{"id":301,"date":"2006-04-05T08:25:47","date_gmt":"2006-04-05T06:25:47","guid":{"rendered":"1032442084"},"modified":"2007-12-25T21:58:35","modified_gmt":"2007-12-25T20:58:35","slug":"intervista_a_leonardi_badioli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/intervista_a_leonardi_badioli\/","title":{"rendered":"Intervista a Leonardo Badioli"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/badioli_leonardo.jpg\" class=\"imagelink\" title=\"Leonardo Badioli\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/badioli_leonardo.jpg\" id=\"image532\" alt=\"Leonardo Badioli\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Leonardo Badioli<\/strong> presenter\u00e0 \u201c<em>Il dito del Diavolo&#8221;<\/em> il prossimo <strong>venerd\u00ec 7 aprile<\/strong> nell\u2019ambito di <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scripta_volant\" title=\"Presentazione di Scripta Volant\"><em>Scripta Volant<\/em><\/a>, la rassegna di \u201cincontri con l\u2019autore\u201d organizzata dal <em>Centro Sociale Saline<\/em> e da <em>Popinga<\/em>. Lo abbiamo intervistato.<\/p>\n<p><!--more--><strong>(domanda) Leonardo, avevi motivi fondati, o quanto meno una valida giustificazione, per scrivere questo librone?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n(risposta) \u201cNon avevo niente da fare\u201d, risponderebbe Luigi Tenco, intendendo con questo sprezzamento una motivazione formidabile. Non solo per il fatto di essere senigalliese. Per questa singolarit\u00e0 italiana di avere una storia tanto piena: \u00e8 la nostra biodiversit\u00e0 nel mondo. La storia da noi \u00e8 come l\u2019erba trista, la trovi dappertutto e non ci fai neanche caso. Non la riconosciamo. Anch\u2019io quando ho cominciato sapevo poche cose a proposito del Valentino tanto da pensare che trenta pagine e due settimane sarebbero bastate&#8230;<\/p>\n<p><strong>D. Invece?<\/strong><\/p>\n<p>R. Invece ci ho messo tre anni lavorando quasi tutti i giorni.<\/p>\n<p><strong>D. Ma Tenco parlava d\u2019amore. Come si fa a innamorarsi del Valentino? Quale simpatia pu\u00f2 suscitare un simile personaggio, e quale attualit\u00e0 pu\u00f2 avere il modello politico di Machiavelli?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Il Valentino indubbiamente emana un fascino nero e perverso, e questo fatto di essere odioso lo segnala particolarmente alla memoria (per quanto Marinella Bonvini Mazzanti mi disse che s\u00ec, era cattivo, ma mai quanto le multinazionali). Machiavelli \u00e8 simpatico perch\u00e9 pur essendo serissimo nelle sue cose, era anche un divertente mattacchione. Attualit\u00e0 purtroppo ce l\u2019ha. Quanto pi\u00f9 esecriamo il suo pensiero, tanto pi\u00f9 siamo costretti a dargli ragione. Il giorno in cui non avremo pi\u00f9 bisogno di Machiavelli potremo anche permetterci di dimenticarlo. E sar\u00e0 un gran giorno: ma ci arriveremo mai?<\/p>\n<p><strong>D. E cosa hai potuto aggiungere a quello che gi\u00e0 si sapeva?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Come storico non so. Sulla strage di Senigallia, \u201cil bellissimo inganno\u201d per chiamarla in modo letterario, non mancavano le informazioni: bisognava per\u00f2 raccoglierle e metterle insieme; poi c\u2019\u00e8 il fatto che, in una certa misura, \u00e8 chi racconta che fa la storia, e decide per esempio cosa ne fa parte e cosa no. Nella storia come la racconto io, c\u2019entra davvero parlare di Luca Signorelli e degli affreschi di San Brizio? Chi la legge si accorger\u00e0 che il collegamento tiene. Ma questa \u00e8 una faccenda che riguarda pi\u00f9 che altro riguarda il narratore.<\/p>\n<p><strong>D. Volevo evitare la domanda, ma dal momento che mi inviti, allora dimmelo: storia o romanzo?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Ti rispondo con un esempio. Una volta sono andato alla presentazione di un bel libro di Tommaso di Carpegna Falconieri, \u201cL\u2019uomo che si credeva il re di Francia\u201d, a Pesaro. Ho chiesto all\u2019autore: quanto sarebbe stato diverso questo libro, che pure \u00e8 perfettamente documentato, se l\u2019avesse scritto un altro? Perch\u00e9 la verit\u00e0 non sta soltanto nella documentazione. Importante \u00e8 smascherarla. Importante \u00e8 anche il modo in cui costruisci una storia e la trasformi in racconto.<\/p>\n<p><strong>D. E lui cos\u2019ha detto?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Ha detto: \u201cQuesta domanda mi fa pensare a uno che scriveva una storia&#8230; \u201d Ma io sapevo gi\u00e0 che \u201cIl Diavolo\u201d rischiava di non piacere agli storici perch\u00e9 lo trovavano troppo letterario e ai letterati perch\u00e9 lo trovavano scarso di invenzione.<\/p>\n<p><strong>D. Ci sono modelli che sfuggono a questa polarit\u00e0?