{"id":293,"date":"2006-03-22T08:17:34","date_gmt":"2006-03-22T06:17:34","guid":{"rendered":"739731347"},"modified":"2007-06-30T10:19:55","modified_gmt":"2007-06-30T08:19:55","slug":"intervista_ad_enzo_pettinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/intervista_ad_enzo_pettinelli\/","title":{"rendered":"Intervista ad Enzo Pettinelli"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/intervista_ad_enzo_pettinelli\" class=\"imagelink\" title=\"Enzo Pettinelli\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/pettinelli_enzo.jpg\" id=\"image534\" alt=\"Enzo Pettinelli\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Enzo Pettinelli<\/strong> \u00e8 onnipresente al <em>Centro Olimpico di Tennistavolo<\/em> di via Molinello, a Senigallia. Del resto \u00e8 stato soprattutto lui a volerlo, progettarlo, gestirlo da oltre venti anni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 tecnico della Nazionale italiana di ping-pong, allenatore di generazioni di pongisti, tra cui i vincitori di 41 titoli tricolori e campioni del calibro di <a href=\"http:\/\/www.pingpongitalia.com\/\">Massimo Costantini<\/a>, Enzo Pettinelli ha donato a Senigallia un libro, \u201c<strong><em>La citt\u00e0 del Ping-pong<\/em><\/strong>\u201d, che \u00e8 la storia della sua avventura sportiva e di vita, un atto d&#8217;amore per il tennistavolo senigalliese e per la sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Lo abbiamo intervistato alla vigilia di <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scripta_volant\" title=\"Presentazione di Scripta Volant\" target=\"_self\"><em>Scripta Volant<\/em><\/a>, la rassegna di \u201cincontri con l\u2019autore\u201d organizzata dal <em>Centro Sociale Saline<\/em> e da <em>Popinga<\/em>, che vede Pettinelli protagonista il prossimo <strong>venerd\u00ec 24 marzo<\/strong>.<\/p>\n<p><!--more--><strong>(<em>domanda<\/em>) Enzo, ho terminato di leggere il tuo libro e, chiudendolo, ho rivisto il titolo: \u201c<em>La citt\u00e0 del Ping-Pong<\/em>\u201d. Scusami Enzo, ma il libro non parla di Ping-Pong!<\/strong><\/p>\n<p>(<em>risposta<\/em>) Nel libro il ping-pong \u00e8 un simbolo di <em>sport<\/em>. Il libro \u00e8 il racconto di una storia sportiva, dei giovani protagonisti di quella storia, e della loro citt\u00e0. In fondo al posto del ping-pong potrebbe esserci qualsiasi altro sport. Nemmeno la citt\u00e0 o i personaggi reali della storia, pur essendo riconoscibili per molti senigalliesi, non sono mai chiamati per nome.<\/p>\n<p><strong>(d) Ricordo il libro come una bella storia di una squadra vincente, e come un viaggio nella memoria di Senigallia. Lo trovo perfetto come soggetto cinematografico.<\/strong><\/p>\n<p>(r) Mi hanno anche proposto di farci un film; non vi dico chi \u00e8 stato a farmelo. Ma in tanti, specialmente chi \u00e8 stato vicino alla squadra, mi ha detto a proposito: \u201c<em>sembrava di vedere un film<\/em>\u201d. E questo \u00e8 molto interessante, perch\u00e8 spesso, leggendo un libro, siamo spinti a crearci le immagini della storia letta; durante la lettura, cio\u00e8, giriamo il nostro \u201cfilm\u201d. Per uno stesso libro ogni lettore crea il <em>suo<\/em> film, personale, unico.<br \/>\n\u201c<em>La citt\u00e0 del Ping-Pong<\/em>\u201d nasce da un processo per certi versi simile: le immagini della mia memoria, il film dei miei ricordi, mi danno emozioni, che diventano parola scritta.<\/p>\n<p><strong>(d)<\/strong><strong> In effetti la tua scrittura \u00e8 composta di frasi brevi, che sono flash quasi visivi. Inoltre hai inserito molti disegni, che rimangono abbozzati. Hai preferito i disegni alle foto?<\/strong><\/p>\n<p>(r) Per certi versi una fotografia \u00e8 violenta, perch\u00e9 esatta, e pronta a rinfacciarci tutti quei particolari che col tempo avevamo dimenticato, trasformato, assimilato a nostro modo. Nel mio libro, pi\u00f9 che di memoria, possiamo parlare di <em>ricordo<\/em>. Il ricordo non \u00e8 mai violento, perch\u00e9 \u00e8 depurato dal passato, e resta sempre vivo. Un disegno rappresenta il ricordo meglio di una foto.