Più degli altri quattro libri di Harry Potter, quest’ultimo presenta il protagonista nel suo travaglio di crescita in fase adolescenziale. È in questa transizione verso l’età adulta che Harry incomincia a sperimentare che anche gli eroi falliscono e che la verità non è sempre così semplice come sembra o come la si vorrebbe. Un libro decisamente orientato all’introspezione sul protagonista e meno (rispetto ai precedenti) agli eventi fantastici del mondo dei maghi.

In parte devo dire che mi ha deluso. Il tono dei primi quattro libri era abbastanza fanciullesco, qualche volta gioioso. In questo libro Harry si presenta invece come un adolscente piuttosto irascible e dai sentimenti abbastanza cupi. Benchè la storia finisca, com è ovvio, con la vittoria del bene e la sconfitta del male, il finale lascia un po’ “l’amaro in bocca” e l’atmosfera alla fine dell’anno scolastico ad Hogwarts è tutt’altro che di sollievo. Infine la lunghezza del libro è decisamente eccessiva (più di 700 pag.).

Direi che è un libro che vale la pena leggere se si sono letti i primi quattro, ma che certamente non tiene il passo dei precedenti.

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