{"id":1441,"date":"2008-08-14T22:02:29","date_gmt":"2008-08-14T20:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1441"},"modified":"2008-08-15T14:22:10","modified_gmt":"2008-08-15T12:22:10","slug":"il-diritto-di-fare-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scaloni.it\/popinga\/il-diritto-di-fare-la-guerra\/","title":{"rendered":"Il diritto di fare la guerra"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"Robert Kagan - Il diritto di fare la guerra\" href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/web\/mondadori\/scheda-libro?autoreUUID=c0487de0-9ea9-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880453515\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"234\" class=\"alignleft alignnone size-medium wp-image-1446\" style=\"float: left;\" title=\"Robert Kagan - Il diritto di fare la guerra (copertina)\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/kagan_il-diritto-di-fare-la-guerra_copertina.jpg\" alt=\"Robert Kagan - Il diritto di fare la guerra (copertina)\" \/><\/a>Quando un libro te lo regala un amico, specie se questi \u00e8 uomo di grande e consumata esperienza, a me capita di intraprendere la lettura con molta pi\u00f9 attenzione di quanto faccio sempre. Quando poi il titolo \u00e8 senz&#8217;altro provocatorio come questo, &#8220;<em><a title=\"Il diritto di fare la guerra\" href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/web\/mondadori\/scheda-libro?autoreUUID=c0487de0-9ea9-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880453515\">Il diritto di fare la guerra<\/a><\/em>&#8220;, se non leggi il libro due volte perlomeno eviti di procedere con troppa fretta.<\/p>\n<p>L&#8217;autore, <strong>Robert Kagan<\/strong>, \u00e8 conosciuto come uno dei maggiori ideologi dei Neo-Conservatives, gruppo che ha largamente ispirato la nuova &#8220;dottrina Bush&#8221;. Tra l&#8217;altro \u00e8 molto noto anche in Italia in quanto, in questi ultimi anni, abbiamo avuto l&#8217;occasione di leggere nella nostra lingua articoli e studi che sono stati tradotti in diverse occasioni.<\/p>\n<p>Kagan, che cura abitualmente una rubrica sul <em><a title=\"Kagan su Washington Post\" href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/wp-dyn\/content\/linkset\/2005\/03\/24\/LI2005032401674.html\">Washington Post<\/a>,<\/em> ha gi\u00e0 pubblicato in Italia, sempre per i tipi della Mondadori, cinque anni fa, &#8220;<a title=\"Paradiso e Potere\" href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/web\/mondadori\/scheda-libro?autoreUUID=c0487de0-9ea9-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880451805\"><em>Paradiso e Potere. America ed Europa nel nuovo ordinamento mondiale<\/em><\/a>&#8220;.<!--more--><\/p>\n<p>Nella libera traduzione italiana \u00e8 sicuramente pi\u00f9 d&#8217;effetto che di sostanza il titolo di questo volumetto. Per fortuna abbiamo il sottotitolo, la versione letterale dell&#8217;originale inglese: &#8220;<em>Il potere americano e la crisi di legittimit\u00e0<\/em>&#8220;. Cos\u00ec\u00a0 il contenuto risulta immediatamente pi\u00f9 chiaro. Ci si trova di fronte ad un volume agile che si sviluppa soltanto con 64 pagine di testo. Ne seguono poi 6 di note e posso dire che le ho trovate davvero tutte davvero molto utile pertinenti.<\/p>\n<p>Per chi avesse gi\u00e0 letto l&#8217;eccellente saggio di <a title=\"il blog di Christian Rocca\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/camillo_il_blog_di_christian_rocca\/\"><strong>Christian Rocca<\/strong><\/a>:&#8221; <strong><em><a title=\"Contro l'ONU\" href=\"http:\/\/www.bol.it\/libri\/scheda\/ea978887180543.html\">Contro l&#8217;Onu<\/a>. <\/em><\/strong><em>Il fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un&#8217;alleanza tra le democrazie<\/em>&#8221; trover\u00e0 subito una profonda sintonia in diverse pagine di <strong>Kagan<\/strong>. Ad esempio quelle in cui sviluppa i concetti che gli consentono di definire credibilmente l&#8217;assemblea\u00a0 delle Nazioni Unite come &#8220;<em>il\u00a0 Santo Graal della legittimit\u00e0 internazionale<\/em>&#8220;. Certo queste valutazioni, queste pagine non possono essere &#8220;digerite&#8221; tutte d&#8217;un fiato e richiedono uno sforzo di memoria e di comprensione per incasellare adeguatamente i molti e significativi esempi citati.