{"id":903,"date":"2007-08-22T08:15:55","date_gmt":"2007-08-22T06:15:55","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/inquinamento-elettromagnetico-diamo-i-numeri\/"},"modified":"2009-10-25T15:22:28","modified_gmt":"2009-10-25T13:22:28","slug":"inquinamento-elettromagnetico-diamo-i-numeri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/inquinamento-elettromagnetico-diamo-i-numeri\/","title":{"rendered":"Inquinamento elettromagnetico: diamo i numeri"},"content":{"rendered":"<p><em>Da un po\u2019 volevo scrivere qualcosa sull\u2019inquinamento elettromagnetico, su come la questione venga percepita dall\u2019opinione pubblica e trattata dai <\/em>mass media<em>.<br \/>\nInizier\u00f2 da alcune considerazioni di base, in parte legate alla teoria e in parte frutto di osservazioni empiriche.<br \/>\nMi scuso sin d\u2019ora per i tecnicismi, che ho cercato di ridurre al minimo relegandoli in note a margine. Spero che il testo sia di buona comprensione, oltrech\u00e9 di qualche interesse per chi vuol capirci un po&#8217; di pi\u00f9 e non fermarsi all\u2019opinione comune.<\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>TELEFONARE SENZA ANTENNE?<\/strong><br \/>\nQuando un Gestore si aggiudica una licenza per l\u2019utilizzo di frequenze adibite al servizio di telefonia cellulare, s\u2019impegna, entro un certo tempo, a fornire il servizio come concordato col Ministero delle Comunicazioni in fase di gara.<br \/>\nCon <em>servizio<\/em> si intendono sostanzialmente due cose:<br \/>\n\u2013 <em>copertura<\/em>: presenza del segnale radio nelle zone previste dalla licenza, con un\u2019intensit\u00e0 adeguata per consentire agli utenti l\u2019accesso alla rete;<br \/>\n\u2013 <em>capacit\u00e0<\/em>: disponibilit\u00e0 della connessione per un certo numero di utenti simultanei, e soddisfacimento di requisiti minimi di qualit\u00e0 concordati in fase di rilascio della licenza.<\/p>\n<p>Le due cose non \u00e8 detto coincidano. Si pu\u00f2 avere la copertura ma non la capacit\u00e0 sufficiente (ad es. il telefonino ha \u201ccampo\u201d ma appare il messaggio di \u201crete occupata\u201d se si tenta di chiamare). Questo perch\u00e9 il segnale c\u2019\u00e8 ma non le risorse sufficienti affinch\u00e9 un certo numero di utenti faccia traffico contemporaneamente.<\/p>\n<p>Il Gestore deve soddisfare, nei tempi previsti, gli obiettivi di servizio cui \u00e8 vincolato dalla licenza. L\u2019assenza del servizio, per ritardi nello sviluppo della rete o anche solo per periodi limitati di tempo (ad es. a causa di guasti), \u00e8 una iattura per il Gestore, che si trova a dover pagare penali al Ministero.<br \/>\nPer assicurare il servizio, il Gestore installa sul territorio le cosiddette Stazioni Radio Base <span style=\"font-variant: small-caps\"><strong>(srb)<\/strong><\/span>, comunemente ma anche erroneamente chiamate \u201cripetitori\u201d<sup><a href=\"#nota1\">(1)<\/a><\/sup>, preposte alla diffusione del segnale. L\u2019installazione delle <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> segue precisi criteri di pianificazione, volti a:<br \/>\n&#8211; massimizzare l\u2019area coperta;<br \/>\n&#8211; minimizzare il numero di <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> (ognuna delle quali pu\u00f2 costare parecchie decine di migliaia di euro);<br \/>\n&#8211; minimizzare la potenza trasmessa<sup><a href=\"#nota2\">(2)<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 la posizione delle <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> viene decisa dal Gestore, non ci sono grossi problemi: \u00e8 suo interesse che gli utenti abbiano servizio, facciano traffico e spendano, quindi pianificher\u00e0 la sua rete nel migliore dei modi possibili e secondo criteri di economia.