{"id":71,"date":"2005-05-16T01:36:24","date_gmt":"2005-05-15T23:36:24","guid":{"rendered":"935966358"},"modified":"2007-09-08T10:17:40","modified_gmt":"2007-09-08T08:17:40","slug":"il_medico_della_mutua","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/il_medico_della_mutua\/","title":{"rendered":"Il medico della Mutua"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Medici, paganti e mutuati nell\u2019Italia degli anni \u201960<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nel 1964 <strong>Giuseppe D\u2019Agata<\/strong> scrisse \u201c<strong>Il Medico della Mutua<\/strong>\u201d reso famoso al grande pubblico dal film omonimo interpretato da Alberto Sordi (1968).<br \/>\nNon mi stancher\u00f2 mai di ricordare che Alberto Sordi sia stato un attore di grande spessore e dotato di una duttilit\u00e0 fuori dal comune, capace cio\u00e8 di interpretare una rosa di ruoli e personaggi che vanno dal carbonaro al marchese al buffone al medio borghese, di un\u2019Italia che la mia generazione non ha vissuto ma che ha respirato durante l\u2019infanzia e che, suo malgrado, si porta ancora dietro in una frase o in qualche gesto della vita quotidiana.<br \/>\nCome spesso accade, tuttavia, il libro riesce a dipingere meglio la figura del Dott. Guido Melli (Tersilli nella versione cinematografica) e dell\u2019Italia degli anni sessanta e settanta.<\/p>\n<p>Il Dott. Guido Melli muove i primi passi in un mondo pi\u00f9 vasto che si apre con mille possibilit\u00e0. Appena laureato &#8211; dopo anni di sacrifici e rinunce e con l\u2019aiuto della madre e di Teresa, la sua fidanza fedele, gentile, ma basso borghese &#8211; frequenta la clinica ed ha appena ricevuto la nomina come medico mutualista. Non che sia un merito perch\u00e9, come precisa il funzionario, basta farne richiesta! Il problema ora sono i mutuati, una preda che, a quanto pare, non \u00e8 facile da catturare quando si parte da zero. Ma il giovane Guido ha due armi dalla sua, un\u2019ambizione sfrenata e una madre, a cui \u00e8 legatissimo, che lo spinge e lo incita a farsi strada con ogni mezzo.<\/p>\n<p>Al bar della clinica <em>Il Sanitario<\/em> passa di rado solo per avere chiara in testa l\u2019immagine di ci\u00f2 che non vuole diventare: un medico che in attesa che i mutuati gli piovano dal cielo perde tempo tra la clinica e il biliardo coi colleghi. No, lui trover\u00e0 un modo. Per prima cosa lascia la clinica, inutile perdita di tempo, e si presenta come assistente volontario all\u2019Ospedale Valsalva, che fa parte di un Ospizio per vecchi indigenti. Qui conosce numerosi medici e impara molto pi\u00f9 che in sei anni di medicina e di clinica; impara a comportarsi da medico e ad ostentare sicurezza, che sembra essere pi\u00f9 importante di una diagnosi e di una prescrizione corretta.<\/p>\n<p>L\u2019occasione che cercava per riempire il suo studio ambulatoriale di \u201cmutuati\u201d e fare il grande salto verso il successo gli si presenta con la malattia di un collega pi\u00f9 anziano, il Dott. Bui. Questi possiede pi\u00f9 di duemila mutuati \u201cdocili e fedeli\u201d che dovrebbero essere alla sua morte spartiti tra i mutualisti del Valsalva, ma la moglie Amelia, trascurata e confusa a causa della malattia del marito, ingenuamente si presta alle lusinghe e false promesse di matrimonio di Guido. Gli eventi si susseguono veloci nelle ultime pagine: con la morte del Dott. Bui Guido si impossessa dei suoi mutuati, abbandona Teresa perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019altezza della sua posizione e chiude i conti anche con Amelia che viene consolata dall\u2019amante di sempre, Simeone. Ora egli pensa solo a sposare una donna ricca e\u2026bella, certamente, visto che ormai \u00e8 un medico affermato e con un\u2019ottima posizione e reputazione, e a farsi un\u2019amante e una nuova automobile.