Gli scanner appartengono alla categoria di apparecchi che convertono delle immagini o testi “fisici” nelle corrispondenti immagini o testi “digitali”; le principali altre categorie sono le videocamere e le fotocamere digitali.

Dal momento che tutte le possibili informazioni tecniche e non sugli scanner sono ampiamente disponibili in Internet, confinerò questa nota sugli scanner alle loro utilizzazioni e a qualche consiglio per un eventuale acquisto di uno scanner per uso privato. Seguirà, in uno dei prossimi articoli, un breve approfondimento tecnico per chi desideri conoscerne il principio di funzionamento.

Come accennato nel titolo, gli scanner convertono delle immagini fisiche bidimensionali (cioè immagini su fogli, pellicole o altre superfici) in immagini digitali, che come tali sono facilmente archiviabili e gestibili da qualsiasi computer. Per queste loro capacità vengono utilizzati da:

– Aziende, per convertire gli archivi cartacei in archivi digitali – funzione svolta fino a pochi anni fa dalla microfilmatura fotografica – o per convertire in digitale gli stessi archivi microfilmati.

– Macchine FAX, per convertire in segnali digitali le immagini dei documenti che devono spedire.

– Archivi di stato, biblioteche, enti culturali e simili per convertire parte dei loro archivi in formato digitale.

– Organizzazioni, professionisti e privati, per convertire i loro archivi di stampe, diapositive e negativi fotografici in immagini digitali, ritoccabili con appositi software grafici e poi ristampabili.

– Fotocopiatrici: collegati ad una stampante, gli scanner eseguono facilmente delle copie delle pagine scansionate. Infatti, le fotocopiatrici sono i primi esempi di utilizzazione del processo di scansione (c’è qualcuno che si ricorda le copiatrici su carta termica ‘ThermoFax’ della 3M della fine degli anni ’50 ?).

Diventa cosi possibile gestire facilmente grossi numeri di immagini tramite la loro catalogazione e indicizzazione, riprodurli via stampa o duplicarli su supporti digitali (quali i dischi ottici), consultare preziosi stampati antichi senza maneggiare gli originali, recuperare a nuova vita le foto ingiallite ed evanescenti dei propri bisnonni, copiare documenti, ecc..

E’ pur vero che oggi la disponibilità di fotocamere digitali di buona qualità e a basso costo permette essa pure l’archiviazione e gestione dei documenti, ma un buon punto a favore degli scanner resta la loro capacità di ‘leggere’ – con degli ottimi software di riconoscimento dei caratteri, i cosiddetti OCR – i testi, almeno quelli scritti con caratteri separati, funzione che poi permette l’indicizzazione automatica dei testi e una rapidissima ricerca di qualsiasi parola in essi contenuta, più la rapida modifica di tali testi.

La fotografia digitale ha indubbiamente ridotto l’impiego degli scanner negli ultimi anni, ma essi restano ancora la soluzione ideale per molte applicazioni implicanti l’archiviazione e gestione di documenti aziendali testuali e di archivi librari stampati e per la gestione di immagini fotografiche analogiche.

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