<br \/>\n\u00c8 chiaro che non pu\u00f2 essere il Gestore ad avere l\u2019ultima parola su tutto: ci sono dei vincoli ambientali, architettonici, paesaggistici, sanitari, ecc. da rispettare. \u00c8 ovvio che un\u2019antenna sulla scalinata di Piazza di Spagna non va messa, e nemmeno davanti alle finestre d\u2019un ospedale. Normalmente la localizzazione di una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> viene decisa di concerto tra il Gestore, l\u2019ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e le Amministrazioni locali.<\/p>\n<p>Cose ben diverse sono, per\u00f2, l\u2019allarmismo generalizzato, la paura immotivata e il rifiuto istintivo che pervadono l\u2019opinione pubblica al solo sentir parlare di \u201cantenne per cellulari\u201d. Tutti abbiamo un cellulare, non possiamo farne a meno e andiamo su tutte le furie quando \u201cnon c\u2019\u00e8 campo\u201d, ma nessuno vuole avere una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> vicino casa, ossia un impianto che permette di \u201cavere campo\u201d.<br \/>\nIn America la chiamano <em>\u201csindrome <strong><span style=\"font-variant: small-caps\">nimby<\/span><\/strong>\u201d<\/em> <em>(Not In My Back Yard)<\/em>: fate quel che volete, ma fatelo lontano da casa mia, non venite a rompermi le balle in cortile.<br \/>\nLa sindrome <span style=\"font-variant: small-caps\">nimby<\/span>, nella variante applicata alle antenne, nell\u2019ultimo decennio ha polarizzato l\u2019opinione pubblica verso atteggiamenti di rifiuto incondizionato, che sfocia in veri e propri eccessi di parossismo.<\/p>\n<p>Cosa succede quando il Gestore, sommerso dai dinieghi delle Amministrazioni locali a loro volta incalzate da orde di cittadini infuriati e impauriti, ha poco o nessun potere decisionale sullo sviluppo della propria rete? Se la posizione delle <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> non \u00e8 ottimizzata, la copertura avr\u00e0 dei \u201cbuchi\u201d, delle zone d\u2019ombra, senza servizio. Il Gestore, allora, per riempire i buchi di copertura e soddisfare il requisito di servizio (assicurare agli utenti il benedetto \u201ccampo\u201d), dovr\u00e0 aumentare il numero di <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> (pi\u00f9 tralicci, pi\u00f9 antenne) e\/o aumentare le potenze trasmesse. In entrambi i casi, la soluzione rattoppata sar\u00e0 peggiore di quella iniziale, in termini di costi di esercizio (che saranno puntualmente ribaltati sugli utenti), qualit\u00e0 del servizio, inquinamento elettromagnetico ed impatto ambientale.<\/p>\n<p><strong>LA NORMATIVA\u00a0IN VIGORE<\/strong><br \/>\nI campi elettromagnetici interagiscono sempre con l\u2019ambiente, e quindi anche coi tessuti biologici che incontrano. In generale, i fenomeni fisici indotti da un campo esterno nei tessuti di un organismo esposto provocano una deviazione dalle condizioni di equilibrio elettrico a livello molecolare. Ci\u00f2 si traduce, talvolta, in una variazione della differenza di potenziale elettrico tra la parete interna e quella esterna della membrana cellulare.<br \/>\nQuesta interazione di tipo elettrico ha un effetto biologico? Per poter parlare propriamente di effetto biologico, si deve verificare una variazione morfologica o funzionale in strutture di livello superiore (tessuti, organi, sistemi). Ci sono effetti termici (legati alla dissipazione dei campi elettromagnetici di grande intensit\u00e0 sui tessuti organici) ed effetti non termici. Nel caso dei sistemi di telefonia cellulare, le potenze impiegate e le distanze comunemente in gioco rispetto alle sorgenti non sono tali da provocare effetti termici apprezzabili, ma effetti non termici associati a presunti disturbi soggettivi riconducibili ad alterazioni del sistema nervoso.<br \/>\nQuesto presunto effetto biologico costituisce un danno? Non necessariamente: affinch\u00e9 si verifichi un danno, occorre che l\u2019effetto superi la capacit\u00e0 di compensazione di cui dispone l\u2019organismo, che dipende anche dalle condizioni ambientali.