{"id":837,"date":"2007-06-28T22:14:26","date_gmt":"2007-06-28T20:14:26","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/le-province-sono-inutili-aumentiamole\/"},"modified":"2008-03-23T11:05:07","modified_gmt":"2008-03-23T10:05:07","slug":"le-province-sono-inutili-aumentiamole","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/le-province-sono-inutili-aumentiamole\/","title":{"rendered":"Le Province sono inutili? Aumentiamole"},"content":{"rendered":"<p><em>Pillole (amare) de \u201c<strong>La Casta<\/strong>\u201d (di <strong>Sergio Rizzo<\/strong> e <strong>Gian Antonio Stella<\/strong>, edizioni <a href=\"http:\/\/rcslibri.corriere.it\/\">Rizzoli<\/a>). Parte 2.<\/em><\/p>\n<p><strong>Quante sono<\/strong> le Province in Italia? Nel 1960 erano <strong>92<\/strong> per salire fino a <strong>110<\/strong> nel 2005 (la lista completa \u00e8 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lista_delle_province_italiane\">qui<\/a>).<\/p>\n<p>Quali sono esattamente le <strong>competenze<\/strong> delle Province? Tutte cose che potrebbero tranquillamente essere affidate ai Comuni. Le Province spesso vivono di deleghe delle Regioni; anzi, molte volte rappresentano un ostacolo verso una maggiore fluidit\u00e0 delle decisioni.<\/p>\n<p>Le competenze assegnate che contano sono poche: l\u2019edilizia scolastica per gli istituti superiori (elementari e medie spettano ai comuni), la manutenzione di una parte delle strade (quelle non gestite da Anas o Comuni), lo smaltimento dei rifiuti (spesso gestito, per\u00f2, da commissari regionali); presunti poteri in materia di sviluppo economico, teoricamente basati sui distretti industriali, sono castelli in aria.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Negli anni \u201970, quando si attu\u00f2 l\u2019ordinamento regionale, il repubblicano <strong>Ugo La Malfa<\/strong> propose l\u2019abolizione delle Province, per eliminare &#8211; a suo dire &#8211; una duplicazione di burocrazia e spese. Anche il segretario del Pci di allora, <strong>Enrico Berlinguer<\/strong> era d\u2019accordo. Per\u00f2 si convenne di aspettare, per abrogarle, il consolidamento delle Regioni. Arriv\u00f2 il decreto 616 del 1977, in piena solidariet\u00e0 nazionale, che smantell\u00f2 i comprensori comunali creati dalle Regioni, e rilanci\u00f2 il ruolo delle Province. Berlinguer e La Malfa si erano convertiti o rassegnati.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il <strong>criterio<\/strong> della Provincia? La compattezza geografica del territorio? Le affinit\u00e0 culturali? La dimensione? L\u2019ossatura produttiva? No nessuno di questi. Ci sono Province come quella di Torino con 315 comuni e altre come quella di Prato con 7 comuni, Province come Roma con 4 milioni di abitanti, e altre con 58.000 abitanti, come quella dell\u2019Ogliastra, con il capoluogo Tortol\u00ec a quota 10.000 abitanti.<\/p>\n<p>In <strong>Sardegna<\/strong>, dopo le nuove quattro Province aggiunte nel 2001, ora c\u2019\u00e8 sono otto, in media una ogni 200 mila abitanti. Il presidente della Regione, Renato Soru, disse che otto province sarde erano una pazzia, e dunque le nuove avrebbero dovuto dividere soldi ed uomini con le vecchie. Nel 2003, quando in Regione votarono per l\u2019istituzione delle nuove 4 province, solo un consigliere regionale vot\u00f2 contro. Ci si domanda, perch\u00e9? Questo \u00e8 il punto: perch\u00e9 le Province fanno comodo ai partiti, servono a creare poltrone per i trombati della politica. Solo all\u2019inizio, il raddoppio delle province in Sardegna coster\u00e0 ai cittadini pi\u00f9 di 100 milioni di euro.<br \/>\nUn calcolo recente della Corte dei conti indica in <strong>50 milioni di euro<\/strong> il costo della nascita di una nuova Provincia (con la creazione della Prefettura, della Questura, dell\u2019Archivio di Stato).<\/p>\n<p>Questi enti sono un formidabile <strong>serbatoio di poltrone<\/strong> da distribuire: 110 poltrone da presidente, 110 da vicepresidente, circa 950 da assessore, 110 da presidente dell\u2019assemblea consigliare, circa 3.200 da consigliere, per un totale di 4.480 comode poltrone.