Ieri sera ad “Otto e Mezzo“, la trasmissione di Giuliano Ferrara ed Ritanna Armeni su La7, si è avuta l’ennesima mutazione politica del piccoletto con gli occhiali che risponde al nome di Giulio Tremonti.
Tutti credevamo che fosse un liberista filo tatcheriano, invece abbiamo scoperto con somma sorpresa che il nostro ministro dell’economia è un convinto No-Global.

Alla domanda  postagli da Ferrara su cosa non avesse funzionato nella politica economica del governo in questi 5 anni di legislatura, il buon Giulio ha prima ripreso i suoi ormai celebri cavalli di battaglia:

1 – L’euro di carta, perchè quello di moneta è brutto, fastidioso e non facile da distinguere per i vecchietti che lo lasciano come mancia al barista dopo il caffè o in chiesa nel cestello delle offerte. Questa è in definitiva la vera causa scatenante dell’ondata inflattiva e non la completa mancanza di vigilanza sul processo di formazione dei prezzi dopo l’entrata in vigore dell’Euro.

2 – Il tasso di cambio dell’Euro che Prodi e Ciampi hanno svenduto a 1936,27 lire, mentre con loro al governo sarebbe stato di 1500 lire per 1 Euro. Qua mi verrebbe da domandargli cosa potremmo esportare con un tasso di cambio di 1500 L/E visto che siamo già in difficoltà agli attuali livelli (per un proodotto che costava 1 milione al tasso attuale servono circa 516 Euro, mentre nell’ipotesi berluscon-tremontista ne servirebbero ben 667, cioè i nostri prodotti costerebbero il 29% in più).

Ma queste motivazioni sono nulla in confronto a quello che il Ministro ha estratto dal suo cappello a cilindro ieri sera; una magia che non sarebbe riuscita meglio neanche a Bertinotti o al capo dei disobbedienti (di cui ammetto volentieri di non ricordare il nome).
Ebbene il buon Giulio Tremonti ha affermato che la colpa della situazione economica mondiale odierna è dei comunisti, tramutatisi di colpo in liberisti, che hanno creato l’area mondiale di libero scambio, ovvero il WTO.
Questi comunisti hanno infatti permesso ai loro fratelli cinesi di invadere il mercato libero europeo portandoci via tutta la ricchezza. Tra l’altro ci ha pure messo al corrente del fatto che in Italia c’è una quinta colonna dei cinesi nella persona di Romano Prodi!!!

Se avessi acceso il televisore in quel preciso istante avrei potuto credere che si trattasse di una puntata di Zelig con un ospite travestito da Tremonti, invece mi sono dovuto convincere del fatto che molte volte la comicità involontaria è molto più efficace di quella professionistica.
Chissà quale ragionamento avrà fatto Tremonti per dedurre che il libero commercio internazionale è una diretta emanazione delle teorie marxiste-leniniste?

Forse ha solamente capito che se gli industriali occidentali, credendosi dei gran furbacchioni, spostano tutte le produzioni in Asia, non fanno altro che impoverire i loro paesi di origine in cui la gente non ha più i soldi per comprare i loro prodotti?
Faccio un esempio: l’Adidas va a produrre le scarpe da tennis in Cina dove spende 10 euro per un paio che poi rivende in Europa a 200 Euro. Questo gioco funzionerà solo fino a quando i lavoratori europei, che hanno perso il posto a favore dei cinesi, non avranno più i soldi per comprarsi quelle scarpe a quel prezzo. A questo punto l’Adidas (o chi per lei) a chi venderà le scarpe? Non certo ai cinesi che con le loro paghe non possono permettersele e di conseguenza sarà costretta a ribassare i prezzi o a fallire per mancanza di domanda.
Avete mai sentito parlare di crisi della domanda interna? Cha altro è se non questo?
Se perdiamo tutte le manifatture, che cosa resterà della nostra economia? Potremo sopravvivere solo di terziario?
Ebbene cari amici comunisti-liberisti (secondo la definizione tremontesca) questa è l’economia mondiale del libero scambio, l’avete voluta e ora ve la tenete oppure diventate No-Global come il ministro Tremonti.

Povera Italia… [cit.]

2 Commenti

  • 1. Gianluigi (31 gennaio 2006, 9:41 am) :

    ed io sono GLOBAL Confesso: mi piace commentare come fossi sempre un “ bastian contrario”. Stavolta però non ci riesco, caro Gaspa, ma non perché sia Tremonti il bersaglio, bensì in quanto credo che in questo periodo, anzi da mesi, tutti costoro siano in piena campagna elettorale. Leggo ora su un lancio ANSA che Prodi dichiara:” Con il nuovo esecutivo o facciamo riforme radicali o non ci sto; meno tasse, ma le pagheranno tutti “. Noi dovremmo crederci? Più grave, anzi a mio modo di vedere, addirittura inammissibile, è il fatto che ieri sera ad essere intervistato era un Ministro della Repubblica, in carica. Quello che mi sorprende – se ho capito bene quanto riferisci su Tremonti è che sarebbe contro la globalizzazione. Dio mio! E pensare che credevo che la globalizzazione fosse da difendere in se stessa perchè giusta, in grado di difendere quanto si preferisce con il minor sforzo possibile. Per di più con vantaggio per i consumatori che sono per definizione dei non privilegiati. E soprattutto perché capace di annullare i privilegi e le protezioni che i vari stati offrono per tutelare soltanto loro stessi.

  • 2. Gianluigi (8 febbraio 2006, 11:46 pm) :

    il fiuto di Gaspa Fortunati i lettori di Popinga. La definizione di "Tremonti No Global" era anticipata già su queste pagine, come ben spiegato da Gaspa, prima che l’adottasse Emma Bonino, un paio di giorni orsono. Che abbia dato un’occhiata anche Lei a http://www.scaloni.it/popinga ?

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