<\/p>\n<p>Questa valutazione potrebbe essere anche molto pertinente per la parte d&#8217;analisi, che inizia a pag. 21, con il capitolo intitolato &#8220;<em>il mito dell&#8217;ordine internazionale<\/em>&#8220;. E&#8217; qui che appare evidente come sia avvenuto senz&#8217;altro, nei quattro decenni della &#8220;guerra fredda&#8221;, che il <strong>Consiglio di Sicurezza<\/strong> sia restato praticamente &#8220;<em>paralizzato dall&#8217;implacabile ostilit\u00e0 dei due membri pi\u00f9 forti e dotati del potere di veto<\/em>&#8220;. Chi potrebbe mettere in dubbio questa constatazione?<\/p>\n<p>In generale leggendo il resto del volume ho avuto sempre l&#8217;impressione che siano molto pertinenti ed appropriate le citazioni riferite agli interventi dei massimi attori della politica internazionale. Una per tutti potrebbe essere quella di <strong>Joschka Fisher<\/strong>, il famoso ministro degli esteri tedesco. Interessante appare anche l&#8217;analisi di queste dichiarazioni in quanto si prestano talvolta ad una perfetta contrapposizione con quelle del ministro degli esteri francese dell&#8217;epoca, <strong>Dominique de Villepin<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel testo resta centrale il ragionamento che <strong>Kagan <\/strong>propone e sviluppa, anche con maniere molto convincenti, tanto che queste tesi a me sembrano la parte centrale del saggio. Egli infatti approfondisce il fatto che gli Stati Uniti di fatto risultano totalmente dipendenti dalle richieste e dagli interessi delle &#8220;<em>democrazie liberali amiche<\/em>&#8220;. Sembra cos\u00ec che l&#8217;America consideri indispensabile disporre di una particolare <strong>legittimazione internazionale<\/strong> e che questa sia sempre completamente legata al placet morale vecchio continente.<\/p>\n<p>Internazionalit\u00e0 significa di fatto, per gli Stati Uniti, l&#8217;accordo con l&#8217;<strong>Europa<\/strong>. Sembra poco credibile, ma riflettendoci per bene lo \u00e8 di certo, che da sempre la politica estera di oltre Atlantico non solo abbia promosso gli interessi nazionali, ma anche quelli umanitari. Ricordiamo bene che ci\u00f2 avveniva quando questo tipo di attenzioni era scarse dappertutto e nemmeno i diritti umani basilari godevano della definizione che oggi viene accettata come universale. Infine, a questo proposito appare illuminante una citazione di <strong>Beniamin Franklin<\/strong>, che risale al periodo della guerra di indipendenza. La frase suona testualmente cos\u00ec: &#8220;<em>Non lottiamo solo per noi stessi, ma per l&#8217;umanit\u00e0<\/em>&#8220;. Kagan la prende al balzo e spiega meglio: &#8220;<em>a prescindere dal fatto che sia sempre stato cos\u00ec, la maggior parte degli americani ha sempre voluto pensare che lo fosse<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Da ultimo segnalo un concetto espresso in questo volumetto che mi ha fatto riflettere. Una motivazione che si sviluppa nel tempo e con diversi argomenti, \u00e8 la seguente: il rischio che l&#8217;Europa, considerata nella molteplicit\u00e0 delle nazioni che la compongono, sottovaluti <strong>il pericolo dei nemici<\/strong> che ha e che attentano alla stabilit\u00e0 internazionale. Magari, aggiunge l&#8217;Autore, per il fatto che tra le due sponde dell&#8217;Atlantico non funziona pi\u00f9 la forte alleanza strategica degli anni della guerra fredda. A complicare il tutto, forse anche a sconvolgere i principi di base su cui si era consolidato il modello nei decenni precedenti, potrebbe essere il fatto che l&#8217;equilibrio mondiale un tempo si basava su un sistena internazionale &#8220;<em>ispirato al trattato di Westfalia<\/em>&#8220;. Oggi per\u00f2 la <strong>minaccia terroristica<\/strong> ha reso troppo rischiosi i comportamenti consolidati in altre epoche storiche, e tra questi in particolare il temporeggiare. Ne discende quindi che saremmo costretti a far si che diventi legale e legittimo anche l&#8217;uso preventivo della forza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un libro te lo regala un amico, specie se questi \u00e8 uomo di grande e consumata esperienza, a me capita di intraprendere la lettura con molta pi\u00f9 attenzione di quanto faccio sempre. 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