{"id":2703,"date":"2010-04-30T09:14:16","date_gmt":"2010-04-30T07:14:16","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=2703"},"modified":"2010-04-30T09:14:16","modified_gmt":"2010-04-30T07:14:16","slug":"formati-e-standard-aperti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/formati-e-standard-aperti\/","title":{"rendered":"Formati e standard aperti"},"content":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito informatico, un <strong>formato documentale<\/strong> \u00e8 un insieme di specifiche che definiscono il modo in cui le informazioni contenute in un documento digitale (file) vengono immagazzinate su un supporto di memorizzazione (ad es. un hard disk, o una chiavetta USB).<br \/>\nEsempi di formati documentali includono il formato PDF, il formato HTML (usato per le pagine web), il formato MP3 (usato per i file audio), e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante la scelta di un formato documentale piuttosto che di un altro\u00a0? Perch\u00e9 chi riceve un file in un dato formato necessita di disporre di un software in grado di leggerlo correttamente, e non tutti i software sono in grado di decifrare tutti i formati; questo perch\u00e9 alcuni <strong>formati<\/strong> sono <strong>chiusi<\/strong> (o proprietari), ovvero <strong>le specifiche non sono pubblicamente disponibili<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>Ci\u00f2 comporta che utilizzare un formato documentale chiuso significa esercitare un&#8217;imposizione sulle persone con cui si andranno a condividere le informazioni contenute nei file memorizzati in quel determinato formato: chi riceve il file dovr\u00e0 procurarsi il programma specifico necessario a decifrarlo, cosa che in molti casi richiede l&#8217;acquisto di un&#8217;apposita licenza, a volte anche molto onerosa.<\/p>\n<p>Ad esempio supponiamo che Tizio scriva un documento con il programma XXX e lo passi a Caio: se il programma XXX usa un formato chiuso, Caio dovr\u00e0 procurarsi una copia di quel programma, se non ne dispone gi\u00e1. A questo punto, Caio ha di fronte a s\u00e9 due scelte:<\/p>\n<ul>\n<li> acquistare una licenza del programma XXX;<\/li>\n<li> procurarsi una copia non licenziata del programma, violando la legge.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nessuna delle due opzioni \u00e8 desiderabile (se non per chi produce il software); questo e&#8217; uno dei motivi per cui si dovrebbe <strong>assolutamente evitare l&#8217;uso di formati chiusi<\/strong>, tanto pi\u00f9 per una pubblica amministrazione che non pu\u00f2 consentire nessuna sorta di <strong>discriminazione<\/strong> tra i cittadini, neanche <strong>sul piano informatico<\/strong>.<\/p>\n<p>Un altro motivo molto importante riguarda <strong>la propriet\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0 dei dati<\/strong>: se per leggere un determinato formato documentale \u00e8 necessario un programma specifico (perch\u00e9 il formato \u00e8 chiuso), allora l&#8217;accesso ai dati memorizzati in quel formato diventerebbe impossibile, o quantomeno estremamente difficoltoso e costoso, nel caso in cui il programma non fosse pi\u00fa disponibile (ad es. perch\u00e9 l&#8217;azienda che lo sviluppa fallisce, o smette di supportarlo).<\/p>\n<p>Non si tratta di congetture paranoiche: casi di <strong>perdita di dati dovuti all&#8217;uso di formati proprietari<\/strong> sono gi\u00e1 avvenuti, anche su grande scala, come dimostra il caso della British Library che rischia di perdere l&#8217;accesso a <strong>migliaia di gigabyte di documenti<\/strong> digitalizzati ed archiviati con programmi attualmente non pi\u00f9 sul mercato.<\/p>\n<p>Si tratta di un problema di dimensioni enormi, con un <strong>costo stimato<\/strong>, per l&#8217;Unione Europea, <strong>di 3 miliardi di euro all&#8217;anno<\/strong>.<\/p>\n<p>Queste considerazioni (e se ne potrebbero aggiungere molte altre) dovrebbero far riflettere i privati, le aziende e in particolar modo le pubbliche amministrazioni sull&#8217;opportunit\u00e0 di affidare i loro preziosi dati a formati di cui non sono disponibili le specifiche.<\/p>\n<p>Le alternative\u00a0? Adottare <strong>formati aperti e standard<\/strong> come il PDF, l&#8217;HTML o l&#8217;ODF (<strong>Open Document Format<\/strong>), che tra l&#8217;altro \u00e8 il formato documentale ufficiale della UE.<\/p>\n<p>Si tratta di una scelta di libert\u00e0 (per noi stessi e per coloro con cui ci troviamo ad interagire) e <strong>una scelta previdente sul piano economico e tecnologico<\/strong>, perch\u00e9 ci mette al riparo dal rischio, troppo spesso sottovalutato, della perdita dei nostri preziosi dati.<\/p>\n<h3>Per approfondire<\/h3>\n<ul>\n<li> <a title=\"http:\/\/www.softwarelibero.it\/documentazione\/softwarelibero.shtml\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.softwarelibero.it\/documentazione\/softwarelibero.shtml\" target=\"_blank\">Articolo introdutivo sul software libero (dal sito di Assoli)<\/a><\/li>\n<li> <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Software_libero\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Software_libero\" target=\"_blank\">Pagina di Wikipedia sul software libero<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito informatico, un formato documentale \u00e8 un insieme di specifiche che definiscono il modo in cui le informazioni contenute in un documento digitale (file) vengono immagazzinate su un supporto di memorizzazione (ad es. un hard disk, o una chiavetta USB). 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