{"id":3305,"date":"2011-01-07T14:21:03","date_gmt":"2011-01-07T12:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=3305"},"modified":"2011-01-07T15:54:15","modified_gmt":"2011-01-07T13:54:15","slug":"riformare-la-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/riformare-la-giustizia\/","title":{"rendered":"Riformare la giustizia?"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni i principali giornali nazionali e anche qualche telegiornale parlano di una possibile paralisi della giustizia italiana: sembra una storia non nuova e, infatti, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Si tratta dell&#8217;ennesima decisione sbagliata che, come unico risultato, render\u00e0 la vita nei Tribunali italiani ancor pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Riassumo, in breve, la situazione che si sta verificando: all&#8217;interno dei vari uffici giudiziari vengono utilizzati diversi applicativi per i quali, ovviamente, sono necessarie assistenza tecnica e manutenzioni; il Ministero della Giustizia a causa dei tagli economici ha, di fatto, bloccato i contratti con le aziende incaricate di assicurare tale servizio.<!--more--><\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare una questione da poco ma, se la situazione persiste, si pu\u00f2 arrivare ad un blocco degli applicativi stessi ed all&#8217;impossibilit\u00e0 del loro utilizzo: in sostanza si pu\u00f2 arrivare alla situazione, paradossale, in cui il personale dei Tribunali italiani (magistrati, cancellieri, ufficiali giudiziari e altri) sar\u00e0 quasi\u00a0totalmente\u00a0impossibilitato a lavorare.<br \/>\nVolendo prescindere, ora, da qualsiasi valutazione sull&#8217;effettiva utilit\u00e0 ed efficienza del sistema cos\u00ec come attualmente congegnato, appare tuttavia inevitabile una riflessione sui generis, sulla ratio, che, almeno in teoria, sta guidando l&#8217;evoluzione del sistema giudiziario italiano.<br \/>\nE&#8217; in atto, infatti, un tentativo di progressiva informatizzazione degli uffici giudiziari che, come \u00e8 intuibile pensare, dovrebbe ridurre il carico di lavoro dei Tribunali e velocizzare i tempi della giustizia.<br \/>\nL&#8217;obiettivo della giustizia civile \u00e8, ad oggi, il cosiddetto &#8220;Processo Telematico&#8221; (PCT): una scelta assolutamente condivisibile e razionale vista l&#8217;arretratezza dei mezzi ancor oggi utilizzati.<br \/>\nEbbene, se questo \u00e8 il fine, come si pu\u00f2 pensare di bloccare chi, col proprio lavoro, accompagna i lavoratori italiani della giustizia verso questo obiettivo altrimenti irraggiungibile?<br \/>\nIllogicit\u00e0 tipicamente italiane.<br \/>\nA queste considerazioni taluno potrebbe obiettare che, in tempi di &#8220;vacche magre&#8221; come questi qualche taglio, anche consistente, \u00e8 indispensabile.<br \/>\nUna simile obiezione non pu\u00f2 che trovarmi concorde: sono molti, troppi i settori della pubblica amministrazione italiana pieni di sprechi ed inefficienze sui quali tagliare non si pu\u00f2, si deve!<br \/>\nIl problema, allora, \u00e8 uno solo: individuare esattamente dove tagliare.<br \/>\nPer non rendere il discorso eccessivamente astratto, col rischio di scadere in quella critica aprioristica che tanto va di moda oggigiorno, cito un esempio per tutti.<br \/>\nLo Stato italiano \u00e8 tristemente conosciuto in Europa (non solo ma anche) per le condanne che riceve; in particolare, la lungaggine dei tempi processuali \u00e8 stata causa di moltissime condanne dell&#8217;Italia pronunciate dalla Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo perch\u00e8, a detta della Corte, far attendere i cittadini tempi eccessivamente lunghi per ricevere una pronuncia che hanno il diritto di ottenere significa ledere un diritto fondamentale degli stessi.<br \/>\nSi fosse trattato di qualche caso isolato, problemi particolari non si sarebbero posti ma, come \u00e8 facile pensare, scoperta questa possibilit\u00e0 di ottenere un risarcimento la Corte europea \u00e8 stata &#8220;invasa&#8221; di ricorsi presentati contro lo Stato italiano.