Robert Mapplethorpe (7)

Fatevi coraggio e non lasciatevi frenare dall’allarmismo sul maltempo di questi ultimi giorni.
Procuratevi una giacca a vento imbottita, guanti e cappello tassativi e concedetevi una gita al nord Italia, a Torino più precisamente.

Per un anno potete anche saltare i mercatini di Merano e Bolzano che allietano le feste natalizie e spingervi più a ovest nelle terre sabaude.
Due settimane fà erano 3 i gradi sotto lo zero, concedersi una passeggiata al parco del Valentino sulle rive del Pò è stata una sofferenza, ma ne è valsa la pena perchè verso sera abbiamo trovato rifugio nel bellissimo ed accogliente spazio della Promotrice delle Belle Arti che opita la mostra di Robert Mapplethorpe.

Sia chiaro ai lettori che non siamo entrati alla mostra solo per scaldare i nostri corpi infreddoliti, ma abbiamo deciso di visitare la mostra antologica dell’importante fotografo americano dopo aver visto un piccolo assaggio delle sue opere presso il Guggenheim Museum di New York lo scorso luglio.

Robert Mapplethorpe (5) Robert Mapplethorpe (6)

Questa di Torino è una della mostre più complete mai realizzate su Mapplethorpe (nato a New York nel 1946 e morto prematuramente di AIDS a Boston nel 1989), riconosciuto solo di recente come uno dei massimi artisti della seconda metà del novecento. La mostra è curata dal suo massimo esperto Germano Celant che ha presento più di 250 opere, tra fotografie viste ed inedite, accompagnate da opere d’arte pittoriche, disegni e sculture di grandi artisti del passato.

Alleggeriti i nostri abbigliamenti da eschimesi, abbiamo subito affrontato la prima sala desiderosi di approfondire la conoscenza del grande fotografo.
Le sale sono allestite seguendo il suo percorso di crescita professionale che ha portato le opere di Mapplethorpe ad essere viste da semplici riprese della vita quotidiana a delle vere e proprie opere d’arte. Qui delle polaroid di studio sono presentate singole o affiancate le une alle altre come le aveva acquisite e poi studiate il fotografo.

E’ stata evidenziata a pieno la spontaneità e la freschezza dello scatto ripreso in studio o in altri contesti, con tagli ed appunti segnati dall’autore e affiancati a modelli di ispirazione quali serigrafie di Andy Warhol, fusioni in bronzo di corpi contorti di Rodin, la perfezione espressa da Canova, disegni di Michelangelo e le prime tavole di studo con le sequenze sul movimento del corpo intrapresi da Muybridge. Tante sono le opere di Man Ray, che nelle vesti di precursore della fotografia, ha osato mettere in mostra la bellezza del corpo umano facendo delle composizioni artistiche.

Robert Mapplethorpe (1) Robert Mapplethorpe (2)

Mapplethorpe si ispira a Tiziano, Caravaggio, Schile per far si che i suoi scatti di vita quotidiana siano legati all’esaltazione del corpo e a tutte le azioni ad esso correlate, che siano le più naturali e consone, o esagerate agli estremi livelli fino ad arrivare a pratiche sado-maso. Mette in luce quello che è la cultura americana in quegli anni, le espressioni di libertà senza pregiudizi etnici e non facendo nessuna censura sull’eros e su comportamenti sessuali che lo stesso artista mette in pratica come esperienza di vita. Esalta l’omosessualità, gli organini genitali maschili, il feticismo e mette in mostra uomini di colore super dotati.

Robert Mapplethorpe (3)

Riprende i soggetti in studio, tutto è studiato al millimetro, la simmetria, le luci, i soggetti scelti (legati a lui sentimentalmente come Patti Smith), gli oggetti abbinati a loro. Nulla è lasciato al caso, i suoi ritratti scandalosi, seducenti, lussuriosi e carichi di erotismo diventano automaticamente eleganti, raffinati, equilibrati e classici come sculture neoclassiche grazie al suo personalissimo linguaggio fotografico.
I corpi sono forme assolute nello spazio, arriva ad associarli a nature morte “still-life” composte da fiori singoli vivi e metaforici sistemati in vasi dalle perfette forme geometriche definiti da luci radenti che li rendono vivi e nello stesso tempo ne stagliano una fisicità quasi irreale.
La forma, la perfezione della natura è tutto per Mapplethorpe, che sia questa umana, animale o vegetale.

La capacità dell’artista è stata proprio quella di recuperare la fiducia della critica in questi ultimi anni lasciando da parte l’impatto forte degli scioccanti nudi che da pornografici si confermano ora classici, quotidiani e ripresi da un cultore della forma a livelli eccellenti.
Bè devo dire che è stato veramente bello aggirarsi in mezzo alle tante fotografie in bianco e nero in un’opera così completa di Robert Mapplethorpe.
Amici, prevedete questa trasferta piemontese perchè ne vale veramente la pena.
Alla prossima mostra!

Robert Mapplethorpe (4)

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