{"id":809,"date":"2007-06-04T10:20:08","date_gmt":"2007-06-04T08:20:08","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/e-pensare-che-dormivano-in-convento\/"},"modified":"2007-11-29T18:20:59","modified_gmt":"2007-11-29T16:20:59","slug":"e-pensare-che-dormivano-in-convento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/e-pensare-che-dormivano-in-convento\/","title":{"rendered":"E pensare che dormivano in convento"},"content":{"rendered":"<p><em>Pillole (amare) de &#8220;<strong>La Casta<\/strong>&#8221; (di <strong>Sergio Rizzo<\/strong> e <strong>Gian Antonio Stella<\/strong>, edizioni <a href=\"http:\/\/rcslibri.corriere.it\">Rizzoli<\/a>). Parte 1.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/libri.rizzoli.rcslibri.it\/stella.php\" title=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/06\/la-casta_copertina.gif\" alt=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli (copertina)\" class=\"noborder\" \/><\/a><\/p>\n<p>Era molto dura la vita per tutti gli italiani nel secondo dopoguerra, e anche i politici, in realt\u00e0, conducevano una vita assai pi\u00f9 sobria e avevano decisamente meno pretese. Certo, il principio che la politica era un servizio da rendere gratuitamente come prevedeva l&#8217;articolo 50 dello statuto Albertino era stato abbandonato da un pezzo. Gi\u00e0 nel 1913 i deputati si erano auto-attribuiti una modesta indennit\u00e0, ma solo a titolo di rimborso spese. Indennit\u00e0 confermata e aumentata dal regime fascista. Ancora come rimborso. L&#8217;idea che il pubblico denaro dovesse essere rispettato tuttavia, era diffusa. Con qualche punta addirittura di ascetismo morale.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Enrico De Nicola<\/strong>, eletto capo provvisorio dello stato il 28 giugno 1946, prese cos\u00ec sul serio la sua provvisoriet\u00e0 del suo ruolo che non solo non si insedi\u00f2 al Quirinale, ma nemmeno ritir\u00f2 mai il suo appannaggio di 11 milioni annui, e fece il presidente pagando di tasca sua.<\/p>\n<p><strong>Alcide De Gasperi<\/strong>, per andare in America nel 1947, si vedr\u00e0 regalare due valige da una ditta per non farlo sfigurare, e il capotto gli lo regal\u00f2 Attilio Piccioni. <strong>Pietro Nenni<\/strong> solo al momento di diventare Ministro degli Esteri compra finalmente due vestiti scuri e un cappello a falde larghe.<\/p>\n<p><strong>Angelo Raffaele Iervolino<\/strong>, padre dell&#8217;attuale sindaco di Napoli Rosetta Russo Iervolino, un avvocato antifascista e Ministro nel governo Badoglio, era uno dei democristiani pi\u00f9 in vista della Costituente. E anche sua moglie, Maria de Unterrichter, era deputata. Allora era difficile trovare un posto per abitare, le case mancavano, alla fine trovarono una soluzione che doveva essere temporanea, invece dur\u00f2 ben nove anni: lui and\u00f2 ad abitare presso i frati francescani in via delle Mura Aureliane, sua moglie Maria con la figlia Rosetta e suo fratello ospitate presso il convento delle Madri Pie di via Bonifacio VIII. Lui stavano al governo, la moglie alla camera. Eppure &#8211; c&#8217;\u00e8 da sorridere davanti alle autobl\u00f9 di oggi &#8211; i due si incontravano la mattina al capolinea del bus 64 per andare a Montecitorio.<br \/>\nNove anni dopo lasciarono i conventi e presero possesso di un appartamento di una cooperativa edilizia tra parlamentari. Nello stesso palazzo abitavano parlamentari di tutti gli schieramenti politici, da Almirante a Mancini, Sullo, Amendola, Velio e Nadia Spano, Micheli, Nenni, Leone, La Malfa, Pertini, Parri. Solo nel 1963 quando <strong>Giovanni Leone<\/strong> fu nominato presidente del consiglio, in quel palazzo istallarono una linea telefonica speciale e misero un poliziotto (uno solo) in borghese nella guardiola ventiquattr&#8217;ore  su ventiquattro.<\/p>\n<p><strong>Walter Audisio<\/strong> andava in parlamento in autobus. Aveva ammazzato lui Mussolini, o almeno cos\u00ec si diceva, ma se ne andava in giro da solo, tranquillo, senza scorta. Le classi dirigenti dell&#8217;una e dell&#8217;altra parte non si detestavano come adesso, c&#8217;era rispetto reciproco.