A ragione di un’antica amicizia di famiglia sono stato invitato alla cerimonia per la consegna del “Paul Harris Fellow” a Guido Silvestri.  E’ indubbiamente importante che gli sia stata assegnata la più significativa onorificenza rotariana; ciò non solo per la brillante carriera che lo vede da oltre dieci anni al lavoro in prestigiose università degli Stati Uniti (ora è professore di ruolo presso l’Università di Pennsylvania a Philadelphia, dove dirige anche il servizio di virologia clinica). Per noi senigalliesi Guido è il figlio del professor Giorgio Silvestri, medico ematologo che tutti, non solo in città, conosciamo molto bene per la lunga e qualificata attività di sanitario ospedaliero. Così conosciamo anche la mamma, la signora Gabriella, medico anche lei, che ha prestato la sua opera come pediatra, fino al raggiungimento della pensione, sempre qui nella nostra città.

Essendo quindi presente alla serata, organizzata dal locale Rotary Club, ho registrato il discorso (anche l’operazione è stata condotta un po’ alla garibaldina,  quindi  mi scuso per la qualità). Discorso che Guido Silvestri ha rivolto ai presenti al termine della breve cerimonia di conferimento del premio.

Quindi questo podcast, che offriamo ora sul nostro sito, diviene l’occasione per divulgare e conservare una serie di riflessioni che mi sono sembrate di eccezionale qualità. Ascolterete un discorso lineare e comprensibile a tutti che ha spaziato su temi importantissimi, dal “significato della scienza”,  al “futuro la ricerca scientifica “. Silvestri ha spiegato assai bene perché lui, come e perché anche tanti altri giovani italiani, abbiano deciso di “passare la vita tra provette ed animali da laboratorio invece di  andare a far soldi a Wall Street”.

Cosa significa fare ricerca? Perché viene fatta  e quali vantaggi porta? Guido Silvestri si è spinto con particolare destrezza nell’ipotizzare alcuni scenari futuri della ricerca scientifica,  pur con un discorso breve, ma sempre molto intenso. Ha scelto sempre esempi puntuali, quando anche molto professionali, sempre davvero comprensibili a tutti.

Crediamo al progresso ed  il nostro compito è aumentare la conoscenza” è stata una delle affermazioni. Questa viene dall’esperienza di chi, come lui, vive in un paese dove i talenti, se ci sono, possono emergere e non soffrono di coartazioni e limitazioni dirigiste come invece purtroppo sta accadendo nel nostro paese. Basterebbe solo un esempio recente avvenuto in Italia per quanto attiene la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Ovviamente da grande specialista del settore Guido ha offerto alcuni cenni sull’AIDS, cioè sulla malattia di cui si è occupato fin dai tempi della laurea, avvenuta ad Ancona nel 1987. Ci ha presentato così un tipico esempio di come la scienza risponde di fronte alle novità, anche quando queste assumono subito il carattere dell’emergenza, ed ha sottolineato con chiarezza come appunto la scienza di per se stessa  “non pretende mai di aver scoperto e capito tutto”.

Ha affrontato ed esposto in pochissimi minuti “dogma centrale della biologia“, i retrovirus, ed il dato sconcertante (e poco noto) che quasi il 10% del nostro genoma è costituito da retrovirus. Un brevissimo cenno lo ha anche riservato all’attualità dei suoi lavori e delle ricerche dei colleghi, sparsi un po’ in tutto il mondo. Questi ad esempio indagano non solo sull’uomo, ma anche sui marsupiali. Così sono arrivati a fare scoperte che lasciano a bocca aperta chi ha studiato queste materie soltanto pochi lustri fa.

Infine Guido Silvestri ha chiuso in bellezza, come ascolterete.
Ha chiesto appunto “Cosa può fare la scienza contro la morte?

Mentre ci offriva un rapidissimo excursus storico, per comprendere come andavano un tempo  e come cambiamo oggi i processi dell’invecchiamento, si è spinto con una ipotesi da gran finale fino a far balenare che, con il passare del tempo, diverrà possibile ottenere una “copia di back-up di noi stessi”. Immaginiamo per giungere quindi a qualcosa che avrebbe a che fare con l’immortalità!

Cos’è il pensiero,  la memoria, la coscienza? Un accenno lo ha riservato anche all’anima ed allo spirito, fino ad esporre qualche evidenza, sempre dal punto di vista scientifico, che ci indurrebbe a pensare come tutte queste entità possano esistere a livello del substrato del cervello stesso.

Ho scritto davvero troppo ed anche confusamente. Forse perché il suo discorso mi ha coinvolto eccessivamente. Sono evenienze che capitano non solo a chi invecchia, ma a chi per di più soggiace al fascino di così tante idee innovative. Colpisce la prorompente ricchezza e l’entusiasmo intellettuale di un vero scienziato. Per di più pensando che era un ragazzo di questa città.

Meglio quindi che ascoltiate voi stessi la conversazione di Guido Silvestri.

2 Commenti

  • 1. Dario Petrolati (26 luglio 2009, 10:43 am) :

    Se posso salto l’evento intelligente dopo averlo letto di quanto sopra esposto.
    Ritorno e con spiacere su quanto invece affermato dal mio ex concittadino  quando crede dire nel giustificare l’avvento della lega giù a Senigallia. 
    Eh si è da un pezzo che vivo quassù nella padania-a Padova per precisione.
    Ebbene la lega o il movimento che tale nome porta ha attecchito specie nelle campagne ove alligna il dialetto e la “roba o terra mia”,tutto male espresso ma fatto pesare dal soldo accumulato non molto chiaramente.
    Quassù chi prega almeno in pubblico ci tiene al distinguo ed a separare cacciare specie quelli che vengono da fuori da là oltre il mare o il recinto della proprietà.
    All’università o dove la gente cerca capire quando si nomina un leghista allora viene da ridere e molta depressione.
    Arroganza e non verità comprimono Storia e Fatti onorevoli.
    Mi spiace e molto per voi giù che non possiate con serenità davvero sapere cosa dice e come il sindaco di Verona,insomma chi è in buona fede non può rassegnarsi a sentire urlare e alzare mani ed idee difficili a capire.
    Verrà stagione di certo che la gente si vergognerà e negherà un semplice-complesso-contorto anche fatto di periferia.
    dario.

  • 2. Dario Petrolati (27 luglio 2009, 7:25 am) :

    Scusami
    la fretta ed i miei nervetti mi hanno fatto pigiare e scrivere al posto sbagliato.
    Voleva il commento essere insito-semplice prosieguo- del Vs.

    Poi mi sono accorto dell’errore tecnico-

    Riepilogo per me:
    inserire il mio commento su Vivere Senigallia.

    Con quanto detto contato meravigliosamente in modo dotto da Gianluigi il mio commento non ha nulla a che fare.

    Imparerò-
    Bravo -issimo Gianluigi non sapevo logicamente quanto hai detto.
    La mia stima in te è ben riposta
    invidio chi hai per amico e stimi.
    I miei saluti più cari.
    dario.

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