Nel mondo, compresa l’Italia, sono già numerose (e lo saranno sempre di più) le esperienze di passaggio da tecnologie software chiuse a software libero; le realtà che hanno intrapreso la migrazione (cioè il passaggio tecnologico) comprendono sia pubbliche amministrazioni (governi nazionali, enti locali, agenzie governative, scuole, strutture sanitarie,…), sia aziende (sia PMI che grandi realtà), sia privati; di seguito, alcuni link ad articoli sul tema.

Tra le tante, è significativa l’esperienza del Comune di Bologna, che nel 2009 ha iniziato la migrazione di ben 3600 postazioni dalla suite per ufficio Microsoft Office a OpenOffice:

Varie regioni/province/comuni italiani hanno intrapreso azioni legislative che vanno nella direzione di promuovere il software libero; anche nelle Marche è all’esame del Consiglio Regionale una proposta di legge in tal senso (promossa dal gruppo FLOSSmarche).

1 Commento

  • 1. Frande » Manovra ec&hellip (6 settembre 2011, 12:05 pm) :

    […] Ormai molte Asl (Bologna o Ferrara) e comuni hanno deciso di passare alle alternative libere (Verona e Bologna), addirittura intere regioni (Puglia). Il guadagno non è solo di tipo economico: la pubblica […]

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