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Direi di s\u00ec. Se dovessi indicarne uno, col dovuto rispetto delle proporzioni, sceglierei quello manzoniano della Colonna Infame. Per\u00f2 questo Dito del Diavolo ha una particolarit\u00e0: che si avvale di molte fonti come materiale di costruzione del racconto. Ho potuto ricostruire dialoghi autentici, e li ho lasciati nella lingua del primo cinquecento perch\u00e9 traducendoli in linguaggio odierno avrebbero perso quasi tutto il sapore. Non conosco molti esempi del genere.<\/p>\n<p><strong>D. A un anno dalla pubblicazione hai gi\u00e0 raccolto commenti?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. S\u00ec. Qualcuno l\u2019ha trovato \u201cilleggibile\u201d. Quelli che l\u2019hanno letto lo hanno trovato \u201cbellissimo\u201d. Posso dire che preferisco i secondi?<\/p>\n<p><strong>D. Troppo intellettuale?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Dio ne liberi e scampi! Non c\u2019\u00e8 altra maniera di rendersi antipatico che fare il saccente. Il libro \u00e8 scritto in italiano; vorrei dire: in buon italiano. Tutto qui. Oggi tutti sanno leggere e scrivere. Pi\u00f9 o meno. Per\u00f2 mi \u00e8 rimasto impresso un pensiero di Giuseppe Pontiggia: \u201cLa letteratura \u00e8 tante cose, ma direi che \u00e8 sempre critica del linguaggio, perch\u00e9 recupera il senso delle parole, la potenza della lingua\u201d. Credo che questa intenzione non manchi nel \u201cDito del Diavolo\u201d. Certo non \u00e8 \u201cIl Codice da Vinci\u201d, sul quale alcuni mi chiedono un\u2019opinione a causa di una coincidente presenza leonardesca. Il thriller di Dan Brown \u00e8 congegnato perch\u00e9 il lettore si mangi le pagine. Leggendolo, se pure la traduzione gli rende merito, non impariamo assolutamente niente sul linguaggio; e forse un linguaggio pi\u00f9 critico rallenterebbe la foga di passare oltre. Il Diavolo invece \u00e8 come un ciambellone: si mangia a fettine, non tutto in una volta. E\u2019 quello che si chiama \u201critmo\u201d. Un ritmo controllato.<\/p>\n<p><strong>D. Il Dito del Diavolo \u00e8 un libro autoprodotto. Che diffusione pu\u00f2 avere un libro costruito in questo modo?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Una delle differenze, se vogliamo restare sull\u2019improponibile, sta nel fatto che Dan Brown pu\u00f2 avere venduto cinque milioni di copie e io solo cinquecento. Questo \u00e8 dovuto al fatto che il \u201cDiavolo\u201d \u00e8 un libro artigianale, costruito da me con due amici, il grafico Franco Fileri e l\u2019illustratore Andrea Mattiussi. Con loro si pu\u00f2 fare un libro con caratteristiche differenti da quelle dell\u2019industria. Del resto, se esiste un\u2019industria culturale perch\u00e9 non dovrebbe esistere un artigianato culturale? E poi chi \u00e8 meglio: Guzzini o la bravissima vasaia Aldina Olivi? Paragoni come questi non si pongono. Come lei, noi tre siamo artigiani. Siamo scontrosi e non andiamo alla televisione. E viviamo bene lo stesso. Belli fuori e puliti dentro.<\/p>\n<p><strong>D. Consigli da dare a un giovane senigalliese?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Solo se me li chiede. Piuttosto ne ho io da chiedere: io vivo il presente in modo meno diretto del loro. Ma loro devono, complessivamente, saperne pi\u00f9 di me. Coscienza generativa e trasformazionale. Se non fosse cos\u00ec saremmo rovinati.<\/p>\n<p><strong>D. Altri libri?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nR. Il tempo in cui si scrive \u00e8 solitudine, ma viene compensato dal messaggio che si riesce a consegnare: e uno scritto, pur stampato, \u00e8 come una lettera personale, specialmente per chi ti conosce. Ho tre titoli in mente e due manoscritti nel cassetto. E tutto il tempo che spetta a un sessantenne.<\/p>\n<p><strong>D. Buon lavoro, allora.<\/strong><\/p>\n<p>R. Grazie.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Nell&#8217;ambito degli appuntamenti di <strong><em>Scripta Volant<\/em><\/strong>, Leonardo Badioli presenter\u00e0 il suo libro il prossimo <strong>venerd\u00ec 7 aprile <\/strong>presso i locali del <strong>Centro Sociale Saline<\/strong>, a Senigallia, in <strong>via dei Gerani 8<\/strong>, con inizio alle <strong>ore 21.15<\/strong>. <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scripta_volant\" title=\"Presentazione di Scripta Volant\">Qui<\/a> trovate altre informazioni sulla rassegna <em>Scripta Volant<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leonardo Badioli presenter\u00e0 \u201cIl dito del Diavolo&#8221; il prossimo venerd\u00ec 7 aprile nell\u2019ambito di Scripta Volant, la rassegna di \u201cincontri con l\u2019autore\u201d organizzata dal Centro Sociale Saline e da Popinga. 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