<br \/>\nPer &#8220;porre rimedio&#8221; a questa situazione, anche sulla base delle sollecitazioni arrivateci dall&#8217;Europa, il legislatore interno ha partorito un provedimento noto col nome di &#8220;Legge Pinto&#8221; (legge 24 marzo 2001, n. 89).<br \/>\nLa legge del 2001 prevede che, in caso di durata &#8220;irragionevole&#8221; di un processo di qualsiasi natura (civile, penale o amministrativo) non sia pi\u00f9 necessario ricorrere alla Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo per ottenere un risarcimento, potendo lo stesso essere ottenuto tramire un ricorso interno, esperibile davanti alla Corte d&#8217;Appello.<br \/>\nIl provvedimento ha dato qualche frutto sperato?<br \/>\nPi\u00f9 o meno, questa soluzione equivale a gettare delle garze su una ferita aperta che, invece, andrebbe suturata.<br \/>\nUna soluzione &#8220;tampone&#8221; per evitare di intasare la Corte europea.<br \/>\nNon solo si tratta di una non soluzione, ma si \u00e8 di fatto oberato il sistema di un carico di lavoro ulteriore.<br \/>\nA questo punto sembra gi\u00e0 possibile capire quanti nodi vadano risolti ma, purtroppo per noi, le genialit\u00e0 italiche non finiscono qui.<br \/>\nQuando lo Stato italiano viene condannato dalle varie Corti d&#8217;Appello a risarcire i cittadini per la durata eccessiva dei loro processi (una cifra che, solitamente, si aggira su qualche migliaia di euro, variabile in base al tempo atteso), cos\u00ec come avviene all&#8217;esito di ogni processo che si chiude con una condanna al pagamento di una somma, lo stesso, essendo risultato soccombente, dovrebbe pagare.<br \/>\nNegli altri processi pu\u00f2 capitare che, tuttavia, la parte non vittoriosa non adempia spontaneamente: a questo punto si rende necessario procedere all&#8217;esecuzione forzata per ottenere quanto deciso in sede di condanna.<br \/>\nOgni fase processuale, e quella dell&#8217;esecuzione \u00e8 una fase successiva alla condanna, segue una sua procedura e, pertanto, ha un suo costo: spese processuali, onorari degli avvocati, ecc.<br \/>\nLo Stato italiano, quando viene condannato a risarcire i cittadini, ben pensa di non pagare immediatamente, rendendo cos\u00ec necessaria la fase dell&#8217;esecuzione.<br \/>\nTradotto in termini pratici ed economici, questo significa che la cifra che sar\u00e0 tenuto a pagare aumenter\u00e0, in maniera non certo irrilevante e, dal canto loro, i cittadini dovranno attendere ancor pi\u00f9 tempo per ottenere il risarcimento.<br \/>\nGli unici che, credo, gioiscano di questa situazione sono gli avvocati, i quali\u00a0si vedono costretti a procedere ad una nuova fase processuale e, pertanto, ad ottenere compensi maggiori.<br \/>\nAppare evidente, allora, che per come congegnato, anche all&#8217;interno di questo assurdo sistema di risarcimenti vi sono ampi margini di risparmio: caro Stato italiano, se devi pagare per la tua inefficienza almeno fallo subito!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni i principali giornali nazionali e anche qualche telegiornale parlano di una possibile paralisi della giustizia italiana: sembra una storia non nuova e, infatti, non lo \u00e8. Si tratta dell&#8217;ennesima decisione sbagliata che, come unico risultato, render\u00e0 la vita nei Tribunali italiani ancor pi\u00f9 difficile. Riassumo, in breve, la situazione che si sta &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/riformare-la-giustizia\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Riformare la giustizia?&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[439,1417],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3305"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3305"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3313,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3305\/revisions\/3313"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}