<br \/>\nGli effetti biologici acuti sono stati dimostrati sperimentalmente e sulla base di essi sono state concepite le normative internazionali. Gli effetti di basso livello non sono stati dimostrati, e per essi si applica il principio di precauzione.<br \/>\nPer quanto detto, la presenza di campi elettromagnetici nell\u2019ambiente dev\u2019essere tenuta sotto controllo per tre ordini di motivi:<\/p>\n<ol>\n<li>L\u2019esposizione di organismi biologici, anche per brevi periodi, a campi molto intensi pu\u00f2 provocare conseguenze sanitarie negative. In questi casi l\u2019effetto \u00e8 quasi sempre di tipo termico, cio\u00e8 legato alla dissipazione dell\u2019onda elettromagnetica nei tessuti organici. Un po\u2019 quel che succede quando cuociamo gli alimenti nel forno a microonde. Oltre agli effetti termici, ci sono anche effetti acuti non termici, documentati da studi epidemiologici e in genere legati a campi a bassa frequenza. Nella regione delle frequenze industriali (50-60 Hz), un gran numero di studi epidemiologici (in parte controversi) sembra evidenziare l\u2019esistenza di una debole associazione tra l\u2019esposizione a forti campi magnetici (oltre 0.4 \u03bcT) e l\u2019insorgenza di leucemie infantili.<\/li>\n<li>Esiste il sospetto (tuttora non dimostrato) che esposizioni prolungate anche a livelli inferiori a quelli massimi ammessi dalle normative possano costituire un fattore di rischio per alcune gravi patologie. Lo strumento di tutela nei confronti di questo rischio ipotetico consiste nelle cosiddette politiche cautelative, incorporate nelle normative stesse.<\/li>\n<li>Esiste la possibilit\u00e0 che campi elettromagnetici anche di modesta intensit\u00e0 possano disturbare il funzionamento di apparecchiature elettroniche, il cui disservizio pu\u00f2 causare un danno, un rischio o un disagio. Pensiamo alla strumentazione di bordo di un aereo, che non deve essere disturbata da interferenze esterne.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Seguendo i principi di <em>tutela<\/em> (dagli effetti acuti) e di <em>cautela<\/em> (da possibili e non provati effetti di lungo periodo dei campi di debole intensit\u00e0), il legislatore ha posto dei limiti all\u2019esposizione della popolazione alle radiazioni elettromagnetiche. Si tratta di limiti sulla durata dell\u2019esposizione e sull\u2019intensit\u00e0 del campo elettromagnetico, sotto precise condizioni.<br \/>\nIn Italia l\u2019attuale normativa fa riferimento al <strong><a title=\"Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell\u20198 luglio 2003\" href=\"http:\/\/www.arpa.emr.it\/elettrosmog\/download\/DPCM_8luglio2003_RF.pdf\" target=\"_blank\">Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell\u20198 luglio 2003<\/a><\/strong>: <em>\u201cFissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit\u00e0 per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz\u201d<\/em>.<br \/>\nI vincoli della normativa, per la parte che qui interessa, sono riportati nella tabella seguente.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<table border=\"1\" width=\"100%\" align=\"center\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"60%\">\u00a0<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\" bgcolor=\"#cccccc\"><strong>Frequenza<\/strong><\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\" bgcolor=\"#cccccc\"><strong>Intensit\u00e0 di campo elettrico E<br \/>\n[V\/m]<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"3\" width=\"60%\"><strong>Limiti di esposizione<\/strong>. Valori di campo e.m. che non devono essere superati in alcuna condizione di esposizione, ai fini della tutela dagli effetti acuti.<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">0.1 &#8230; 3 MHz<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">60<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">3 &#8230; 3000 MHz<\/td>\n<td align=\"center\">20<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">3 &#8230; 300 GHz<\/td>\n<td align=\"center\">40<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"60%\"><strong>Valori di attenzione<\/strong>. Valori di campo e.m. che non devono essere superati all\u2019interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortilie sclusi i lastrici solari. Essi costituiscono la misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti di lungo periodo.