{"id":380,"date":"2006-08-07T03:52:48","date_gmt":"2006-08-07T01:52:48","guid":{"rendered":"1254976191"},"modified":"2007-03-08T16:24:13","modified_gmt":"2007-03-08T15:24:13","slug":"dario_paccino_un_antesignano_del_movimento_ecologico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/dario_paccino_un_antesignano_del_movimento_ecologico\/","title":{"rendered":"Dario Paccino: un antesignano del movimento ecologico"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><a class=\"imagelink\" title=\"Dario Paccino a Senigallia nei giorni del convegno: Energia, economia, ecologia (1981)\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/04_dario_1981.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"image485\" alt=\"Dario Paccino a Senigallia nei giorni del convegno: Energia, economia, ecologia (1981)\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/04_dario_1981.jpg\" \/> <\/a><\/p>\n<p>Lo scrittore <strong>Dario Paccino<\/strong>, l\u2019uomo che aveva compreso e denunciato \u201cl\u2019imbroglio ecologico\u201d, agli albori del movimento ambientalista, ci ha lasciato all\u2019et\u00e0 di ottantasei anni, il 4 giugno scorso.<!--more--><\/p>\n<p>Il primo incontro con Dario Paccino risale ai ricordi, oramai lontani, di quand\u2019ero al termine dei miei studi universitari, a Bologna, molto impegnato con il movimento dei naturalisti dell\u2019U.B.N. Si tratta di un ricordo preciso per alcuni particolari, quanto sfumato per differenti aspetti, che mi sovvengono a tratti successivi. L\u2019incontro, in quel di Bologna, fu provocato da un altro grande protagonista delle prime battaglie ecologiche (si badi bene, quando questi temi non erano affatto di moda) il professor <strong>Francesco Corbetta<\/strong>, insigne botanico e conservazionista della primissima ora.<\/p>\n<p>Dario Paccino, un vulcano di idee, uomo di vastissima cultura, mi volle subito coinvolgere nelle sue attivit\u00e0 e fui \u201cconvocato\u201d a Roma. Ci ritrovammo nei luminosi seminterrati dell\u2019Istituto Botanico dell\u2019Universit\u00e0, dove l\u2019indimenticabile professor <strong>Valerio Giacomini<\/strong>, antesignano del movimento naturalistico in Italia, offriva ospitalit\u00e0 alla segreteria della Federazione Nazionale Pro Natura ed alla redazione della rivista.<\/p>\n<p>Nella capitale giungevo di buon mattino per seguire le pratiche in materia di fauna. Trovavo sempre un mucchio di problemi da affrontare, soprattutto in quanto allora non erano poche le responsabilit\u00e0 della Federazione. La legge faceva si che avessimo rappresentanti nei \u201cComitati della Caccia\u201d di ogni provincia. Nei particolari ricordo che il biglietto ferroviario mi veniva rimborsato personalmente da Lia, l\u2019inseparabile moglie di Dario, donna di grandi capacit\u00e0, sempre molto attiva che ispirava fiducia e serenit\u00e0 a tutti.<\/p>\n<p>Restavo per ore tra le carte della segreteria e della redazione, sempre pi\u00f9 stupito dalle capacit\u00e0 di Dario. Spessissimo ero da lui coinvolto nell\u2019affrontare i pi\u00f9 disparati argomenti, in quanto Paccino aveva una acuta curiosit\u00e0 per tutto quanto potesse essere in relazione con la storia e le scienze della natura. Restare con Dario qualche ora significava essere sollecitati, interrogati su tutto lo scibile della Natura, dalla geologia alla botanica, dalla chimica all\u2019ecologia. Per di pi\u00f9 ogni tanto avvenivano per me \u201cdrammatiche\u201d incursioni nella filosofia, materia assai lontana dalla mia formazione.