Il 28 luglio, in Piazza Roma a Senigallia, serata sul satanismo. Sul palco un sacerdote, don Aldo Buonaiuto, coordinatore del numero verde anti sette occulte, ausiliare di polizia giudiziaria e consulente tecnico della magistratura. Presentando il libro “Le mani occulte, viaggio nel mondo del satanismo”, Don Buonaiuto ha tratteggiato il fenomeno, la sua storia e le molteplici sfaccettature. Un punto di vista socio-religioso, tutto sommato interessante ed equilibrato.

Poi, a metà serata, quando s’è trattato di analizzare le cause del fenomeno, Don Buonaiuto ha fatto intervenire sul palco un indemoniato. Aveva le sue stesse sembianze, portava gli stessi vestiti e addirittura lo stesso nome. Un indemoniato in carne ed ossa: la prova che Belzebù non solo esiste, ma può tranquillamente passeggiare per le nostre strade in un’afosa serata estiva.

L’indemoniato ci ha rivelato che, oltre a quelli del mostro di Firenze, anche l’omicidio di Cogne e la recente morte dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi (una studiosa del tema) potrebbero nascondere casi di satanismo. Chissà, magari anche Erica e Omar sarebbero disposti a dichiararsi in preda a Satana ed ottenere uno sconto di pena. Dopo la Pedofili S.p.A. ci mancava la Satanisti S.r.l.
Di seguito se l’è presa col relativismo etico e la scristianizzazione della società, che hanno rimosso il sacro, ridotto al silenzio e alla subalternità l’etica cristiana (soprattutto cattolica) e proposto modelli vuoti e ingannevoli, su cui le sette prolificano. Tra i modelli ingannevoli, oltre ai soliti (denaro, droga, successo, affari, edonismo, ecc.), ci sarebbe anche Harry Potter (noto anticristiano, già oggetto delle attenzioni del Papa). Anche il Codice da Vinci sarebbe pericoloso: troppo critico verso la Chiesa, le crociate e l’Opus Dei, avrebbe il torto di spacciare finzione per verità. Per non parlare della New Age…

Mentre l’indemoniato parlava, a nessuno – neppure a Don Buonaiuto – è passato per la testa che il fiorire di sette occulte, soprattutto in società occidentali evolute di matrice cristiana, potrebbe essere la degenerazione del tentativo di ricerca di una dimensione spirituale e trascendente che le chiese “tradizionali” – nella fattispecie quella cattolica – negli ultimi anni faticano ad offrire.
Se queste chiese alla fede sostituiscono un’etica, in cui la gerarchia si arroga il compito di stabilire cos’è Bene e cos’è Male, e i fedeli sono semplici osservanti tenuti ad uniformarsi a quei precetti, pena non solo essere peccatori ma anche non potersi dire cristiani, ci si può meravigliare se sempre più gente volge lo sguardo altrove?
Per andare sul concreto: una Chiesa che nega il funerale ad una poveretta ritenuta pubblica peccatrice perché viveva more uxorio con un divorziato forse non viene meno alla caritas e alla pietas che molti invece cercano nella dimensione spirituale? Ed ha qualcosa a che vedere con la fede il fatto che una normalissima coppia, anche sposata, non si possa dire cristiana perché fa uso di anticoncezionali?
L’immagine di una cultura cattolica marginalizzata, ridotta al silenzio e all’insignificanza dal relativismo etico e dal “laicismo” semplicemente non esiste. I recenti referendum sono stati l’ennesima dimostrazione del contrario: l’etica cattolica imposta (per legge) a tutti, anche a quelli che non la condividono magari perché appartenenti ad altre confessioni.
Stiamo assistendo in Italia al dilagare del relativismo etico o piuttosto al tentativo di imporre a tutti una sola etica, quella cattolica, magari sottoforma di etica condivisa? È in atto una rimozione del sacro oppure una progressiva dilatazione dello spazio del sacro a tutti gli ambiti dell’esistenza umana? Ma, in tal caso, se tutto è sacro, cosa rimane di sacro?
Non ci aspettavamo che l’indemoniato rispondesse a queste domande, ma almeno che ce (e se) le ponesse Don Buonaiuto.
Macché. Alla fine i due hanno salutato cordialmente, e dopo l’applauso se ne sono andati. Insieme.

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