<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">0.1 MHz &#8230; 300 GHz<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"60%\"><strong>Obiettivi di qualit\u00e0<\/strong>. I valori di immissione (ossia come somma di tutti i contributi valutati o misurati sul ricettore) dei campi e.m. calcolati o misurati all\u2019aperto nelle aree intensamente frequentate (intese anche come superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e ricreativi) non devono superare i valori indicati.<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">0.1 MHz &#8230; 300 GHz<\/td>\n<td width=\"20%\" align=\"center\">6<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MISURA DEL CAMPO ELETTROMAGNETICO: UN CASO REALE<\/strong><br \/>\nDunque, allo stato attuale, la normativa fissa limiti sull\u2019intensit\u00e0 del campo elettromagnetico e sulla durata dell\u2019esposizione.<br \/>\nIl campo elettromagnetico ricevuto da una sorgente come un\u2019antenna per telefonia cellulare mal si presta ad essere descritto analiticamente, a causa della variabilit\u00e0 delle condizioni di propagazione: la mobilit\u00e0 del terminale, la presenza di ostacoli (e, quindi, di fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione), le mutevoli condizioni meteorologiche influenzano pesantemente la propagazione, che quindi \u00e8 meglio descrivibile in maniera statistica (ad es. come probabilit\u00e0 che il campo ricevuto da una certa sorgente, in un dato luogo, sia compreso in un certo intervallo di valori).<br \/>\nSostanzialmente, il campo ricevuto dipende da tre fattori:<br \/>\n\u2013 la potenza in antenna, cio\u00e8 la potenza che arriva all\u2019antenna dai trasmettitori della <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>;<br \/>\n\u2013 l\u2019antenna<sup><a href=\"#nota3\">(3)<\/a><\/sup>;<br \/>\n\u2013 l\u2019attenuazione di tratta subita dall\u2019onda nel propagarsi dall\u2019antenna trasmittente alla ricevente. Questo \u00e8 il termine aleatorio: a causa degli ostacoli e delle riflessioni, la propagazione non avviene (solo) in linea d\u2019aria ma attraverso molteplici cammini, ed il campo subisce un\u2019attenuazione variabile nel tempo e nello spazio, anche in modo repentino.<\/p>\n<p>Nel caso (pi\u00f9 teorico che pratico) in cui non ci siano ostacoli frapposti lungo la tratta radio, possiamo considerare che la propagazione avvenga in modo rettilineo dall\u2019antenna al ricevitore, nello spazio libero.<br \/>\nIn tali condizioni, il campo elettromagnetico pu\u00f2 essere descritto in maniera abbastanza semplice purch\u00e9 la distanza dall\u2019antenna sia sufficientemente grande<sup><a href=\"#nota4\">(4)<\/a><\/sup>. Sotto questa condizione, non essendoci ostacoli frapposti, l\u2019attenuazione di tratta dipende solo dalla distanza in linea d\u2019aria dall\u2019antenna, ed aumenta con la distanza.<\/p>\n<p>Ebbene, esistono casi reali che si avvicinano discretamente a questa situazione ideale. Un esempio \u00e8 il sito TIM (Telecom Italia Mobile) davanti al casello autostradale di Senigallia (Borgo Molino).<br \/>\nIl settore est dell\u2019impianto<a href=\"#nota5\"><sup>(5)<\/sup><\/a>, che irradia verso il centro di Senigallia, \u00e8 privo di ostacoli nelle immediate vicinanze: i primi ostacoli sono l\u2019albergo e gli edifici prospicienti il centro commerciale.<\/p>\n<p align=\"center\"><a title=\"an06_totale_miniatura\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/08\/an06_totale.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/08\/an06_totale_miniatura.jpg\" alt=\"an06_totale_miniatura\" \/><\/a> <a title=\"an06_est_miniatura\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/08\/an06_est.