{"id":885,"date":"2007-07-31T13:30:27","date_gmt":"2007-07-31T11:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/chi-fotografa-vive-di-piu-la-mostra-di-mario-carafoli\/"},"modified":"2008-01-10T16:04:52","modified_gmt":"2008-01-10T15:04:52","slug":"chi-fotografa-vive-di-piu-la-mostra-di-mario-carafoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/chi-fotografa-vive-di-piu-la-mostra-di-mario-carafoli\/","title":{"rendered":"&#8220;Chi fotografa vive di pi\u00f9&#8221;: la mostra di Mario Caraf\u00f2li"},"content":{"rendered":"<p>La mostra  delle fotografie di <strong>Mario Caraf\u00f2li <\/strong>\u00e8 stata per me un\u2019occasione importante; spero lo sia anche per quanti la visiteranno. E\u2019 in pieno svolgimento al chiostro del convento di <a href=\"http:\/\/maps.live.com\/default.aspx?v=2&amp;cp=43.705073~13.18641&amp;style=h&amp;lvl=17&amp;tilt=-90&amp;dir=0&amp;alt=-1000&amp;encType=1\" title=\"Le Grazie\">Santa Maria delle Grazie<\/a>, a due chilometri da Senigallia, dove si trova la sede del <a href=\"http:\/\/www.comune.senigallia.an.it\/senigallia\/Senigallia\/infocitta\/musei\/5963.html\" title=\"Museo della Mezzadria\">Museo di Storia della Mezzadria<\/a>. Il Museo \u00e8 dedicato a Sergio Anselmi, che ne \u00e8 stato in fondatore ed il brillante animatore per tantissimi anni.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/3590267\" title=\"Mario Caraf\u00f2li alle Grazie: esposizione\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/mostra_carafoli_2_miniatura.JPG\" alt=\"Mario Caraf\u00f2li alle Grazie: esposizione\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/3590264\" title=\"Mario Caraf\u00f2li alle Grazie: le immagini vengono protette dall\u2019esposizione diretta al sole\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/mostra_carafoli_1_miniatura.JPG\" alt=\"Mario Caraf\u00f2li alle Grazie: le immagini vengono protette dall\u2019esposizione diretta al sole\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n<strong> Mario Caraf\u00f2li<\/strong>, nato a Corinaldo, \u00e8 stato un uomo di grandi risorse e di profonda cultura. Instancabile ed operoso, aveva avuto una iniziale formazione scientifica frequentando per alcuni anni i Politecnici di Milano e Torino. Abbandonati per\u00f2 questi studi ha scelto per la sua vita le lettere ed il giornalismo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni \u201830 scriveva su famose testate, da quella prestigiosa de <strong>La Stampa<\/strong>,  a <strong>La Gazzetta del Popolo<\/strong>, a <strong>Il Resto del Carlino<\/strong> ed altri quotidiani. Nel dopoguerra, vivendo a Milano, ebbe la ventura anche di lavorare per la pi\u00f9 importante industria fotografica nazionale del tempo, la <strong>Ferrania<\/strong>. In questo periodo invent\u00f2 e realizz\u00f2 i cosiddetti \u201cfilm ad immagini fisse\u201d. Questi prodotti ebbero un grande successo all\u2019inizio degli anni \u201960 con l\u2019impiego delle prime diapositive a colori.<\/p>\n<p><strong>Caraf\u00f2li <\/strong>ebbe allora l\u2019intuizione e la capacit\u00e0 di realizzare quelle \u201c<strong><em>Guide per il Turista Fotografo<\/em><\/strong>\u201d che furono una vera anticipazione di nuovi strumenti, soprattutto un nuovo linguaggio per il turista colto. Ho qui tra le mie mani quella dedicata sull\u2019edizione per \u201c<strong><em>Le Marche<\/em><\/strong>\u201d: aprirla e rileggerla fa intendere subito con quale spirito arguto e garbato il giornalista, lo scrittore riuscisse a condurre per mano in questi viaggi \u201c<em>l\u2019amatore fotografo<\/em>\u201d. Un\u2019occasione, come da lui stesso dichiarato,  per \u201c<em>non privarsi del piacere di scoperte