<\/p>\n<p><strong>(d)<\/strong><strong> La <em>citt\u00e0<\/em> del Ping-Pong \u00e8 la Senigallia del passato, che evochi con amore. Hai rimpianti di quella Senigallia?<\/strong><\/p>\n<p>(r) Nessuna nostalgia. <em>Non c\u2019\u00e8 nulla che si perde per sempre, non c\u2019\u00e8 nulla che si pu\u00f2 ritrovare<\/em>.<br \/>\nForse un\u2019immagine che ricordo ora con rimpianto \u00e8 quella del vecchio teatro. E dei coristi della Fenice che, distrutta la loro \u201ccasa\u201d, vagavano nelle osterie. Un\u2019immagine che mi ha ferito; non ho avuto il coraggio di scriverne.<\/p>\n<p><strong>(d)<\/strong><strong> C\u2019\u00e8 un passo del libro in cui critichi la scuola, oppressiva e violenta. Poi tu stesso ne hai fondata una. Non \u00e8 contraddittorio?<\/strong><\/p>\n<p>(r) A noi piaceva fare sport, e serviva una struttura che permettesse di farlo. Ed io ho voluto crearla.<\/p>\n<p>Ma la nostra scuola si \u00e8 distinta nel modo diverso di insegnare. La crescita passa attraverso il piacere di fare. Chi soffre non migliora. E la motivazione aiuta a sopportare i momenti di dolore e di fatica. Senza motivazione, alla prima difficolt\u00e0 si lascia.<\/p>\n<p><strong>(d)<\/strong><strong> A proposito di motivazione, nel libro tracci le importanti differenze tra generazioni nell\u2019approccio allo sport, e non solo.<\/strong><\/p>\n<p>(r) Dobbiamo innanzitutto stabilire cos\u2019\u00e8 lo sport. \u00c8 una medicina? \u00c8 un intrattenimento? Cos\u2019\u00e8? \u00c8 senz\u2019altro un modo per mantenersi in forma. Ma oggi manca una cultura fisica. Cinquant\u2019anni fa un giovane era da sempre preparato all\u2019attivit\u00e0 fisica, perch\u00e8 ne faceva tanta e da subito, per gioco e per lavoro. Questo lo portava a chiederne ancora. Oggi i giovani ricevono meno stimoli all\u2019attivit\u00e0 fisica, e quindi ne sentono meno la necessit\u00e0. L\u2019immagine simbolica di questo \u00e8 il prato della Rocca Roveresca, un tempo sempre consumato, oggi \u00e8 perfetto.<\/p>\n<p><strong>(d)<\/strong><strong> Da qui l\u2019idea dei corsi polifunzionali e, recentemente, la proposta alle circoscrizioni per un progetto motorio e di socializzazione.<\/strong><\/p>\n<p>(r) La cura del fisico non va trascurata. Per questo servono spazi dove svolgere l\u2019attivit\u00e0 fisica, sia al chiuso sia all\u2019aperto, e anche dove facilitare la socializzazione. Occorre considerare gli spazi all\u2019aperto non come semplici <em>piazze<\/em> per l\u2019incontro dei cittadini, ma come dei veri e propri <em>giardini<\/em> di gioco, per un loro utilizzo socio-sportivo-culturale. Campetti di prato sintetico, percorsi attrezzati, spazi protetti e isolati dalle strade, strutture coperte dove organizzare serate di ballo, a scadenze frequenti e regolari.<br \/>\nProporremo le nostre idee alle Circoscrizioni che, in collaborazione con il Comune, ma anche grazie a donazioni e sponsorizzazioni, potranno progettare centri per la salute, da realizzare nel nostro territorio.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Nell&#8217;ambito degli appuntamenti di <strong><em>Scripta Volant<\/em><\/strong>, Enzo Pettinelli presenter\u00e0 il suo libro il prossimo <strong>venerd\u00ec 24 marzo <\/strong>presso i locali del <strong>Centro Sociale Saline<\/strong>, a Senigallia, in <strong>via dei Gerani 8<\/strong>, con inizio alle <strong>ore 21.15<\/strong>. <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scripta_volant\" title=\"Presentazione di Scripta Volant\" target=\"_self\">Qui<\/a> trovate altre informazioni sulla rassegna <em>Scripta Volant<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enzo Pettinelli \u00e8 onnipresente al Centro Olimpico di Tennistavolo di via Molinello, a Senigallia. 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