<\/p>\n<p>Anche gli stipendi dei parlamentari di allora non erano cosi ricchi come quelli di oggi, e anche loro cercavano di risparmiare; parecchi deputati democristiani dormivano nei conventi, negli ostelli del pellegrino, dalle suore. I deputati laici no, ma quando, nei primi anni ottanta, furono inaugurati gli uffici di via Valdina, alcuni di loro si ritrovavano nell&#8217;unico bagno del piano, con asciugamano e spazzolino da denti, dopo aver passato la notte sul divano accanto alla scrivania del proprio ufficio.<\/p>\n<p>Negli anni sessanta il deputato comunista <strong>Renato Degli Esposti<\/strong>, che di professione faceva il ferroviere, andava su e gi\u00f9, facendo in modo di passare la notte sui treni.<\/p>\n<p>Certo che alla fine degli anni Cinquanta le cose vanno gi\u00e0 meglio. La busta paga di un deputato arriva al lordo, tra una cosa e l&#8217;altra, a 350.000 lire mensili. Quando un direttore generale ministeriale guadagnava 320.000 lire al mese, un tranviere romano 75.000, e un commesso della pubblica amministrazione 68.000 mensili, un quinto del parlamentare.<\/p>\n<p>Ora lo stesso commesso prende meno di un decimo dell&#8217;onorevole. Gi\u00e0 a partire dagli anni Ottanta emerge una classe politica grintosissima, spregiudicata e nuovissima, assai diversa da quella dei padri costituenti; comincia a sentirsi il diritto di prendersi lussi un tempo impensabili.<\/p>\n<p>Cominciano le mega-feste nelle acque della Costa Smeralda con venti barche attorno allo yacht dell&#8217;onorevole democristiano <strong>Pino Leccasi<\/strong>, dove si andava friggendo chili di pesciolini, olive, patate, zucchine e melanzane. A bordo, in coperta, salivano i politici, e dopo un po di tempo sull&#8217;imbarcazione del festeggiato non ci si riusciva pi\u00f9 a muovere, tanti erano gli ospiti, molti dei quali era previsto  che tornassero sui loro yacht per mangiare. A questo punto, come in una sequenza cinematografica, scattava un passavivande generale. Di mano in mano, di barca in barca, scorrevano enormi zuppiere di pasta e fagioli, orecchiette pugliesi, melanzane alla parmigiana, cannolicchi alla checca, lasagne fatte in casa ecc&#8230;<\/p>\n<p>Per non parlare delle cene faraoniche date a Capri da <strong>Francesco De Lorenzo<\/strong> con 400 invitati. Alle vacanze ad Hammamet di tutta la corte di <strong>Bettino Craxi<\/strong>, che ad ogni negozietto di cianfrusaglie si fermava. Entrava, afferrava con le mani braccialetti d&#8217;ottone, statuine di peltro, minnoli di legno, e ne faceva omaggio a tutte le signore. Pagava tirando fuori rotoli di banconote.<\/p>\n<p>Che dire del conto di 490 milioni di lire per il soggiorno di 29 mesi di <strong>Gianni De Michelis<\/strong> all&#8217;Hotel Plaza. E dello stupendo casale ristrutturato, di propriet\u00e0 del Demanio, avuto in comodato d&#8217;uso per 19 anni dall&#8217;ex democristiano, ora Forza Italia, <strong>Angelo Sanza<\/strong>: stupenda villa a due passi da piazza del Popolo, dotata, oltre che di un ascensore interno, di una sala fitness, di campo da tennis, una vasca in mosaico tardo pompeiano a forma di mezzaluna turca proprio accanto al letto, di uno sfizio hollywoodiano. Dal tunnel che porta al garage il nostro arriva sotto la piscina, guarda in alto e s&#8217;illumina vedendo nuotare nell&#8217;obl\u00f2, come una sirena, la sua compagna.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 cosa avrebbe detto il vecchio Alcide De Gasperi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/libri.rizzoli.rcslibri.it\/stella.php\" title=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/la-casta_copertina.jpg\" alt=\"Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli (copertina)\" class=\"noborder\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pillole (amare) de &#8220;La Casta&#8221; (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli). Parte 1. Era molto dura la vita per tutti gli italiani nel secondo dopoguerra, e anche i politici, in realt\u00e0, conducevano una vita assai pi\u00f9 sobria e avevano decisamente meno pretese. 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