Una donna anziana, alta e grossa, con un modo di fare da “carabiniere”, mettendoci molta soggezione e con lo sguardo fisso se qualcuno provava a rubare qualcosa. Era circa il 1925. Continua a leggere…

Un vecchietto piccolo piccolo con le gambe storte, i calzoni sdruciti e un cappellaccio in testa: questo era Bruschin.
Amico di tanti bambini che facevano corona attorno alla carretta, un po’ sgangherata, allora piena di tanti prodotti che facevano gola ai piccoli e ai grandi.
Ma perché lo chiamavano Bruschin? Continua a leggere…

Era l’anno 1928.
Il mio ricordo di Camillin, quando ero piccola e vivevo nel palazzone della Penna.

Tutti i giorni d’estate alle 2 del pomeriggio, col suono di un forte campanello e una voce molto alta, stava arrivando Camillin sul suo carrettino bianco, e gridava:

Gelato! Crema, limone e cioccolato!

Continua a leggere…