<\/p>\n<p>Le tinte del Dott. Melli sono pi\u00f9 grigie rispetto a quelle a colori vivi del film. Qui senza la colonna sonora allegra e l\u2019interpretazione briosa di Alberto Sordi, Guido ci appare nudo e, come un Dott. Tersilli in chiave privata, esprime tutto il suo cinismo, la sua ambizione e la sua voglia di arrivare, di farsi una posizione come medico. Dopo anni di rinunce vissuti a guardare in alto e a considerare la sua vita mediocre ora pensa che sia arrivato il suo turno ed \u00e8 disposto a tutto pur di emergere, rinunciando anche all\u2019unica cosa vera che ha, Teresa, la cui unica colpa \u00e8 di essere se stessa, un\u2019impiegata, una \u201cmutuata\u201d. Anche Amelia \u00e8 solo una pedina da sacrificare verso la strada del successo e Guido non esita a scendere in basso fino a toccare il fondo e a soffiare i mutuati del marito promessi ai suoi colleghi; sordo e insensibile ai loro insulti, riceve per\u00f2 la segreta stima di alcuni che gli invidiano i mutuati e il coraggio. La madre \u00e8 l\u2019unica persona che Guido veramente rispetta; anch\u2019ella ansiosa di uscire dalla mediocrit\u00e0 di una vita borghese, punta tutto sul figlio e lo appoggia in tutte le sue bassezze.<\/p>\n<p>Il Dott. Melli rimane un personaggio negativo, un antieroe, che vive in un mondo in cui esistono solo tre categorie di persone: i <em>medici<\/em>, una casta che deve proteggere i propri privilegi ad ogni costo in nome della libera professione, una \u201claurea in Medicina\u201d, del resto, \u201cnon \u00e8 una laurea come le altre\u201d; i <em>paganti<\/em>, cio\u00e8 la classe abbiente costituita dai non medici, che non usufruisce della mutua e che perci\u00f2 merita una visita accurata e una prescrizione fatta di molte pi\u00f9 ricette e da medicinali dai nomi strani e incomprensibili, per differenziarla dalla normale prestazione mutualistica e giustificare l\u2019ingente somma di danaro richiesta; ed infine i <em>mutuati<\/em>, disprezzati per la loro bassa posizione sociale, ma anche agognati perch\u00e9 unica fonte di ricchezza per il medico mutualista.<\/p>\n<p>Guido si aggira nelle periferie romane a piedi, o in tram e quel che vede non sono persone, ma mutuati, di buona o cattiva qualit\u00e0, disciplinati e fedeli o disposti a voltare le spalle al proprio medico curante perch\u00e9 qualcuno ha aperto un ambulatorio sotto casa loro, e naturalmente vecchi o giovani; mutuati che si possono vendere o acquistare pagandoli a seconda della loro qualit\u00e0. Proprio cos\u00ec, il medico, libero professionista, \u00e8 assoggettato alle leggi del mercato e il mutuato \u00e8 la sua fonte di guadagno. La realt\u00e0 vista dai suoi occhi ha toni grotteschi, una realt\u00e0 fatta di mutuati con il libretto in mano che bisogna convincere a venire spesso nel proprio ambulatorio (la mutua all\u2019epoca pagava il medico a seconda del numero di prestazioni mutualistiche effettuate) e alla quale bisogna diagnosticare le malattie anche se sono sani, che\u2019 altrimenti uno il dottore cosa ce l\u2019ha a fare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Medici, paganti e mutuati nell\u2019Italia degli anni \u201960 Nel 1964 Giuseppe D\u2019Agata scrisse \u201cIl Medico della Mutua\u201d reso famoso al grande pubblico dal film omonimo interpretato da Alberto Sordi (1968). 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