{"id":836,"date":"2007-06-26T06:00:19","date_gmt":"2007-06-26T04:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/sull-anarchia-e-la-tolleranza\/"},"modified":"2008-09-10T11:11:33","modified_gmt":"2008-09-10T09:11:33","slug":"sull-anarchia-e-la-tolleranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/sull-anarchia-e-la-tolleranza\/","title":{"rendered":"Sull&#8217;anarchia e la tolleranza"},"content":{"rendered":"<p>Cercher\u00f2 in primo luogo di chiarire a me stesso perch\u00e9 una domanda come <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/comunicare-e-manifestare\/\">quella di Popinga<\/a> sui <a href=\"http:\/\/picasaweb.google.com\/popinga.it\/ManifestiMezzaCanaja\">manifesti di Mezzacanaja<\/a> mi sia parsa istintivamente antipatica. Il motivo potrebbe essere questo: <strong>\u00e8 una domanda chiusa<\/strong>. Ammette due sole risposte: o esecrare l\u2019illegalit\u00e0 dei manifesti (e ne consegue il necessario accodamento a una campagna che \u00e8 gi\u00e0 in corso); o difendere \/ giustificare \/ tollerare l\u2019illegalit\u00e0 (il che associerebbe chi risponde a una categoria che mette sulla stessa graticola i grandi evasori e chi, appunto sfugge alle norme dell\u2019affissione pubblica). <em>Tertium non datur<\/em>.<!--more--><\/p>\n<p>Lo stesso blocco retorico viene criticato dai linguisti ad esempio nel titolo dei movimenti \u201c<em>pro-life<\/em>\u201d: chi non la pensa come loro viene automaticamente etichettato come \u201c<em>against life<\/em>\u201d. DEVI prendere posizione: o con noi o contro di noi. Il bipolarismo sar\u00e0 pure un buon sistema rappresentativo, ma il <strong>bipolarismo culturale<\/strong> ha qualcosa di manicheo che mi pare veramente insopportabile. E anche nel caso presente una sintesi dicotomica in avvio di discussione non mi \u00e8 parsa davvero incoraggiante. Per questo non volevo dirne niente: a una non-domanda posso solo rispondere con una non-risposta.<\/p>\n<p>E scuseranno gli amici di Popinga se, proprio mentre emergono faticose ammissioni circa il ruolo esercitato da alcuni tutori dell\u2019ordine nei pestaggi di Genova, la mia attenzione viene un po\u2019 distolta dall\u2019illegalit\u00e0 dei manifesti del Mezzacanaja. In ogni modo, dal momento che accetto di entrare nel discorso, sar\u00e0 giusto che dica che l\u2019illegalit\u00e0 dei manifesti mi pare da mettere in relazione con lo stile dell\u2019<strong>antagonismo libertario<\/strong> di ascendenza <strong>anarchica<\/strong> (\u201c<em>nostra patria \u00e8 il mondo intero, nostra legge la libert\u00e0<\/em>\u201d). Si tratta di una pianta che proprio dalle nostre parti attecch\u00ec molto bene in tempi passati, e che merit\u00f2 grande stima per la rettitudine e la determinazione dei suoi aderenti.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante questo, gli anarchici che oggi vengono ancora celebrati non sono i \u201ctirannicidi\u201d che spararono al re d\u2019Italia Umberto I, a Sadi Carnot e al presidente Mc Kinley: sono invece quelli che furono vittima di ingiuste accuse e di illegittimit\u00e0 dei poteri costituiti. Sono i Sacco e Vanzetti; sono i <strong>Francisco Ferrer<\/strong> (a proposito, compagni libertari e cittadini tutti: tra due anni \u00e8 il centenario del sacrificio di questo grande educatore. Non dimentichiamolo!).<\/p>\n<p>Rammento questi particolari per poter affermare con prove che, per quanto possiamo sforzarci, noi non riusciremo mai a prevalere sul terreno della illegalit\u00e0 nei confronti di chi ha in mano i tre classici poteri di Montesquieu. In particolare in Italia la battaglia per la legalit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 dura ed eversiva rispetto a quella per la conquista di spazi liberati e <em>plages sauvages<\/em>, e questo anche Mezzacanaja lo pu\u00f2 dire. Io sono convinto che l\u2019Italia avrebbe grandi vantaggi dal recupero di una cultura della legalit\u00e0: <strong>per convinzione<\/strong>, per\u00f2, prima che per coercizione. Non foss\u2019altro che per questo, preferisco attenermi al principio di responsabilit\u00e0: legalit\u00e0 o disobbedienza civile.