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/08\/an06_est_miniatura.jpg\" alt=\"an06_est_miniatura\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">Sito TIM AN06 \u201cSenigallia\u201d: il traliccio con le antenne dei tre settori (a sx), le antenne del settore est (a dx). Cliccare per ingrandire<\/p>\n<p>La misura<a href=\"#nota6\"><sup>(6)<\/sup><\/a> del campo irradiato \u00e8 stata fatta alle 12:40 del 1 agosto 2007, nel parcheggio del vicino centro commerciale, alla distanza approssimativa di 150 m dalle antenne, nella direzione di massima irradiazione.<br \/>\nDi seguito sono riportati i valori del campo misurato, confrontati con le stime teoriche.<\/p>\n<table border=\"1\" width=\"100%\" align=\"center\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"25%\">\u00a0<\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#cccccc\"><strong>Stima (spazio libero)<br \/>\n[V\/m]<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#cccccc\"><strong>Stima (modello di Okumura-Hata)<br \/>\n[V\/m]<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\" bgcolor=\"#cccccc\"><strong>Misura<br \/>\n[V\/m]<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\"><strong>GSM 900 MHz<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.06<\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.086<\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.06 \u00f7 0.09<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\"><strong>UMTS 2100 MHz<\/strong><\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.05<\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.048<\/td>\n<td width=\"25%\" align=\"center\">0.03 \u00f7 0.05<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I campi misurati, in buon accordo con le stime teoriche, sono di gran lunga sotto i limiti della normativa (6 V\/m).<br \/>\nVa ribadito che tali livelli sono stati calcolati in una situazione pessimistica: ossia davanti all\u2019antenna, senza ostacoli frapposti. Nella stragrande maggioranza dei casi, per effetto di ostacoli (case, muri, alberi, ecc.) e di una maggior distanza dall\u2019antenna, i livelli di campo sono anche inferiori.<\/p>\n<p><strong>E I CELLULARI?<\/strong><br \/>\nAppurato che in condizioni normali, ossia a distanze di qualche decina di metri dall\u2019antenna della <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>, i livelli di campo sono gi\u00e0 abbondantemente sotto i limiti della normativa, ci si pu\u00f2 chiedere cosa succede per i cellulari, che usiamo quotidianamente.<br \/>\nLa potenza emessa da <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> \u00e8 molto pi\u00f9 alta di quella emessa da un cellulare, e cos\u00ec pure l\u2019efficienza dell\u2019antenna trasmittente. Ma la distanza di un ipotetico osservatore dall\u2019antenna di una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> \u00e8 tipicamente molto maggiore della distanza da un cellulare, che viene appoggiato all\u2019orecchio.<br \/>\nSi pu\u00f2 stimare che, con valori tipici dei parametri in gioco, i campi cui siamo sottoposti usando un cellulare all\u2019orecchio sono centinaia di volte pi\u00f9 intensi di quelli generati dall\u2019antenna di una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span><sup><a href=\"#nota7\">(7)<\/a><\/sup>.<br \/>\nVero \u00e8, comunque, che il telefonino non \u00e8 usato 24 ore su 24, mentre la <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> \u00e8 accesa in continuazione (anche se la potenza irradiata dipende anche dal traffico).<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><br \/>\nQuanto scritto finora pu\u00f2 essere riassunto in 3 punti:<\/p>\n<ol>\n<li>Tenere poco o nessun conto delle esigenze radioelettriche nell\u2019installazione delle Stazioni Radio Base produce una brutta pianificazione di rete. Ci\u00f2 si traduce in uno spreco di risorse (numero di <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>, potenza trasmessa, ecc.), diminuisce l\u2019efficienza (pi\u00f9 interferenza, meno capacit\u00e0) e aumenta l\u2019inquinamento elettromagnetico.