{"id":1728,"date":"2009-02-22T22:04:35","date_gmt":"2009-02-22T21:04:35","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1728"},"modified":"2009-02-23T15:31:41","modified_gmt":"2009-02-23T14:31:41","slug":"la-malattia-dellislam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-malattia-dellislam\/","title":{"rendered":"La malattia dell&#8217;Islam"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"200\" height=\"302\" class=\"alignright size-full wp-image-1732\" style=\"float:right;\" title=\"Abdelwahab Meddeb - La malattia dell'Islam\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam.jpg\" alt=\"Abdelwahab Meddeb - La malattia dell'Islam\" srcset=\"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam.jpg 200w, https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 200px) 85vw, 200px\" \/>Avvio alla lettura di <strong>Abdelwahab Meddeb<\/strong>, <em>La malattia dell\u2019islam<\/em> (Bollati Boringhieri, 2003).<\/p>\n<p><em>Abdelwahab Meddeb \u00e8 autore cosmopolita. Nato in Tunisia, vive a Parigi dal 1986, citt\u00e0 di cui interpreta lo spirito internazionale e la pluralit\u00e0 culturale. Tra le sue opere citiamo: i romanzi Talismano (1979 e 1987), Phantasia (1983) (trad. italiana 1992, Ed. Lavoro) ; i testi poetici Tombeau d\u2019Ibn Arabi (1987), Les 99 stations de Yale (1995), La Mati\u00e8re des oiseaux (2001) ; i saggi Face \u00e0 l\u2019Islam (2004), L\u2019Exil occidental (2005), Contre-pr\u00eaches (2006), La Conf\u00e9rence de Ratisbonne (2007) e Sortir de la mal\u00e9diction (2008). Meddeb insegna Letteratura comparata presso l\u2019Universit\u00e0 di Paris X-Nanterre, \u00e8 stato docente invitato presso molte universit\u00e0 internazionali, \u00e8 responsabile del programma Cultures d\u2019Islam di Radio France Cultures e collabora a varie riviste periodiche internazionali (tra cui l\u2019edizione italiana di \u201cLettera internazionale\u201d).<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Abdelwahab Meddeb \u00e8 gi\u00e0 noto come poeta, romanziere, traduttore, sceneggiatore, docente universitario, saggista e conduttore radiofonico quando, nel 2002 pubblica, per i tipi di Seuil, La Malattia dell\u2019islam (traduzione italiana pubblicata da Bollati Boringhieri nel 2003). Il testo si presenta come un saggio assai complesso in cui lo scrittore diventa storico della cultura e sintetizza le motivazioni che hanno spinto alcune frange estremiste del mondo islamico a percorrere la strada dell\u2019integralismo e del terrorismo. Una rilettura di questo libro pu\u00f2 costituire un utile approccio alla comprensione di questa tragedia contemporanea senza cadere nelle facili approssimazioni ideologiche che spesso caratterizzano il dibattito in ambito nazionale.<\/p>\n<p>Alla base del saggio \u00e8 una domanda molto semplice : come \u00e8 stato possibile che una cultura alta e raffinata come quella islamica abbia visto nascere in s\u00e9 un bubbone, quale \u00e8 appunto quello dell\u2019integralismo? Quali ne sono le cause, interne ed esterne, e come \u00e8 possibile debellarla ? Cercando di contrapporre la forza della ragione allo sgomento provato di fronte agli attentati terroristici, Meddeb si dedica ad un\u2019opera certosina di recupero delle fonti e di ricostruzione del dibattito che ha caratterizzato l\u2019Islam nel corso dei secoli, dai tempi della fondazione, a quelli dello splendore e della decadenza. Rispolvera quelle fonti comuni che hanno segnato la cultura islamica e la cultura europea; ricorda all\u2019europeo che alcuni dei principi sui quali si \u00e8 fondata l\u2019Europa sono nati in territori islamico; rimprovera all\u2019islam di non aver saputo mettere a frutto queste precoci acquisizioni, ma ammonisce, nel contempo, l\u2019occidente per la tendenza a dimenticare i suoi stessi principi quando deve trattare con lo straniero.