{"id":51,"date":"2005-09-25T02:26:52","date_gmt":"2005-09-25T00:26:52","guid":{"rendered":"1801900047"},"modified":"2007-09-08T10:04:16","modified_gmt":"2007-09-08T08:04:16","slug":"scozia_2005_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/scozia_2005_1\/","title":{"rendered":"Scozia 2005 \/1"},"content":{"rendered":"<p>Protagonisti: Daniele, Livia, Marco 1, Marco 2, Michela<br \/>\nPeriodo: 8-15 Agosto 2005<br \/>\nMezzo: Aereo + Auto<\/p>\n<p><strong>1 <\/strong>\u2013 Viaggiamo separatamente. Io arrivo in tarda serata ad Humberside (Inghilterra) con voli KLM da Bologna. I nostri eroi atterrano invece a Durham Teesside (Inghilterra) con volo RyanAir da Roma Ciampino. Io dormo a casa a Beverley, mentre i nostri eroi raggiungono Durham coi mezzi pubblici. Non hanno pero\u2019 tempo di vedere la bellissima cattedrale, usata da sfondo anche per un film di Harry Potter, in quanto rapiti da un ristoratore indiano.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>2<\/strong> \u2013 Mentre i nostri eroi visitano finalmente il bellissimo centro storico di <strong>Durham<\/strong>, patrimonio dell\u2019Unesco, io li raggiungo in macchina. Sistemiamo con qualche difficolta\u2019 valigie e zaini nel pur capiente bagagliaio della mia Chevrolet perche\u2019 Marco1 ha portato un valigione con ricambi per 30 giorni. Ci mettiamo in viaggio verso la Scozia. Non c\u2019e\u2019 autostrada e Marco1 mi esorta spesso a premere sull\u2019acceleratore. Una volta lo fa proprio mentre siamo nel mirino di uno degli innumerevoli autovelox fissi&#8230; Fortunatamente non lo ascolto. Immancabile sosta al <strong>confine<\/strong> con zampognaro e giapponesi che gli fanno la foto. Breve sosta a <strong>Jedburgh<\/strong> ad ammirare le rovine di una imponente abbazia. Raggiunta la capitale <strong>Edimburgo<\/strong> subito ci perdiamo, ma grazie alle indicazioni di una passante e a un po\u2019 di fortuna finalmente troviamo il nostro B&amp;B. Giretto pomeridiano e notturno in centro, per il famoso Royal Mile. Prima impressione: troppi italiani in giro&#8230; Siamo colpiti dalla audace architettura della nuova sede del parlamento scozzese. Prime gocce di pioggia e ci rifugiamo nel Museo di Scozia: 7 piani ricchissimi di reperti e testimonianze sulla storia della Scozia ma troppo dispersivo. Dopo un\u2019ora e mezzo usciamo avendone visto solo una piccola parte e con la sensazione che il ricordo che ci rimarra\u2019 piu\u2019 impresso e\u2019 la vista della citta\u2019 dal terrazzo posto all\u2019ultimo piano. E anche il ricordo di Marco2 fenomeno nella gara dei riflessi&#8230; Serata in pub a base di Guinness, steaks e jacket potatoes.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 Giornata interamente dedicata alla visita di <strong>Edimburgo<\/strong>. Raggiunto il centro con autobus a due piani in perfetto stile britannico siamo i primi a varcare la soglia della National Gallery: non sara\u2019 quella di Londra, ma ci sono davvero tanti bei quadri. Ovviamente la sala che preferisco e\u2019 quella degli impressionisti. Percorrendo i verdi giardini che con la ferrovia dividono in due la citta\u2019 ci dirigiamo verso la New Town, magnifico esempio di un oculato e rigoroso sviluppo urbanistico. Insieme alla Old Town, al contrario irregolare e caotica, e\u2019 stata designata patrimonio dell\u2019Unesco. Torniamo quindi verso la Old Town e ci dirigiamo verso il castello. Mentre siamo in fila per l\u2019ingresso ci informiamo sui biglietti per lo spettacolo serale (Military Tattoo) che si tiene sulla spianata. Niente da fare&#8230;i biglietti sono finiti a gennaio! E pensare che viene replicato tutte le sere di agosto e le tribune hanno una capienza di circa 10000 spettatori&#8230; Incredibile! La visita del castello e le vedute del Firth of Forth ripagano ampiamente della delusione per il mancato spettacolo. Marco1 si invaghisce del gendarme dell\u2019One o\u2019Clock Gun e gli da\u2019 un bacio in bocca. Nel pomeriggio spunta finalmente il sole e ne approfittiamo per sederci su un prato e intavolare un bella partita a queen. Cena in ristorante messicano dove Michela diventa lo zimbello del cameriere.