<\/p>\n<p>In quegli anni Paccino era stato cooptato, con grande lungimiranza, nella Pro Natura Italica, divenuta poi FEDERNATURA (Federazione Nazionale Pro Natura). Chi aveva avuto tanto fiuto era il presidente dell\u2019epoca, l\u2019indimenticabile professor Valerio Giacomini. Costui, insigne botanico, era anche uomo di profonda cultura e di grandi attenzioni sociali. Aveva perfettamente compreso l\u2019importanza di \u201ctraghettare\u201d la storica federazione di associazioni dal puro impegno di \u201cnicchia\u201d, esclusivamente naturalistico, alla pi\u00f9 ampia testimonianza sociale.<\/p>\n<p align=\"center\"><a class=\"imagelink\" title=\"L\u2019Autore durante una delle lunghe conversazioni con Dario Paccino (valle del fiume Cesano)\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/01_dario.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"image482\" alt=\"L\u2019Autore durante una delle lunghe conversazioni con Dario Paccino (valle del fiume Cesano)\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/01_dario.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Chi incontrava Dario capiva subito che l\u2019attuale giornalista, lo scrittore aveva avuto una storia di vita importante. Una storia affatto dimenticata, ma anzi affermata e resa viva dalla costanza di un impegno civile che in quel momento si traduceva nel grande sforzo sul campo dell\u2019ecologia. In particolare c\u2019era l\u2019impegno per pubblicare quel giornale che ancora oggi porta il nome di Natura e Societ\u00e0. All\u2019inizio sulla testata non c\u2019era la \u201ce\u201d della congiunzione: questo la diceva lunga sulle convinzioni del deus ex machina. Sempre lui e tutto lui.<\/p>\n<p>Uomo eclettico in grado di scrivere di getto cinque articoli in mezza giornata, anche su argomenti assai differenti tra loro, ma tutti inappuntabili. Per di pi\u00f9, a guadarci bene, anche vergati con uno stile che avrebbe potuto far supporre la mano di autori tra loro assai differenti. Una capacit\u00e0 questa di Dario che appariva, specie a noi giovani di \u201cprimo pelo\u201d, una dote mostruosa, sovrannaturale. Cos\u00ec come fu decisiva la sua analisi in un momento di crisi, quando una multinazionale petrolifera ci propose un accordo per un certo documentario. Grida disperate all\u2019interno degli organi direttivi, poi superate con una decisione molto laica, voluta da Dario che pur era in sintonia con idee dei movimenti di sinistra, i pi\u00f9 rivoluzionari. Accettammo valutando i contenuti e fu una scelta ineccepibile.<\/p>\n<p>Per meglio descrivere e ricordare il professionista vorrei rievocare un altro ricordo tra i tanti che mi sovvengono: Dario lavor\u00f2 diversi anni alla redazione di RAI Tre. Era lui che curava la rubrica \u201cOggi nel mondo\u201d, la parte pi\u00f9 significativa di approfondimento del giornale radio che spaziava sui fatti di attualit\u00e0 della politica internazionale. Questa rubrica andava in onda alle 20,45 e richiedeva, da parte dell\u2019autore, una ricognizione completa di quanto era accaduto fino a quel momento, nelle 24 ore precedenti, fosse anche nell\u2019angolo pi\u00f9 sperduto della terra. Dario mi raccontava che talvolta, un\u2019ora prima del radiogiornale non aveva scritto una sola parola. Poi, in \u201czona Cesarini\u201d, si metteva alla tastiera e gi\u00f9, senza alzare mai gli occhi, sfornava tre cartelle, di getto. Il prodotto era un panorama completo dei fatti del mondo, non solo ineccepibile nei contenuti, ma che non aveva nemmeno bisogno di essere rivisitato per gli aspetti formali. Procedimento che d\u2019altronde sarebbe stato impossibile in un\u2019epoca in cui non esisteva il computer.