{"id":804,"date":"2007-06-03T07:00:06","date_gmt":"2007-06-03T05:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-flora-officinale-delle-marche\/"},"modified":"2007-06-04T09:45:18","modified_gmt":"2007-06-04T07:45:18","slug":"la-flora-officinale-delle-marche","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-flora-officinale-delle-marche\/","title":{"rendered":"La flora officinale delle Marche"},"content":{"rendered":"<p>Ho tardato molto dopo aver ricevuto la pubblicazione, quasi due anni, prima di scrivere queste righe. Magari in chiusura di questa breve recensione far\u00f2 un accenno al motivo.<\/p>\n<p>\u201c<strong>La Flora officinale delle Marche<\/strong>\u201d viene pubblicata con due ponderosi volumi che arrivano, complessivamente, a mille pagine. Inseriti nella pregevole serie \u201cL\u2019uomo e l\u2019ambiente\u201d, una collana di studi sulla conservazione della natura, sull\u2019ecologia e la cultura naturalistica in generale, diretta da Franco Pedrotti.  Nel comitato editoriale troviamo scienziati d\u2019oltralpe come il francese prof. G\u00e9hu o il compianto polacco prof. Falinski, mentre per il nostro paese vi sono nomi noti e significativi come quelli di Francesco Corbetta o Franco Tassi.<\/p>\n<p>Gli Autori sono <strong>Sandro Ballelli<\/strong> e <strong>Bice Bellomaria<\/strong>, che hanno impegnato gran parte della loro vita nella ricerca scientifica presso il Dipartimento di Botanica ed Ecologia dell\u2019Universit\u00e0 di Camerino. Il prof. Franco Pedrotti firma la presentazione ricordando come in questa terra appenninica, fin dai tempi antichi, sia conosciuto e valorizzato il ruolo delle piante officinali. E\u2019 sempre lui a ricordare come illustri scienziati e ricercatori d\u2019altri tempi si occuparono di Botanica farmaceutica in quell\u2019ateneo e come il lavoro dato alle stampe da Sandro Ballelli e Bice Bellomaria si \u201cinserisca in questa antica tradizione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/06\/copertina_flora-officinale_miniatura.jpg\" title=\"\u201cLa flora officinale delle Marche\u201d - copertina\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2007\/06\/copertina_flora-officinale_miniatura.jpg\" alt=\"\u201cLa flora officinale delle Marche\u201d - copertina\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nL\u2019opera, stampata nell\u2019aprile 2005 a Camerino, si presenta riccamente illustrata con tavole a colori per le quali \u00e8 giusto annotare il contributo di diversi colleghi che hanno realizzato le fotografie (Antonietta Baldoni, Ettore Orsomando, Giacomina Fortunati, Maurizio Biancarelli, Leonardo Gubellini, Vincenzo di Martino e Giandiego Campetella).<\/p>\n<p>Il dato basilare dell\u2019opera sono le 1186 specie vegetali descritte, alcune delle quali esotiche, ma la maggior parte autoctone delle Marche. I volumi annoverano anche un glossario, una ricca bibliografia e poi un \u201cindice per patologie e rimedi\u201d, assai utile per quanti vogliano inquadrare di colpo i diversi usi conosciuti. Come sempre in questo genere di pubblicazioni appare un \u201cindice dei nomi volgari e dialettali\u201d, mentre l\u2019indice finale, quello dei nomi scientifici e dei sinonimi, \u00e8 stato purtroppo ristampato in un fascicoletto a parte (42 pagine) in quanto la corretta versione prevede il neretto per i nomi scientifici, mentre la sinonimia deve essere sempre stampata con caratteri normali, cosiddetti regular. Cos\u00ec non era avvenuto per i volumi rilegati.<\/p>\n<p>E\u2019 ovviamente impossibile entrare nel merito delle centinaia di schede che compongono l\u2019opera, ma \u00e8 opportuno evidenziare che lo schema logico con cui sono state costruite \u00e8 essenziale e di estrema chiarezza. Per questo la lettura \u00e8 aiutata anche dall\u2019uso del colore che evidenzia in verde le famiglie ed in rosso le specie. La prima parte offre indicazioni sulla nomenclatura e la tassonomia; segue poi la descrizione botanica essenziale, cenni sull\u2019habitat, la corologia, la forma biologica e la distribuzione della specie. Questa dapprima per l\u2019Italia e poi per le Marche, di cui gli Autori sono attenti e profondi conoscitori.<br \/>\nPer finire, dopo l\u2019epoca di fioritura, si giunge ad elencare le parti usate, i principi attivi, le propriet\u00e0 e l\u2019uso popolare, nonch\u00e9 alcune note ed informazioni curiose che rendono ancor pi\u00f9 stimolante la lettura. Tra parentesi troviamo qui i riferimenti bibliografici, mentre se la specie risulta pericolosa o tossica la nota viene maggiormente evidenziata dall\u2019impiego del colore rosso.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 considerato, appare al sottoscritto che l\u2019opera possa essere davvero utile anche a chi non vanta motivi professionali per lo studio e la consultazione (studenti, erboristi, farmacisti). Ho la sensazione che soprattutto gli appassionati della natura in generale ed i cultori delle infinite risorse che questa offre, possano essere tra quanti ne trarranno maggior vantaggio, sia da un uso sistematico che per una consultazione estemporanea.<br \/>\nPer questo motivo, come scrivevo all\u2019inizio, ho tardato cos\u00ec tanto a scrivere un pur breve recensione su questi due volumi, tra l\u2019altro opera di amici come Sandro Ballelli e Bice Bellomaria. Credevo che m\u2019avrebbero anticipato molti altri, pi\u00f9 tempestivi e magari anche pi\u00f9 qualificati di me. Avevo la sensazione in particolare, che almeno dalle colonne di riviste, bollettini e varie agenzie che fuoriescono, senza economia, dai \u201cpalazzi\u201d della Regione e\/o dalle altre amministrazioni pubbliche si sarebbe letto un cenno in proposito. Mi sbaglier\u00f2, ma nulla in proposito \u00e8 capitato, almeno sotto i miei occhi. Eppure leggo in questi giorni, e con grande evidenza, la notizia che viene restituito alla libert\u00e0 un gufo comune!<br \/>\nEcco il perch\u00e9 di questo cenno rafforzandolo con l\u2019augurio che l\u2019opera sia ben conosciuta e divulgata, non solo nelle Marche e non limitatamente alle ristrette cerchie degli \u201caddetti ai lavori\u201d.<\/p>\n<p>Ballelli Sandro, Bellomaria Bice<br \/>\nLa Flora officinale delle Marche<br \/>\n&#8220;L\u2019uomo e l\u2019ambiente&#8221;, 2 voll., n\u00b0 43<br \/>\nArte Lito SpA, Camerino (Mc), aprile 2005.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho tardato molto dopo aver ricevuto la pubblicazione, quasi due anni, prima di scrivere queste righe. Magari in chiusura di questa breve recensione far\u00f2 un accenno al motivo. \u201cLa Flora officinale delle Marche\u201d viene pubblicata con due ponderosi volumi che arrivano, complessivamente, a mille pagine. 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