<br \/>\n<sole><\/sole>Quanto <strong>guadagnano<\/strong> gli occupanti di queste poltrone? Si va dai 36 euro del gettone di presenza nelle Province pi\u00f9 piccole ai 3705 euro per gli assessori delle realt\u00e0 medie, fino ai 7.000 euro per i Presidenti delle entit\u00e0 pi\u00f9 grandi. Il totale \u00e8 difficile da fare perch\u00e9 oltre a Trento e Bolzano, calcolate a parte, anche la Sicilia si regola per conto suo. Ma le stime parlano di stipendi complessivi per oltre 61 milioni di euro.<\/p>\n<p><sole><\/sole>Anche <strong>Cesare Salvi<\/strong> e <strong>Massimo Villone<\/strong>, nel <a href=\"http:\/\/www.internetbookshop.it\/code\/9788804553274\/SALVI-CESARE-VILLONE-MASSIMO\/IL-COSTO-DELLA-DEMOCRAZIA-ELIMINARE-SPRECHI-CLIENTELE-PRIVILEGI-PER-RIFORMARE-POLITICA.html\">loro libro<\/a>, scrivono che &#8220;<em>gli addetti ai lavori sanno benissimo che la Provincia \u00e8 l\u2019anello debole del sistema del governo locale<\/em>&#8220;. Salvi e Villone<nella><\/nella> non hanno troppe speranze che passi il loro <a href=\"http:\/\/blog.forumpa.it\/?postid=18\">disegno di legge<\/a> per la soppressione delle Province<ci><\/ci>, ma suggeriscono che si potrebbe stabilire almeno che &#8220;<em>una nuova entit\u00e0 territoriale si finanzi per i maggiori costi con una tassa a carico dei cittadini che la richiedono<\/em>&#8220;. \u00c8 probabile che le proposte di nuove entit\u00e0 autonome scomparirebbero tutte.<\/p>\n<p><sole><\/sole><nella><\/nella><ci><\/ci>Intanto finch\u00e8 ci sono spendono, e alcune spesso moltissimo. Come la Provincia di Milano che ha un bilancio annuale di 1 miliardo e 165 milioni di euro e alla fine del 2004, anno gestito per met\u00e0 dall\u2019azzurra Ombretta Colli e per met\u00e0 dal diessino Filippo Penati, aveva la bellezza di <strong>2583 dipendenti<\/strong>, 75 in pi\u00f9 dell\u2019anno prima e, ad esempio, impieg\u00f2<l\u2019ufficio><\/l\u2019ufficio> 237.000 euro per &#8220;<em>spese diverse e funzionali per gli uffici della direzione centrale di presidenza, ufficio di segretario e ufficio stampa<\/em>&#8220;<dirigenti><\/dirigenti>. Non solo. La Provincia di Milano controlla un impero economico con 28 partecipazioni: dalle societ\u00e0 autostradali a quelle idriche e aeroportuali<sole><\/sole><nella><\/nella><ci><\/ci><l\u2019ufficio><\/l\u2019ufficio><dirigenti><\/dirigenti>.<\/p>\n<p><sole><\/sole><nella><\/nella><ci><\/ci><l\u2019ufficio><\/l\u2019ufficio><dirigenti><\/dirigenti>Certi presidenti provinciali, sia di destra che di sinistra, sia del sud che del nord, sono amanti del <strong>calcio<\/strong>. La provincia di Cagliari, del diessino Ernesto Milia, ha dato nel 2005 agli amanti rossoblu 150.000 euro; quella del Palermo, del forzista Musetto, 700.000 euro agli amanti rosanero; quella di Lecce, del diessino Pellegrino, 1.200.000 euro agli amanti giallorossi.<\/p>\n<p><sole><\/sole><nella><\/nella><ci><\/ci><l\u2019ufficio><\/l\u2019ufficio><dirigenti><\/dirigenti>Dal 2000 al 2004, secondo i dati dell\u2019Upi (Unione Province Italiane),<rielaborati><\/rielaborati> le uscite hanno subito un balzo del 66,1%. In particolare la <strong>spesa per il personale<\/strong> \u00e8 lievitata del 33,8%, a fronte di un aumento delle unit\u00e0 in organico del 20,9%. Fino a un totale di quasi 57.000 dipendenti.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/libri.rizzoli.rcslibri.it\/stella.php\" title=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/la-casta_copertina.jpg\" alt=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli (copertina)\" class=\"noborder\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pillole (amare) de \u201cLa Casta\u201d (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli). Parte 2. Quante sono le Province in Italia? Nel 1960 erano 92 per salire fino a 110 nel 2005 (la lista completa \u00e8 qui). Quali sono esattamente le competenze delle Province? Tutte cose che potrebbero tranquillamente essere affidate ai Comuni. 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