circola.

Una soluzione potrebbe essere l’istituzione di un salary-cap (tetto salariale) europeo sugli stipendi dei giocatori; così si avrebbero diversi risultati:

1-un effetto deflattivo generale.

2-una maggiore competitività delle squadre minori e quindi un maggiore equilibrio nei campionati.

3-una maggiore valorizzazione dei giovani, visto che le squadre non potrebbero essere composte da molti campioni affermati per non superare il tetto salariale.

Questa è la mia analisi e la mia proposta, vediamo se c’è qualcuno che ne ha altre per iniziare un bel dibattito.

3 Commenti

  • 1. Gianluigi (29 maggio 2006, 5:09 am) :

    una resa dei conti A me che per il calcio non ho il minimo interesse  sembra che questa faccenda sia una  resa dei conti travestita da giustizia.
    Poi con la nomina di Borrelli all’Ufficio ispezioni della Federcalcio il
    cerchio si chiude. Mi domando: Sono davvero moralizzatori?
    Oppure, come qualcuno ha scritto (per la vicenda di un collaboratore di Mastella) anche queste sono soltanto  delle “toccatine di polso”.

  • 2. gaspa (29 maggio 2006, 7:12 am) :

    Re: una resa dei conti

    [quote=Gianluigi]A me che per il calcio non ho il minimo interesse  sembra che questa faccenda sia una  resa dei conti travestita da giustizia.
    Poi con la nomina di Borrelli all’Ufficio ispezioni della Federcalcio il
    cerchio si chiude. Mi domando: Sono davvero moralizzatori?
    Oppure, come qualcuno ha scritto (per la vicenda di un collaboratore di Mastella) anche queste sono soltanto  delle “toccatine di polso”.[/quote]

    Non saprei darti una risposta, lo scopriremo solo vivendo [cit.].

    IMHO faranno fuori qualche potentato per poi tornare al sitema solito. Ergo Moggi come Craxi e piedi puliti come mani pulite: tanto fumo per poco arrosto.

    Juventus in serie B con alcune squadre minori e le altre grandi a spartirsi il mercato dei diritti televisivi, facendo guadagnare i soliti noti.

    Ma sì, l’ottimismo è il profumo della vita!!!

  • 3. Calciopoli: Come Volevasi&hellip (27 dicembre 2006, 5:00 am) :

    […] Ritorno ancora a parlare di calcio, anzi di ciò che avviene intorno al mondo del calcio, per commentare la sentenza di secondo grado letta ieri dalla commissione di appello federale. Ebbene la suddetta commissione, come avevo ampiamente previsto nel mio articolo del 19 maggio, ha alleviato tutte le pene confermando la retrocessione in serie B della sola Juventus. Insomma la volontà di punire solo la Juventus era chiara fin dall’inizio dell’inchiesta dato che, come al solito, si doveva trovare il capro espiatorio per tutti i mali del calcio. […]

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