<\/li>\n<li>In condizioni normali di esposizione, le distanze dalle antenne delle <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> sono tali che i campi risultano abbondantemente sotto la soglia cautelativa imposta dalla normativa (6 V\/m).<br \/>\nDi cosa si sta discutendo, allora? Spesso si ha la sensazione che la normativa, invocata per (sperare di) dimostrare che i campi sono oltre i limiti, venga poi rimessa nel cassetto una volta constatato che non \u00e8 cos\u00ec, per continuare a fare le barricate ideologiche contro le antenne.<\/li>\n<li>Un\u2019analisi delle distanze e delle potenze trasmesse mostra che il campo di gran lunga pi\u00f9 intenso \u00e8 quello prodotto dal cellulare vicino alla testa. Come mai l\u2019istintiva e per molti versi irrazionale paura delle antenne non nasce anche verso il nostro caro e inseparabile telefonino? Eppure, quando lo usiamo, il cellulare ci regala onde elettromagnetiche di intensit\u00e0 enormemente pi\u00f9 alta di quelle del traliccio vicino casa, contro cui abbiamo scatenato l\u2019avvocato.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Piaccia o no, insomma, l\u2019inquinamento elettromagnetico \u00e8 un prodotto della civilt\u00e0. Possiamo eliminarlo, a patto di rinunciare a tutte le nostre comodit\u00e0 (o capricci, a seconda dei punti di vista).<br \/>\nLa\u00a0soluzione, un po\u2019 drastica ma pur sempre praticabile, c\u2019\u00e8:\u00a0tolleranza zero verso le antenne, <em>e quindi<\/em>\u00a0tolleranza zero anche verso i cellulari. Abbattiamo tutti i tralicci e gettiamo il nostro telefonino nell\u2019immondizia.<br \/>\nOvviamente \u00e8 pi\u00f9 popolare la tolleranza zero solo verso le antenne. I politici cavalcano l\u2019onda e dicono alla gente quel che la gente vuole sentirsi dire, senza troppi distinguo e soprattutto non sapendo loro stessi di cosa stanno parlando.<br \/>\nCerto: innescare un dibattito serio su dati di fatto, col rischio di mettere in discussione i preconcetti, \u00e8 pi\u00f9 difficile ed impopolare. Ma siamo sicuri che la scelta pi\u00f9 popolare sia anche la pi\u00f9 ragionevole?<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><br \/>\n<a title=\"nota1\" name=\"nota1\"><\/a><sup><strong>(1)<\/strong><\/sup> In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 nulla da ripetere, salvo in casi molto particolari. Ad esempio, quando il mobile viene rintracciato dalla rete perch\u00e9 \u00e8 in arrivo una chiamata o un sms a lui destinato. La rete non sa a priori dov\u2019\u00e8 il mobile, ne conosce l\u2019ultima posizione con un grado di approssimazione di parecchi chilometri. Manda allora la segnalazione a tutte le <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> comprese in quell\u2019area, le quali ripetono i messaggi di rintracciamento (<em>paging<\/em>) verso il mobile.<\/p>\n<p><a title=\"nota2\" name=\"nota2\"><\/a><sup><strong>(2)<\/strong><\/sup> Minimizzare la potenza trasmessa \u00e8 tra le principali preoccupazioni del Gestore, non solo per ridurre l\u2019assorbimento di energia degli apparati, ma soprattutto per salvaguardare la qualit\u00e0 della rete. Se ci\u00f2 \u00e8 importante in sistemi come il GSM in cui l\u2019accesso alla rete \u00e8 a divisione di tempo tra diversi utenti (non ci sono due utenti che trasmettono contemporaneamente sulla stessa frequenza sotto la stessa <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>), \u00e8 addirittura vitale per sistemi come l\u2019UMTS in cui i diversi utenti trasmettono contemporaneamente sulla stessa frequenza: se per un utente il sistema usa una potenza superiore a quella necessaria, si corre il rischio di \u201caccecare\u201d gli altri utenti e quindi impedir loro di far traffico. \u00c8 un