<\/p>\n<p>A proposito dell\u2019innovazione portata dall\u2019informatica voglio narrare del primo contatto di Dario con la nuova tecnologia: il computer. Fu stupefacente per me, per gli amici presenti in quel momento, farlo sedere di fronte al monitor, dove lui si posizionava senza disagi. Questo \u201cprimo incontro\u201d avvenne nel mio ufficio, al tempo del primo computer in dotazione. Come sempre Dario chiedeva, voleva conoscere, appariva molto incuriosito dalla novit\u00e0 tanto magnificata. Assieme ad altri amici, dopo avergli spiegato quante potenzialit\u00e0 erano racchiuse in quel marchingegno, con calma sedette alla tastiera, quasi come se fosse la sua abituale Olivetti. Gli raccomandammo soltanto di scrivere, senza altre preoccupazioni: \u201dDario, batti quanto vuoi, sempre di seguito, senza andare mai a capo!\u201d Lo lasciammo tutto solo nella stanza, al lavoro per una mezz\u2019oretta. Al rientro, salvato il file, stampammo il pezzo che era un testo frutto di riflessioni estemporanee, ma al contempo un articolo magistrale, di oltre tre cartelle. Come tutti i suoi scritti, non manifestava dubbi o incertezze. Quindi uno scritto da leggere e meditare, magari anche da rileggere poi con calma per approfondirne i contenuti.<\/p>\n<p>Dario Paccino, giornalista professionista fin dagli anni \u201940, aveva lavorato in diverse redazioni, cumulando molte esperienze. E\u2019 stato dappertutto e sempre un \u201ccervello pensante\u201d, un filosofo sottile, uno storico attento. La sua scrittura \u00e8 molto articolata, capace di affrontare anche le materie pi\u00f9 controverse con profondit\u00e0 e rigore. Di lui posso ricordare che non \u00e8 stato solo uomo di vastissima cultura, ma anche un amico dal carattere dolcissimo, capace di sognare e di farti sognare. Nello stesso tempo era una roccia, con quella sua voglia caparbia e pronta a testimoniare.<\/p>\n<p>Anche se non lo raccontava, sapevamo che aveva vissuto a Torino l\u2019esperienza decisiva della Resistenza, nelle Brigate Matteotti. In quegli anni aveva lavorato nella redazione clandestina dell\u2019Avanti. Con le \u201cEdizioni Avanti\u201d pubblic\u00f2 poi il suo primo, famosissimo (ed ora introvabile) libro \u201c<em><strong>Arrivano i nostri<\/strong><\/em>\u201d: la storia del genocidio degli indiani d\u2019America. Un libro di cui torna a far cenno quarant\u2019anni dopo, quando uscir\u00e0 per i tipi dell\u2019Editrice Datanews di Roma il volume \u201c<em><strong>Gli Invendibili<\/strong><\/em>\u201d. Questo \u00e8 un dialogo a tre voci di racconti delle esperienze comuni di vita, ricco di interrogativi per i quali sembra non esistere la soluzione.<\/p>\n<p>Dario, la cui immagine non pu\u00f2 mai disgiungersi dalla moglie Lia, aveva una grande flessibilit\u00e0 ed una eccezionale capacit\u00e0 di immedesimarsi nei problemi pi\u00f9 disparati. Ci\u00f2 anche quando a lui lontani per tradizione e per cultura, e lo dimostr\u00f2 riuscendo pienamente in un intento difficilissimo. Pubblic\u00f2 infatti, nel 1969, per \u201cL\u2019editrice dell\u2019Automobile\u201d, un manuale per i campeggiatori dal titolo: \u201c<em><strong>Come Campeggiare<\/strong><\/em>\u201d. Si, lui che non era molto adatto nemmeno per farsi un caff\u00e8 o per cuocere un uovo! Riusc\u00ec a scrivere, con competenza, un ottimo testo divulgativo su una materia, su un modo di vita che lui stesso non avrebbe mai praticato. Cento pagine utili e piacevoli, con una graziosa ed onesta premessa: \u201d<em>l\u2019autore di questo libro non \u00e8 nato con la vocazione del campeggio ed ha trascorso gran parte della propria vita ignorando tutto del campeggio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\"><a class=\"imagelink\" title=\"1985: Dario e la moglie Lia ai piedi della grande quercia del Brugnetto, nella valle del Misa. A sinistra, l\u2019Autore con la moglie ed il figlio.