{"id":427,"date":"2006-11-09T08:08:34","date_gmt":"2006-11-09T06:08:34","guid":{"rendered":"1755208455"},"modified":"2007-03-08T11:53:01","modified_gmt":"2007-03-08T10:53:01","slug":"america_is_losing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/america_is_losing\/","title":{"rendered":"America is losing"},"content":{"rendered":"<p>but all isn&#8217;t lost.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il titolo di Newsweek della scorsa settimana e questo \u00e8 anche il motivo della sconfitta di Bush nelle\u00a0elezioni di met\u00e0 mandato.<!--more--><\/p>\n<p>Perch\u00e8 Bush ha perso? Sostanzialmente perch\u00e8 gli americani pensavano che\u00a0quella in Iraq sarebbe stata una guerra facile e di breve durata, mentre ora, dopo pi\u00f9 di tre anni, si accorgono di\u00a0essere impantanati in un\u00a0palude senza avere delle possibilit\u00e0 di fuoriuscita\u00a0non dolorose.<\/p>\n<p>Se infatti se ne andassero immediatamente, cosa che neppure i democratici auspicano, lascerebbero mano libera ai terroristi ed ai capi delle milizie etniche e l&#8217;Iraq si ridurrebbe ad un paese in guerra civile con il rischio di una\u00a0sudanizzazione\u00a0o somalizzazione del conflitto.<\/p>\n<p>Se invece resteranno ancora in Iraq, dovranno attentamente rivedere il loro approccio strategico al conflitto che la fin troppo ottimistica visione dei neocon aveva considerato concluso all&#8217;indomani delle prime elezioni democratiche.<\/p>\n<p>Questa\u00a0visione era essenzialmente sbagliata perch\u00e8 non teneva conto di un fatto importantissimo che accomuna l&#8217;Iraq all&#8217;ex Jugoslavia: il solo collante che teneva unito, nel bene e nel male, questo paese era la dittatura di Saddam Hussein come lo era quella di Tito nella ex Jugoslavia.<\/p>\n<p>L&#8217;Iraq \u00e8 infatti composto\u00a0in tre diverse parti per ragioni etniche e religiose.<\/p>\n<p>Ci sono infatti due etnie, quella araba e quella curda, e due diverse confessioni religiose,\u00a0quella sciita e quella sunnita, che si\u00a0sono sempre\u00a0combattute fra loro.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi:<\/p>\n<p>-I curdi sunniti<\/p>\n<p>-Gli arabi sciiti<\/p>\n<p>-Gli arabi sunniti<\/p>\n<p>Questi tre popoli sono stati sempre in lotta tra loro e sono finiti\u00a0iniseme solo grazie alle penne degli occidentali che li hanno uniti in un solo stato alla fine della II\u00a0Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Gli\u00a0arabi sunniti hanno\u00a0dettato legge sin dai tempi dall&#8217;ascesa al\u00a0potere di Saddam e lo hanno detenuto,\u00a0sebbene fossero parte minoritaria del paese, in modo assolutamente spietato e brutale.<\/p>\n<p>Era dunque logico attendersi che, alla caduta di Saddam, avvenuta esogenamente grazie alla guerra intrapresa dagi USA,\u00a0le altre popolazioni avrebbero cercato il riscatto soprattutto prendendo il controllo\u00a0dell bene pi\u00f9 prezioso che c&#8217;\u00e8 nella odierna Mesopotamia: il petrolio.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;Iraq attuale:\u00a0un paese in cui gli sciiti hanno preso il potere &#8220;democraticamente&#8221; vista la loro maggioranza demografica e i curdi mirano ad ottenere\u00a0una pi\u00f9 ampia autonomia e le zone petrolifere del Nord.<\/p>\n<p>Gli arabi\u00a0sunniti si sentono messi all&#8217;angolo e quindi ricorrono alla violenza per determinare instabilit\u00e0 e per evitare l&#8217;instaurazione di uno status quo che li vede fuori dalla gestione sia del potere che della ricchezza.<\/p>\n<p>I Neocon\u00a0americani, forse per eccessivo ottimismo nell&#8217;idea di esportare la democrazia come panacea di tutti i mali, forse per ignoranza od ottusit\u00e0, hanno del tutto ignorato queste semplici considerazioni storico-demografiche ed hanno avviato una guerra senza analizzarne a fondo le conseguenze.<\/p>\n<p>Ora, citando sempre Newsweek, si trovano come nella guerra di Corea: sono imposbilitati a vincere e devono trovare un modo per non perdere.<\/p>\n<p>Oggi Bush ed i Democratici devono cercare una &#8220;strategia di uscita&#8221;, perch\u00e8 gli americani vogliono andarsene al pi\u00f9 presto dall&#8217;Iraq, che tenga in considerazione lo stato attuale del paese:<\/p>\n<p>&#8220;America has to see Iraq as it is now. Not as it once was. Not as it could have been. Not as we [gli\u00a0americani ndr]\u00a0hope it will become&#8221; dice l&#8217;articolista di Newsweek.<\/p>\n<p>A cosa devono mirare dunque gli americani: IMHO la soluzione pi\u00f9 facilmente ottenibile \u00e8 quella di formare uno stato confederato con una forte autonomia dei tre popoli ed una equa divisione della ricchezza (il petrolio).<\/p>\n<p>Di questo stanno discutendo gli stessi iracheni in una conferenza ad Amman, in Giordania, e la soluzione darebbe la possibilit\u00e0 agli americani di ritirarsi gradualmente lasciando solo delle basi strategiche per la difesa del territorio contro eventuali appetiti di vicini voraci (Iran in primis).<\/p>\n<p>Ci sono comunque delle ostilit\u00e0 anche verso questo tipo di soluzione: i turchi vedono come fumo negli occhi la nascita di uno stato autonomo curdo, cosa che darebbe alla forte minoranza curda presente in Turchia un motivo per richiedere delle riforme autonomistiche nella stessa repubblica turca.<\/p>\n<p>Lo stesso Iran non vede bene questa soluzione perch\u00e8 agli ayatollah farebbe pi\u00f9 comodo uno stato cuscinetto interamente gestito dalla maggioranza sciita a loro pi\u00f9 vicina.<\/p>\n<p>In definitva gli americani hanno scoperchiato un grosso vaso di pandora e da come riusciranno a risolvere la situazione dipende il futuro dell&#8217;Iraq, ma anche degli stessi Stati Uniti, che vedrebbero il loro prestigio internazionale e la loro capacit\u00e0 coercitiva molto ridimensionate da una eventuale nuova Saigon.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>but all isn&#8217;t lost. 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