<br \/>\nScavando nelle motivazioni interne che hanno portato una parte dell\u2019Islam alla deriva integralista, Meddeb ritrova, nel IX secolo, la presenza di una corrente di pensiero sviluppatasi a Bagdad, che allora era la metropoli cosmopolita dell\u2019epoca. Tali fanatici \u201crifiutavano l\u2019incrocio, la mescolanza, la libert\u00e0 di parola\u201d che animavano la vita della capitale mediorientale ed \u201cerano scandalizzati dalle dispute e dai dibattiti che erano organizzati nei salotti, non ammettevano il desiderio del loro correligionario di voler confermare il proprio trionfo con la bellezza dell\u2019opera che onora la salute dello spirito, si ribellavano per imporre il pensiero unico con la spada\u201d. Questa minoranza fu denunciata da Ibn Khaldun, lo studioso tunisino che nel XIV secolo fond\u00f2 la scienza storica, ma il dibattito tra gli interpreti letterali e i commentatori pi\u00f9 raffinati del testo si protrasse nei secoli. Nel XVIII secolo, nacque in Arabia lo wahhabismo, corrente che influenz\u00f2 enormemente la dinastia saudita fin dalla sua fondazione e che, per altre vie, ha trovato un ulteriore sviluppo e irrigidimento nell\u2019esperienza talebana in Afganistan. Alla base dello wahhabismo \u00e8 la volont\u00e0 di dare un\u2019interpretazione letterale del testo e di contrastarne quindi ogni interpretazione \u201cpersonale\u201d; tra gli effetti pi\u00f9 evidenti \u00e8 la propensione per una politica profondamente tradizionalista sia nell\u2019assetto di governo sia nei comportamenti sociali (ad esempio la famiglia, il ruolo della donna, l\u2019atteggiamento nei confronti della corporeit\u00e0 e della bellezza)<br \/>\nSeppure queste correnti non siano maggioritarie nel pensiero islamico, il particolare ruolo politico e sociale dei paesi che maggiormente le accolgono fa s\u00ec che esse appaiano come connaturate con l\u2019Islam in quanto tale e assumano un ruolo di riconoscimento identitario. \u00c8 sintomatico, a questo proposito, il fatto che lo wahhabismo abbia assunto tanto potere sia per il ruolo economico strategico del golfo arabo sia per l\u2019appoggio politico delle potenze occidentali (Inghilterra e Stati Uniti) agli stati che ad esso si ispirano.  \u00c8 su questa via che Meddeb identifica le maggiori responsabilit\u00e0 dell\u2019occidente: da una parte si esclude l\u2019Islam dal dibattito culturale (che viene relegato nel settore dell\u2019esotismo), dall\u2019altra si prediligono gli accordi con quegli stati in cui si attua il minor accesso alla democrazia e si dimentica nel contempo di appoggiare fortemente gli stati che invece hanno intrapreso un percorso verso la democrazia e il laicismo. Merito del testo di Meddeb \u00e8 tuttavia quello di soffermarsi appena nelle responsabilit\u00e0 esterne e di prediligere invece l\u2019analisi delle responsabilit\u00e0 interne, come a voler evitare ogni facile retorica anti occidentale e affermare con forza che ognuno deve lavare i panni sporchi in famiglia.<br \/>\nA veloce conclusione, e senza entrare maggiormente nel dibattito, uno degli aspetti che maggiormente colpiscono della Malattia dell\u2019islam \u00e8 che l\u2019erudizione si accompagna ad una forte tensione poetica che, senza nulla togliere al rigore e alla precisione dell\u2019analisi, aumenta se mai la forza comunicativa del testo. Il poeta, lo sappiamo, \u00e8 stato escluso dalla citt\u00e0 perfetta da Platone, perch\u00e9 incapace di cogliere la complessit\u00e0 del mondo. Qui il poeta torna nella citt\u00e0 (imperfetta) e l\u2019analizza, la comprende, ne ricostruisce la storia, la logica interna che la spinge a percorrere una strada piuttosto che un\u2019altra e infine la giudica. Il poeta \u00e8 un gharib, scrive Meddeb, vale a dire un esiliato e uno straniero, qualcuno che ha dovuto \/ voluto allontanarsi dal luogo d\u2019origine, ma che ha saputo mettere a frutto la condizione d\u2019allontanamento proprio per meglio riscoprire la sua origine, per poterla guardare con occhi nuovi e con stupore.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Anna Zoppellari<\/em><\/strong><br \/>\nUniversit\u00e0 di Trieste<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvio alla lettura di Abdelwahab Meddeb, La malattia dell\u2019islam (Bollati Boringhieri, 2003). Abdelwahab Meddeb \u00e8 autore cosmopolita. Nato in Tunisia, vive a Parigi dal 1986, citt\u00e0 di cui interpreta lo spirito internazionale e la pluralit\u00e0 culturale. Tra le sue opere citiamo: i romanzi Talismano (1979 e 1987), Phantasia (1983) (trad. italiana 1992, Ed. Lavoro) ; &hellip; <a href=\"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-malattia-dellislam\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La malattia dell&#8217;Islam&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[1207,1208,630],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1728"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1733,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1728\/revisions\/1733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}