\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/02_dario_con_noi.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"image483\" alt=\"1985: Dario e la moglie Lia ai piedi della grande quercia del Brugnetto, nella valle del Misa. A sinistra, l\u2019Autore con la moglie ed il figlio.\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/02_dario_con_noi.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono poi opera di Paccino tre libri di scienze per le scuole medie, scritti con uno straordinario collega, un pedagogo di grande fama, <strong>Mario Lodi<\/strong>, nel 1966, pubblicati da Calderini. Ancora debbo far cenno alla grande produzione sul fronte dei libri sull\u2019ambiente: \u201c<em><strong>Domani il diluvio<\/strong><\/em>\u201d edito da Calderini, a Bologna, nel 1970. Poi il pi\u00f9 noto di tutti, \u201c<em><strong>L\u2019imbroglio Ecologico<\/strong><\/em>\u201d che fu pubblicato da Einaudi nel 1972. Questo volume ha avuto una significativa diffusione soprattutto quale denuncia del contenuto ideologico dell\u2019ecologia. Venne pubblicato nella \u201cCollana del Nuovo Politecnico\u201d, e voglio ricordare la prima pagina, con una \u201cavvertenza\u201d divenuta poi famosissima e ripresa in tante occasioni. \u00ab<em>Questo libro \u00e8 dedicato a coloro che per guadagnarsi il pane devono vivere in habitat che nessun ecologo accetterebbe per gli orsi del Parco nazionale d\u2019Abruzzo e gli stambecchi del Parco nazionale Gran Paradiso: gli operai di fabbriche e cantieri.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Quattro anni dopo, nel 1976, sempre nella medesima prestigiosa collana venne dato alle stampe \u201c<em><strong>L\u2019ombra di Confucio<\/strong><\/em>\u201d. Questo volume \u00e8 molto complesso in quanto aiuta a calarsi nella realt\u00e0 della Cina di quegli anni, realt\u00e0 misconosciuta e quanto mai articolata. Sono certo che se l\u2019autore dovesse riscrivere oggi, dopo un altro viaggio nella realt\u00e0 di questo paese cosi tumultuosamente trasformatasi, troverebbe di certo parole e pensieri per una severa requisitoria contro quelli che allora erano un po\u2019 i miti del tempo e le speranze dei giovani. Questo libro venne alla luce in un momento di grande dolore, come si apprende dalla pagina iniziale dove \u00e8 citato suo figlio, \u201cSirio, ferito dai fascisti perch\u00e9 militante antifascista\u201d. In un cenno si evidenzia, anche l\u2019odissea per la lunga riabilitazione per cui Dario tanto si impegn\u00f2.<\/p>\n<p>Venne il 1977: l\u2019anno de \u201c<em><strong>Il diario di un provocatore<\/strong><\/em>\u201d. Tema collegato alla guerra atomica ed alla bomba ai neutroni, allora di grande attualit\u00e0. Tra le idee eccezionali, appare gi\u00e0 \u2013 si badi bene per quei tempi \u2013 lo stesso nome della collana: \u201cI libri del no\u201d, in quanto Dario diceva che di \u201clibri del Si\u201d, \u00ab<em>ne \u00e8 piena la terra<\/em>\u00bb. Da questo libro fu tratto poi un film, nel 1979, \u201c<em>L\u2019uomo della guerra possibile<\/em>\u201d, opera di Romeo Costantini, pellicola che fu segnalata al Festival di Venezia. La produzione per\u00f2 lo tenne nel cassetto per oltre cinque anni, fino al 1986. Successivamente, dopo una breve e non remunerativa distribuzione regionale, scomparve dalla circolazione. Oggi \u00e8 introvabile.