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, ci sono ampie zone di confine tra legalit\u00e0 e tolleranza: alcune riprovevoli, altre poco significative o altre addirittura accettabili e quasi lodevoli. A quanto pare, infatti, l\u2019atteggiamento di <strong>tolleranza<\/strong> della illegalit\u00e0 da parte delle autorit\u00e0 \u00e8 molto diffuso. Escludiamo a priori da queste considerazioni le forme di tolleranza che confinano con la connivenza. Consideriamo invece quelle che sussistono a partire dalla copertura delle certificazioni di malattia contemporaneamente contratta dai dipendenti del San Filippo Neri, fino al costante mancato rispetto della legge regionale che proibisce le potature con lame rotanti, voluta da Gianluigi Mazzufferi.<\/p>\n<p>In mezzo si aprono ampie zone in cui si ammettono di fatto realt\u00e0 come quella della prostituzione, dei <em>sans papier<\/em> (che ogni giorno incontro nelle piazze), dell\u2019andare sul cinquantino in due (tanto che l\u2019hanno dovuto omologare), delle appropriazioni di parti del patrimonio pubblico da parte di privati, del costante mancato rispetto del reticolo delle acque dolci, delle minacce berlusconiane di fare lo sciopero fiscale e di mille altre cose che stanno in un elenco che non finirebbe pi\u00f9. Questo tipo di tolleranza render\u00e0 certamente conto di una realt\u00e0 che sfugge al controlli e all\u2019efficacia delle leggi, ma non \u00e8 di quelle che determinano il progresso di un paese.<\/p>\n<p>Altre zone grigie sono di proposito mantenute. Quella dei <strong>graffitari<\/strong> per esempio. Quella degli <strong>stranieri<\/strong> che stanno male, ai quali \u00e8 garantito l\u2019anonimato nelle cure mediche quando non siano in regola. Non si pu\u00f2 lasciar morire una persona perch\u00e9 non \u00e8 in regola. Qualche genere di tolleranza della illegalit\u00e0 sar\u00e0 pure riprovevole sotto il profilo civile e giuridico, ma diventa profondamente <strong>umano<\/strong> e vorrei aggiungere anche <strong>cristiano<\/strong> per chi faccia riferimento a quel genere di valori. Inutile dire che io non ho mai denunciato chi mi vende gli accendini per campare, e che mai lo far\u00f2.<\/p>\n<p>In quanto all\u2019atteggiamento di tolleranza che spesso le autorit\u00e0 mantengono nei confronti dei centri sociali autonomi e dei cosiddetti no-global, potrebbe essere d\u2019interesse leggere cosa ne dice <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amartya_Sen\"><strong>Amartya Sen<\/strong><\/a>, che non \u00e8 certo un anarcocomunista, in \u201c<em>Globalizzazione e libert\u00e0<\/em>\u201d:<\/p>\n<blockquote><p><em>Il nostro \u00e8 un mondo di tremende privazioni e disuguaglianze sconvolgernti. Per interpretare il diffuso scetticismo, e perfino la tolleranza dell\u2019opinione pubblica nei confronti delle proteste cosiddette antiglobalizzazione \u2013 nonostante siano spesso furiose, esagitate e talvolta anche violente \u2013 dobbiamo aver presente questo contrasto sostanziale.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>\u201cUn simile contrasto giustifica anche il costume di attaccare sul muro manifesti abusivi?\u201d ci potremmo chiedere. Chiedetevelo pure. Ma io preferisco affrontare la pi\u00f9 ampia realt\u00e0 delle cose. Se Popinga non condivide gli interessi culturali e l\u2019impegno politico di Mezzacanaja, a parer mio farebbe meglio a parlare di questo, piuttosto che soffermarsi a guardare se nel manifesto c\u2019\u00e8 il bollo. A quello penseranno se mai i vigili urbani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cercher\u00f2 in primo luogo di chiarire a me stesso perch\u00e9 una domanda come quella di Popinga sui manifesti di Mezzacanaja mi sia parsa istintivamente antipatica. Il motivo potrebbe essere questo: \u00e8 una domanda chiusa. 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