po\u2019 quel che succede in una stanza dove tutti parlano insieme: \u00e8 indispensabile che ognuno moderi il tono di voce, altrimenti costringe gli altri ad alzare progressivamente il volume col risultato che tutti urlano e nessuno capisce pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p><a title=\"nota3\" name=\"nota3\"><\/a><sup><strong>(3)<\/strong><\/sup> Funzione dell\u2019antenna \u00e8 irradiare la potenza che le arriva dai trasmettitori, preferibilmente in certe direzioni piuttosto che in altre, secondo le esigenze di copertura. A tale proposito, si definisce <em>guadagno<\/em> di un\u2019antenna il rapporto tra la potenza ricevuta da un ipotetico osservatore che si trovi nella direzione di massima irradiazione e la potenza che sarebbe ricevuta dallo stesso osservatore da un\u2019antenna che irradi uniformemente in tutte le direzioni (antenna <em>isotropica<\/em>), a parit\u00e0 di distanza e di potenza trasmessa.<br \/>\nUn esempio. Visto che l\u2019antenna isotropica, per definizione, irradia uniformemente su tutto lo spazio, supponiamo che una certa antenna sia capace di irradiare uniformemente solo su un emisfero: a parit\u00e0 di potenza trasmessa, un osservatore posto sulla superficie dell\u2019emisfero sar\u00e0 investito da una potenza doppia. Pertanto l\u2019antenna in questione avr\u00e0 guadagno pari a 2, ossia 3 dBi (3 dB sull\u2019isotropica).<br \/>\nLa diversa capacit\u00e0 di irraggiamento in direzioni spaziali diverse (descrivibile attraverso il <em>diagramma di irradiazione<\/em>) dipende dalla struttura dell\u2019antenna. Secondo una propriet\u00e0 fondamentale dell\u2019elettromagnetismo, quanto pi\u00f9 un\u2019antenna \u00e8 estesa su un certo piano dello spazio, tanto pi\u00f9 stretto sar\u00e0 il fascio irradiato su quel piano. Nel caso delle antenne per telefonia cellulare, si vuole un ampio irraggiamento sul piano orizzontale (dare copertura alla popolazione) e stretto su quello verticale (dare copertura ad aerei o ad uccelli non serve): dunque, le antenne saranno pannelli alti e stretti.<br \/>\nEsigenza opposta devono soddisfare le antenne dei radar per l\u2019assistenza al volo. Dovendo rivelare oggetti in volo e darne la posizione precisa in termini di coordinate, devono illuminare porzioni di cielo strette sul piano orizzontale (tanto poi l\u2019antenna ruota a 360\u00b0) ed ampie sul piano verticale (per rivelare aerei a diverse altezze sull\u2019orizzonte). Le antenne, quindi, saranno basse e larghe.<\/p>\n<p><a title=\"nota4\" name=\"nota4\"><\/a><sup><strong>(4)<\/strong><\/sup> Il campo elettromagnetico pu\u00f2 essere descritto in modo semplice purch\u00e9 la distanza dall\u2019antenna sia sufficiente da trascurare gli effetti prodotti dalla sorgente. A tale proposito si parla di \u201czona di campo lontano\u201d o \u201czona di Fraunhofer\u201d, per indicare la distanza oltre la quale gli effetti della sorgente sono trascurabili e l\u2019onda elettromagnetica si sostiene indipendentemente dalla sorgente (antenna). In tale zona l\u2019onda si propaga come un\u2019onda piana, ovvero il fronte d\u2019onda \u00e8 piano.<br \/>\nA ben vedere, ci\u00f2 vale per tutti i fenomeni di propagazione ondosa: il sasso lanciato in uno stagno si trasforma in una sorgente di moto ondoso i cui fronti d\u2019onda sono circonferenze concentriche. Man mano che ci si allontana dalla sorgente, le circonferenze si allargano e il moto ondoso assume sempre pi\u00f9 un andamento piano, che \u201cperde memoria\u201d della sorgente.<br \/>\nLe assunzioni di cui sopra valgono nella zona di campo lontano, ovvero zona di Fraunhofer, cio\u00e8 per distanze dall\u2019antenna superiori a 2d<sup>2<\/sup>\/\u03bb, dove d \u00e8 la dimensione maggiore dell\u2019antenna e \u03bb \u00e8 la lunghezza d\u2019onda del segnale radio. Per il GSM 900 MHz, assumendo d = 2.5 m e \u03bb \u2248 30 cm, la regione di campo lontano \u00e8 oltre i 50 metri. Per il GSM 1800 MHz e UMTS 2100 MHz, assumendo grossolanamente d = 1.5 m e \u03bb \u2248 15 cm, la regione di campo lontano \u00e8 oltre i 30 m. Per il campo emesso dai cellulari, assumendo d = 3 cm e valori di \u03bb nelle diverse bande, la distanza di 1 cm assicura di essere in campo lontano per tutte le bande.