<\/p>\n<p>Sempre per \u201cI libri del No\u201d usc\u00ec a Roma, nel 1978, \u201c<em><strong>La teppa all\u2019assalto del cielo<\/strong><\/em>\u201d, di cui Paccino aveva scritto il saggio introduttivo \u201c<em>Una storia per la liberazione<\/em>\u201d che espone le vicende pi\u00f9 forti e significative della \u201ccomune di Parigi\u201d. Mentre venne edito da \u201cLa Salamandra\u201d, a Milano 1979, un nuovo lavoro \u201c<em><strong>La trappola della scienza<\/strong><\/em>\u201d. Un libro questo che assest\u00f2 un duro colpo al mito della sicurezza delle centrali nucleari. Infatti vi troviamo una articolata riflessione a proposito di un incidente (Harrisburg) che, non avendo provocato \u201cnessuna vittima immediata\u201d, consente di segnalare, denunciare le ombre che si proiettano sul futuro dell\u2019umanit\u00e0. Dario scrive in sintonia con il pensiero di Andr\u00e9 Gorz, il filosofo francese cresciuto alla scuola di Sartre, che tanto fece presa sulla nostra generazione. Una citazione molto importante evidenzia come \u201c<em>una corretta gestione ambientale non \u00e8 compatibile n\u00e9 con il capitalismo, n\u00e9 con il socialismo orientale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Paccino pubblic\u00f2 poi con l\u2019Editore Antonio Pellicani nel 1990 (Antonio, divenuto un grande amico, \u00e8 purtroppo anche lui scomparso) un testo di grande attualit\u00e0: \u201c<em><strong>I colonnelli verdi e la fine della storia<\/strong><\/em>\u201d. Sul risguardo di copertina di questo volume conservo un carissimo ricordo che voglio citare. In quegli anni, anche per me di durissimo scontro politico, Dario vergava una nota su fatti di cui aveva ottima conoscenza. \u00ab<em>Con tanto affetto, caro Gianluigi, e con l\u2019auspicio che questo libro possa giovarti per la tua difesa e nell\u2019interesse di tutti noi<\/em>\u00bb. Infatti era stato testimone dei camaleontismi di tantissimi soggetti che all\u2019epoca avevano cavalcato la tigre ecologista. Addirittura ne aveva bollati alcuni, all\u2019inizio degli anni \u201980, al Convegno \u201c<em>Energia, Economia. Ecologia<\/em>\u201d con due sole micidiali parole: \u00ab<em>culi di pietra<\/em>\u00bb. Le sue per\u00f2 non erano idee dell\u2019ultima ora; trovo traccia nella corrispondenza del tempo, ben due anni prima (novembre del 1988) e riporto soltanto queste durissime parole premonitrici, sempre indirizzate ai soliti voltagabbana: \u00ab<em>quei miserandi esseri che conobbi a Senigallia, fieri come leoni nello scagliarsi contro i politicanti, ed ora pi\u00f9 politicanti dell\u2019ultimo politicante<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Dario negli anni \u201880 trascorre molti mesi dell\u2019anno in Toscana, nel suo rifugio agreste di Montepulciano. Quanti ricordi anche per me nelle saltuarie visite a Montepulciano, di questo straordinario contatto con la natura con la quale Paccino aveva un rapporto di amore intenso e di sogno costante. La terra di Calamandrei, dove c\u2019\u00e8 quella indimenticabile lapide (\u201c<em>Lo avrai<\/em>\/ <em>camerata Kesserlig<\/em>\/ <em>il monumento che pretendi da noi italiani<\/em>\/\u2026\u201d) a soli due passi dalla bella casa, recuperata con buon gusto, scelta dopo aver soppesato, non immaginate con quanti approfonditi ragionamenti, anche una soluzione vicina a me, qui sulle dolci colline delle Marche. Pubblica poi, infaticabile, sempre con Pellicani nel 1992, \u201c<em><strong>La guerra chiamata pace<\/strong><\/em>\u201d. Come dice lui stesso \u201cun libro dedicato al diavolo\u201d per via di quel mondo capovolto che condanna i pi\u00f9 all\u2019inferno.<\/p>\n<p align=\"center\"><a class=\"imagelink\" title=\"Dario Paccino durante una escursione naturalistica nelle Marche (1975)\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/03_dario_1985.