Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Decolliamo da Huesca per Saragozza in quanto dobbiamo rifornire.
Sorvoliamo il centro storico dell’antica città e atterriamo nell’aeroporto internazionale. Nell’area militare osserviamo decine di F-18 ed alcuni C-130. Davvero un bello spettacolo, ma ironicamente anche un onore per il SD ed il suo equipaggio: dall’alto ristabiliamo la “supremazia” su tanta forza aerea!

La posta:F18 a Saragozza

Domata l’ostile popolazione pirenaica dopo un giorno di logoranti combattimenti alcolici sulle strade di Huesca le valorose ali littorie con fulgido slancio e con audace colpo di mano hanno sorpreso le imponenti difese aeree di F 18 e C130 a presidio di Zaragozza che, attonita si e’ piegata al romano valore, mentre si levava orgoglioso il tricolore dalla torre che fu spagnola.
Rotte le linee di collegamento terrestri nella pirenaica Jaca offriamo la vittoria al nostro duce e ai padri fondatori in vigile attesa sulla frontiera orientale.
Gli adriatici

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Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Siamo di nuovo in volo puntando verso le pendici dei Pirenei, dove Montflorite ci attende.
L’aeroporto è su un altopiano, a pochi chilometri dalla città. Qui è previsto il ricongiungimento delle “truppe di terra” con gli arditi avionauti.

Dopo alcune ore le “truppe di terra” oltrepassano trionfalmente i cancelli dell’aeroporto.
L’aerodromo è semideserto; ma le poche persone presenti ci fanno tutte la medesima domanda: “Siete qui per la festa?“. Impieghiamo un po’ per capire che non si trattava di una festa privata, ma bensì della festa di San Lorenzo, il patrono, che – credeteci o no – è tenuto in gran considerazione da tutti i veri spagnoli.

Huesca, sotto gli irrigatori ad acqua e vino

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Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Avremmo voluto effettuare un solo volo, fino a Montpellier, ma causa vento e probabili dirottamenti da parte dell’ATC decidiamo per La Mole, che di fatto è l’aeroporto di Saint Tropez. Sono solo 42 minuti, ma è tutto mare e non ci dispiace indossare i salvagenti.

Qui non atterrano proprio i poveracci come noi, i clienti fissi hanno un conto aperto per pagare tasse e rifornimenti dei loro jet. Tutto ciò mentre se ne vanno, con autista, a bordo di BMW o Lexus mentre c’è chi si cura del resto. Facciamo rifornimento, e poi prendiamo anche qualcosa da bere.
Dal conto del bar ci viene il dubbio che la benzina e le tasse non siano da meno! Raggiunto l’FBO. Carlo cerca di usare tutto il suo fascino e Guido lo aiuta sfoggiando un galante francese, quasi madrelingua, per cercare di avere uno sconto dalla giovane impiegata. Nel frattempo uno dei tanti VIP passa per firmare i suoi conti; sfila una carta di credito superluccicante, e ci sembra che non abbia neanche dato un’occhiata all’ammontare del conto.

Allevamenti di gamberi alla foce del fiume Rodano

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Il logo de “Gli Adriatici”(Pubblichiamo, a puntate e in versione integrale, il racconto apparso sul numero 103 – ottobre 2007 – di Aviazione Sportiva, Editoriale Olimpia)

Il nome “Gli Adriatici” prende immodestamente spunto dalle crociere “atlantiche” di Italo Balbo con i suoi S-55 X che ebbero enorme successo e grandi risultati.

Con il piccolo C172 I-FFSD non si può pensare all’Atlantico, ma una traversata dell’Adriatico, si!
Così è nato il nome, la trasvolata da Ancona a Losinj è stata “necessaria” per battezzare il SD e il suo equipaggio: “Gli Adriatici”.
Da qui in poi il piccolo C-172 è stato protagonista di molte avventure e “conquiste”, la prima, e forse la più ardita è descritta qui di seguito.

Aeroporto dell’Urbe (Roma): la partenza

Alla conquista della Spagna

Il piano è semplice, colpiremo le popolazioni pirenaiche di sorpresa, con attacco su due fronti.
Le “truppe di terra” sbarcheranno a Barcellona con veicolo Renault Espace, di colore rosso, a 7 posti, mentre gli intrepidi aeronauti raggiungeranno l’obbiettivo in volo con il SD. Continua a leggere…

Il fiume Ruaha attraversa l’omonima riserva naturale, luogo bellissimo con un clima decisamente piu vivibile

Il mio primo aereo africano? Un ULM!

Lo scorso anno ho lasciato la mia attivita di istruttore, iniziata nel 2001 a Houston nel Texas; non potevo assolutamente rinunciare a un’offerta di lavoro quale bush pilot in Africa. E’ sempre stato un sogno per me volare sui parchi africani: avvistare elefanti, giraffe, bufali ed ippopotami dall’alto, fare il pelo alla pista per liberarla da facoceri, impala e gnu prima dell’atterraggio. L’ho sognato per tanti anni ed ora è finalmente realtà. Continua a leggere…

Ecco un itinerario un po’ strano, fuori dai circuiti turistici commerciali e più frequentati. Fiumi, montagne, spiagge e parchi, conosciuti di persona dall’Autore.
Marco Mazzufferi, dopo un lungo periodo nei cieli del Texas, ha lavorato e volato dapprima quale “bush pilot” e poi come pilota di linea trasportando turisti, lavoratori e merci, a sud dell’equatore. Una esperienza difficile, ma affascinate in una delle regioni naturalisticamente più interessanti dell’Africa, uno scrigno di tesori ambientali, con un eccellente grado di conservazione.
La proposta qui pubblicata è un itinerario nient’affatto teorico, perché già vissuto molte volte di persona, a portata di mano per il turista intelligente che voglia sottrarsi all’ozio delle spiagge o alla semplice escursione di due giorni con i soliti animali, nei soliti parchi.

Mnemba IslandRed Colobus, molto socievoli con i turistici trovano in comunità abbastanza numerose a Jozani forest

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Marco Mazzufferi è un giovane pilota d’aereo con una già lunga esperienza internazionale.
Pubblichiamo l’avvincente reportage del viaggio “cross-country” che ha compiuto qualche anno fa dal Texas alla Florida (e ritorno), attraverso l’Arkansas, la Louisiana, il Mississippi e l’Alabama. Due i protagonisti: oltre a Marco, il suo Cessna C152. Insieme, artefici di un’attraversata di quattro giorni nei cieli d’America.

L’articolo e’ apparso per la prima volta su Aviazione Sportiva nel luglio 2000. Buona lettura. Continua a leggere…