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 Ci lasciamo alle spalle Edimburgo attraversando il Firth of Forth in direzione nord e ci godiamo la vista del famoso <strong>Forth Bridge<\/strong>, ponte ferroviario in acciaio.<br \/>\n<strong>St.Andrews<\/strong>, patria del golf, mi emoziona subito. La citta\u2019 vive per lo sport a cui ha dato i natali. Tantissima gente cammina per strada con la sacca piena di mazze, i negozi vendono abbigliamento per il golf e c\u2019e\u2019 anche un museo del golf. Ma e\u2019 quel grande prato verde della buca 18 (Roberto rassegnati, non e\u2019 la 17!) circondato dalle case e a un tiro di schioppo dalla spiaggia che ti colpisce piu\u2019 di tutto. Provo un po\u2019 d\u2019invidia per quei fortunati che, avendo prenotato con un anno d\u2019anticipo, ora possono roteare le loro mazze. Marco1 suscita l\u2019ilarita\u2019 di uno spettatore quando ad alta voce esprime il proprio disappunto per un \u201cputt\u201d sbilenco: \u201cNooo!!!\u201d. Anche Livia, che non mi era sembrata felicissima dell\u2019inserimento di St.Andrews nell\u2019itinerario, ne rimane colpita.<br \/>\nVisitiamo anche le rovine del castello e della cattedrale. Nel camposanto della cattedrale attira la nostra attenzione la tomba di \u201cTommy\u201d, morto il giorno di Natale del 1875 a soli 24 anni, ma gia\u2019 tre volte vincitore del famosissimo torneo.<br \/>\nLasciamo St.Andrews col rammarico di non aver imbucato nemmeno una pallina (e anche di non averla comprata&#8230; son dovuto correre perche\u2019 scadeva il parcheggio e nel frattempo i bast&#8230;se la son comprata solo per loro&#8230;) alla volta di <strong>Inverness<\/strong>. Dopo cena abbiamo tempo per una passeggiata notturna lungo il fiume, dominato dal castello illuminato.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong><strong> <\/strong>\u2013 E\u2019 il giorno della traversata est-ovest che ci portera\u2019 dal mare del Nord all\u2019Atlantico. Piu\u2019 ci muoviamo verso est e piu\u2019 il paesaggio diventa selvaggio e affascinante. Inizia la Scozia che ci aspettavamo.<br \/>\nPrima sosta: <strong>Loch Ness<\/strong> alla ricerca del mostro, ma lo troviamo solo nei negozi di souvenir. In compenso la vista del lago dalle rovine dell\u2019<strong>Urquhart Castle <\/strong>e\u2019 molto suggestiva, cosi\u2019 come la ricostruzione cinematografica della storia del maniero con tanto di sipario che si apre alla vista delle attuali rovine.<br \/>\nSeconda sosta: <strong>Eilean Donan Castle<\/strong>, un castello appollaiato su un isolotto roccioso nel bel mezzo di un fiordo e raggiungibile con un ponte in pietra. Riflessi indimenticabili. Non a caso scenario di diverse pellicole di successo.<br \/>\nTerza sosta: abbiamo raggiunto l\u2019Atlantico, a <strong>Plockton<\/strong>, villaggio simil-caraibico con tanto di barche a vela, isoletta e palme (grazie alla corrente del Golfo). Davvero strano trovare un posto del genere in Scozia. Manca solo il sole. Hai detto niente&#8230; Abbiamo la geniale idea di avventurarci a piedi in una penisoletta raggiungibile attraversando la zona di bassa marea. Nessuno si fida di Marco1 che ha scelto la via piu\u2019 lunga e tutti seguono me per la strada piu\u2019 breve. Finiamo immaltati fino alle caviglie&#8230;<br \/>\nQuarta sosta: <strong>Kyle of Lochalsh<\/strong>, villaggio di pescatori dominato dalla sagoma a dorso d\u2019asino del ponte che porta sull\u2019isola di Skye. Ceniamo, davvero bene, nel ristorante gestito da una simpatica signora olandese. In serata raggiungiamo, poco fuori Kyle, un B&amp;B con vista. Con con vista su un\u2019isoletta popolata di foche, con vista sull\u2019isola di Skye sormontata da nubi nere e con vista&#8230; del gestore su di noi (nel senso che tramite uno spioncino ci sbircia mentre giochiamo a queen in salotto&#8230; no comment). <em><strong>(&#8230; continua)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Protagonisti: Daniele, Livia, Marco 1, Marco 2, Michela Periodo: 8-15 Agosto 2005 Mezzo: Aereo + Auto 1 \u2013 Viaggiamo separatamente. 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