Regione, quanto ci costi?

Gian Mario Spacca Palmiro UcchielliRaffaele Bucciarelli

Lo scorso 30 giugno leggevo sul Messaggero le dichiarazioni del presidente della Giunta Regione Marche, Gian Mario Spacca. Argomento: i costi della politica. Penso che, con questa intervista, il presidente Spacca abbia voluto indirettamente rispondere alle dichiarazioni di Palmiro Ucchielli, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino e dell’UPI Marche, apparse sulla stampa locale il 13 Giugno scorso, in cui Ucchielli esaltava e rivalutava il ruolo dell’ente che rappresenta.

Pensavo – dice Ucchielli – che dopo l’approvazione del titolo V della costituzione, la partita fosse finita così come le discussioni di questi 30 anni, più deleterie che altro, sulla presunta inutilità della Provincia, organo intermedio di governo dell’area vasta di cui norme nazionali e regionali hanno confermato la centralità, triplicandone compiti e funzioni.

E riferendosi agli sprechi ed ai privilegi della politica, Ucchielli scrive:

gli sprechi, i privilegi e le sacche di malgoverno vanno ricercate laddove si trovano, a cominciare dal numero dei partiti che potrebbero essere ridotti […] all’elevato numero dei parlamentari, dei ministri e dei sottosegretari, per non parlare delle Regioni, enti molto sovradimensionati.

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Le Province sono inutili? Aumentiamole

Pillole (amare) de “La Casta” (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli). Parte 2.

Quante sono le Province in Italia? Nel 1960 erano 92 per salire fino a 110 nel 2005 (la lista completa è qui).

Quali sono esattamente le competenze delle Province? Tutte cose che potrebbero tranquillamente essere affidate ai Comuni. Le Province spesso vivono di deleghe delle Regioni; anzi, molte volte rappresentano un ostacolo verso una maggiore fluidità delle decisioni.

Le competenze assegnate che contano sono poche: l’edilizia scolastica per gli istituti superiori (elementari e medie spettano ai comuni), la manutenzione di una parte delle strade (quelle non gestite da Anas o Comuni), lo smaltimento dei rifiuti (spesso gestito, però, da commissari regionali); presunti poteri in materia di sviluppo economico, teoricamente basati sui distretti industriali, sono castelli in aria.
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E pensare che dormivano in convento

Pillole (amare) de “La Casta” (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli). Parte 1.

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli (copertina)

Era molto dura la vita per tutti gli italiani nel secondo dopoguerra, e anche i politici, in realtà, conducevano una vita assai più sobria e avevano decisamente meno pretese. Certo, il principio che la politica era un servizio da rendere gratuitamente come prevedeva l’articolo 50 dello statuto Albertino era stato abbandonato da un pezzo. Già nel 1913 i deputati si erano auto-attribuiti una modesta indennità, ma solo a titolo di rimborso spese. Indennità confermata e aumentata dal regime fascista. Ancora come rimborso. L’idea che il pubblico denaro dovesse essere rispettato tuttavia, era diffusa. Con qualche punta addirittura di ascetismo morale. Leggi tutto “E pensare che dormivano in convento”

La Provincia? Ente da eliminare

Fra non molto saremo di nuovo chiamati alle urne per le elezioni della Provincia di Ancona. Da più settimane, sulla stampa locale, si parla di chi sarà il prossimo Presidente. Per sceglierlo, c’è chi vuol fare le primarie di coalizione, chi invece solo degli iscritti ai partiti. Poi sappiamo benissimo che chi decide saranno le segreterie politiche: un presidente a me, un assessore a te, e tutto finisce lì.

Il popolo votante decide sempre meno: trova, già stampato sulla scheda, il nome del candidato che i partiti hanno scelto: o vota per quello o va in bianco. L’elettore, di fatto, non ha alcuna possibilità di scegliere la persona che lo possa rappresentare, visto che persino nelle primarie vengono presentati due candidati e non una lista, che invece offrirebbe una scelta ben più ampia. Ma fermiamoci qui. Oggi limitiamoci a parlare dell’Ente Provincia. Leggi tutto “La Provincia? Ente da eliminare”

I costi della politica

Sebbene ogni partito, di qualsiasi colore politico, faccia della necessità di diminuire il costo della politica un proprio argomento in campagna elettorale, passate le elezioni proposte concrete in tale direzione non se ne vedono. Anzi, se qualcuno avanza l’idea di aumentare stipendi, pensioni o benefit del personale politico, tutti, al momento della votazione, si trovano d’accordo, sia nella maggioranza che nell’opposizione, sia in ambito nazionale che locale. Eccone un esempio. Leggi tutto “I costi della politica”

Babbo Natale è arrivato alla Regione Marche

A tutti i dirigenti regionali Babbo Natale (la giunta di centrosinistra) ha portato dei bei regali. Nello scartare i pacchi dono in uno di questi hanno trovato un aumento del loro già alto stipendio di 10.000 €. Ma la sorpresa non finiva li: in un altro pacco ecco tutti gli arretrati del 2006.

Sicuramente a ognuno di questi signori, in quel momento, la coscienza avrà mormorato: “ti rendi conto che questo aumento che ti hanno concesso per molti è lo stipendio di un anno?” oppure “che molti anziani con la pensione al minimo, che è poco più della metà del tuo aumento, debbono arrivarci a fine mese e pagarci acqua luce affitto ecc?”.

Questi signori alla coscienza avranno risposto: ma a me l’aumento lo ha concesso la classe politica, quindi io mi sento a posto.

Penso invece che chi non ha la coscenza sono proprio i politici, quando un governo (lo stesso schieramento politico della giunta delle Marche), per risanare il Paese, invita i cittadini a fare sacrifici, varando una finanziaria abbastanza rigorosa. Io mi rendo sempre più conto che tutta la classe politica, di qualunque colore essa sia, predica bene ma razzola male.

Link: la notizia su Il Messaggero e il Corriere Adriatico