inattese<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Conobbi <strong>Mario Caraf\u00f2li <\/strong>pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa attraverso la \u201c<strong><em>Societ\u00e0 degli Amici dell\u2019Arte e della Cultura<\/em><\/strong>\u201d e  \u201c<em><strong>La Famiglia Marchigiana<\/strong><\/em>\u201d. Ebbi modo di incontrarlo sempre pi\u00f9 spesso e di essere in contatto con lui quando si ritir\u00f2 a Corinaldo, alla met\u00e0 degli anni \u201970, quando viveva alla \u201cMorosina\u201d, la graziosa villetta di campagna.  Ricordo che fui colpito da alcune sue forti intuizioni, da una straordinaria capacit\u00e0 di vedere, leggere, sentire, descrivere il territorio. Oggi, con rimpianto, sono convinto di averlo frequentato troppo poco; infatti rileggendo i suoi scritti riscopro sempre pi\u00f9 le eccezionali qualit\u00e0 dello scrittore, del profondo cultore della storia e delle tradizioni.<\/p>\n<p>Di certo era anche un \u201cgran signore\u201d, come s\u2019usa dire tra gente comune; amante del bello, capace di cogliere il buono, ma altrettanto pronto ad indignarsi di fronte a quei concittadini \u201cvandali\u201d che, allora come oggi, distruggevano alberi e siepi, scaricavano rifiuti, aravano in malo modo i campi quindi offendendo e danneggiando le risorse, la vita, la storia e le potenzialit\u00e0 del paesaggio agrario delle Marche.<\/p>\n<p>Dall\u2019archivio del Museo di Storia della Mezzadria <strong>Ada Antonietti <\/strong>che lo dirige ha estratto ed esposto, con l\u2019aiuto dei suoi collaboratori, 35 fotografie di <strong>Mario Caraf\u00f2li<\/strong>.  Foto che furono donate a Sergio Anselmi, all\u2019epoca per illustrare qualche pubblicazione e che poi furono raccolte e conservate nell\u2019archivio del Museo.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione suddivide le opere, tutte in bianco e nero, in cinque temi (paesaggi, ritratti, mare, lavoro contadino e case coloniche). Con ampio passepartout sono esposte sulle tre pareti del chiostro; l\u2019ambiente certo le valorizza ancor pi\u00f9 quando, il mattino sotto gli archi, la luce si diffonde soffusa. Utilissime sono anche le note relative alle immagini, di pugno dell\u2019autore, riprodotte e collocate al fianco. Note che per quanto scarne fanno trasparire subito il carattere e la metodicit\u00e0 di lavoro dell\u2019uomo, del giornalista fotografo.<\/p>\n<p>Regalandomi la sua presenza a Senigallia, per il 2\u00b0 Corso di Fotografia Naturalistica, il 20 febbraio 1984, <strong>Mario Caraf\u00f2li <\/strong>cosi scriveva<\/p>\n<blockquote><p><em>Chi fotografa vive di pi\u00f9!<br \/>\nLa vita corre veloce. La memoria \u00e8 labile e lacunosa. Il prodigio della fotografia \u00e8 di fermare nel tempo \u2013 nelle loro concrete linee visibili \u2013 momenti di vita altrimenti destinati a sfumare nei dissolvimenti, nelle lacune, nei tradimenti della memoria. Essa cos\u00ec ci permette di riviverli nella loro realistica cornice, cui il sentimento aggiunger\u00e0 i suoi colori.<br \/>\nChi fotografa vive di pi\u00f9.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Si pu\u00f2 visitare la mostra da marted\u00ec a domenica, dalle 8.30 alle 12.00; il gioved\u00ec ed il venerd\u00ec anche dalle 18.00 alle 20.00.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra delle fotografie di Mario Caraf\u00f2li \u00e8 stata per me un\u2019occasione importante; spero lo sia anche per quanti la visiteranno. E\u2019 in pieno svolgimento al chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie, a due chilometri da Senigallia, dove si trova la sede del Museo di Storia della Mezzadria. 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