<br \/>\nIn tali condizioni, supponendo una propagazione in spazio libero (cosa che peraltro non \u00e8 praticamente mai verificata a causa degli ostacoli e quindi costituisce uno scenario pessimistico sull\u2019intensit\u00e0 del campo ricevuto), l\u2019intensit\u00e0 del campo elettrico si pu\u00f2 scrivere come E = [\u03b7P<sub>t<\/sub>G<sub>t<\/sub>\/(4\u03c0r<sup>2<\/sup>)]<sup>1\/2<\/sup> = (30P<sub>t<\/sub>G<sub>t<\/sub>)<sup>1\/2<\/sup>\/r, dove P<sub>t<\/sub> \u00e8 la potenza in antenna, G<sub>t<\/sub> \u00e8 il guadagno dell\u2019antenna, r \u00e8 la distanza dall\u2019antenna e \u03b7 = 120\u03c0 \u2248 377 \u03a9 \u00e8 l\u2019impedenza caratteristica del vuoto. In zona di Fraunhofer il campo magnetico H \u00e8 legato al campo elettrico E attraverso la relazione E\/H = \u03b7.<\/p>\n<p><a title=\"nota5\" name=\"nota5\"><\/a><sup><strong>(5)<\/strong><\/sup> L\u2019impianto AN06 (TIM) serve buona parte del centro di Senigallia, delle zone di Capanna e Saline e dei quartieri lungo la valle del Misa. Il settore est, oggetto delle misure, copre il centro citt\u00e0 ed ha i sistemi d\u2019antenna a circa 20 m di altezza.<\/p>\n<p><a title=\"nota6\" name=\"nota6\"><\/a><sup><strong>(6)<\/strong><\/sup> La misura non \u00e8 stata fatta come specificato dalla normativa, non essendo disponibile la strumentazione adeguata. Si \u00e8 usato un comune cellulare Nokia 6680 equipaggiato con software per la visualizzazione delle misure eseguite dal terminale.<br \/>\nI risultati di misura sono:<br \/>\n\u2013 GSM 900 MHz: RxLev = -39 \u00f7 -42 dBm (approx) misurato dal terminale in stato <em>idle<\/em>, corrispondente a un campo elettrico di circa 95.8 \u00f7 98.8 dB\u03bcV\/m, cio\u00e8 0.06 \u00f7 0.09 V\/m.<br \/>\n\u2013 UMTS: RSSI = -50 \u00f7 -54 dBm (approx) misurato dal terminale in stato <em>idle<\/em>, corrispondente a un campo elettrico di circa 90.6 \u00f7 94.6 dB\u03bcV\/m, cio\u00e8 0.03 \u00f7 0.05 V\/m.<\/p>\n<p><a title=\"nota7\" name=\"nota7\"><\/a><sup><strong>(7)<\/strong><\/sup> In zona di Fraunhofer, il rapporto tra il campo elettrico generato dall\u2019antenna di un cellulare e quello generato dall\u2019antenna di una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> \u00e8 (d<sub>s<\/sub>\/d<sub>u<\/sub>)[P<sub>u<\/sub>G<sub>u<\/sub>\/(P<sub>s<\/sub>G<sub>s<\/sub>)]<sup>1\/2<\/sup>, dove d<sub>s<\/sub> \u00e8 la distanza dall\u2019antenna della <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>, d<sub>u<\/sub> \u00e8 la distanza dall\u2019antenna del cellulare, P<sub>s<\/sub>, P<sub>u<\/sub>, G<sub>s<\/sub> e G<sub>u<\/sub> sono rispettivamente potenze e guadagni delle antenne della <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span> e del cellulare.<br \/>\nCon valori tipici dei parametri in gioco, questa espressione si pu\u00f2 approssimare al 2-3% del rapporto d<sub>s<\/sub>\/d<sub>u<\/sub>. Poich\u00e9 solitamente d<sub>s<\/sub> \u00e8 dell\u2019ordine delle decine o centinaia di metri e d<sub>u<\/sub> \u00e8 dell\u2019ordine dei centimetri, il rapporto si approssima a qualche centinaio (200-300). Ne segue che il livello di campo di un cellulare in trasmissione \u00e8 centinaia di volte maggiore di quello di una <span style=\"font-variant: small-caps\">srb<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un po\u2019 volevo scrivere qualcosa sull\u2019inquinamento elettromagnetico, su come la questione venga percepita dall\u2019opinione pubblica e trattata dai mass media. Inizier\u00f2 da alcune considerazioni di base, in parte legate alla teoria e in parte frutto di osservazioni empiriche. 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