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"image484\" alt=\"Dario Paccino durante una escursione naturalistica nelle Marche (1975)\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/03_dario_1985.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con la BIM (biblioteca per invendibili e malvenduti), microscopica editrice sorta con la preziosa collaborazione di un amico e compagno di Varese, <strong>Gianmarco Martignioni<\/strong>, escono tre volumi che hanno avuto un\u2019ottima diffusione: \u201c<em><strong>Manuale di autodifesa linguistica<\/strong><\/em>\u201d, \u201c<strong><em>Il libero schiavo di Maastricht<\/em><\/strong>\u201d, \u201c<em><strong>L\u2019ultima volta<\/strong><\/em>\u201d. Per il Centro di Documentazione di Pistoia: \u201c<em><strong>Il padrone l\u2019apocalisse<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E dal 1979 al 1985 la pubblicazione di Rossovivo. Rossovivo era stata una rivista concepita da Dario Paccino nei primi anni settanta che per\u00f2 aveva conosciuto la sua notoriet\u00e0 con la \u201cnuova serie\u201d (edita tra il 1979 e il 1985) grazie all\u2019apporto del Comitato Politico Enel. La nuova serie di Rossovivo, di cui Dario firm\u00f2 tutti gli editoriali, dette un contributo fondamentale alle lotte antinucleari e contro \u201cl\u2019energia padrona\u201d (cos\u00ec si intitolava il primo numero) fino all\u2019esito vittorioso del referendum del 1987.<\/p>\n<p>Posso solo aggiungere a questa lunga carrellata che Dario Paccino \u00e8 stato il primo scrittore in Italia a comprendere come l\u2019ambientalismo fosse davvero una ipotesi rivoluzionaria. Avendo speso tanti anni e tante energie per far conoscere queste idee, non ha mai perso per\u00f2, nella seconda e lunga fase, la capacit\u00e0 di un\u2019analisi severa. Ci\u00f2 anche quando i movimenti originari sono stati praticamente assimilati dalle istituzioni, sono entrati nel \u201cpalazzo\u201d, ed hanno indossato, praticamente tutti, la divisa dei \u201cfigli della lupa\u201d. Costoro hanno purtroppo perso, molto in fretta, lo spirito originario di ricerca della giustizia e della verit\u00e0, legandosi al carro degli opportunismi e del quieto vivere. Fatti questi che non sono mai stati assimilati, accettati, considerati come ineludibili dalla lucida e generosa intelligenza che noi tutti ricordiamo.<\/p>\n<p align=\"right\"><em><strong>Gianluigi Mazzufferi<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"left\">[Estratto da &#8220;<em>Natura e Montagna<\/em>&#8220;, anno VII, n.1 &#8211; gennaio\/giugno 2006, Patron editore]<\/p>\n<p align=\"center\"><a class=\"imagelink\" title=\"Dario Paccino a Senigallia nei giorni del convegno: Energia, economia, ecologia (1981)\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/04_dario_1981.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"image485\" alt=\"Dario Paccino a Senigallia nei giorni del convegno: Energia, economia, ecologia (1981)\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/04_dario_1981.jpg\" \/> <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore Dario Paccino, l\u2019uomo che aveva compreso e denunciato \u201cl\u2019imbroglio ecologico\u201d, agli albori del movimento ambientalista, ci ha lasciato all\u2019et\u00e0 di ottantasei anni, il 4 giugno scorso.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[40,554],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/380"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=380"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/380\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}