{"id":2554,"date":"2010-04-08T21:17:40","date_gmt":"2010-04-08T19:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=2554"},"modified":"2010-04-08T21:27:21","modified_gmt":"2010-04-08T19:27:21","slug":"la-malattia-dell%e2%80%99islam","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-malattia-dell%e2%80%99islam\/","title":{"rendered":"La malattia dell\u2019isl\u00e0m"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/scheda.php?codice=9788833914657\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"200\" height=\"302\" class=\"alignright size-full wp-image-1732\" style=\"float: right;\" title=\"Abdelwahab Meddeb - La malattia dell'Islam\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam.jpg\" alt=\"Abdelwahab Meddeb - La malattia dell'Islam\" srcset=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam.jpg 200w, http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/meddeb_la-malattia-dell-islam-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 200px) 85vw, 200px\" \/><\/a>Il <a href=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/scheda.php?codice=9788833914657\">libretto<\/a> di <strong>Abdelwahab Meddeb<\/strong>, scritto nel 2002 a seguito dello shock mondiale provocato dagli attentati dell\u201911 Settembre 2001,  \u00e8 costituito da 33 agili capitoletti di 3-4 pagine ciascuno, suddivisi in quattro sezioni:<br \/>\n1 Lo sconforto dell\u2019isl\u00e0m<br \/>\n2 Genealogia dell\u2019integralismo<br \/>\n3 l\u2019integralismo contro l\u2019Occidente<br \/>\n4 L\u2019occidente esclude l\u2019isl\u00e0m<br \/>\nIl volume si conclude con un\u2019appendice dal sottotitolo: <em>Che cosa ci si pu\u00f2 attendere da una guerra?<\/em> che presenta le considerazioni dell\u2019autore a proposito della seconda guerra del Golfo.<\/p>\n<p>Abdelwahab Meddeb \u00e8 di origine tunisina, ma si \u00e8 formato in Francia, dove ha studiato e dove risiede. E\u2019 Professore di Letteratura Comparata all\u2019<a href=\"http:\/\/www.u-paris10.fr\/\">Universit\u00e0 di Parigi X<\/a>, dirige <a href=\"http:\/\/ededale.free.fr\/\">la rivista \u201cD\u00e9dale\u201d<\/a>, \u00e8 poeta e romanziere, oltre ad occuparsi di trasmissioni televisive e radiofoniche sulla cultura islamica. La sua conoscenza dell\u2019Arabo gli consente una padronanza dei classici islamici che manca alla maggior parte degli studiosi occidentali che devono limitarsi alle poche traduzioni disponibili o ai commenti di chi li ha potuti leggere in originale. Da ogni pagina del libro traspare il genuino raccapriccio per le efferate violenze compiute dai fondamentalisti e il disperato tentativo di trovare una soluzione per interrompere questo fiume di sangue che non riconosce come appartenente all\u2019isl\u00e0m, o almeno al suo isl\u00e0m, a quello che ha respirato fin da bambino nella sua societ\u00e0 natale.<!--more--><\/p>\n<p>Tuttavia per identificare le cause profonde di questa tragedia umana bisogna esaminare il problema onestamente, cercando la realt\u00e0 intima delle cose con una introspezione senza sconti sia sugli errori degli altri, ma specialmente sugli errori della propria parte e della propria cultura.<\/p>\n<p>Purtroppo l\u2019analisi di Meddeb fallisce miseramente, in quanto, pur con la ricchezza della sua cultura, o forse proprio a causa di questa, non riesce a staccarsi dai pi\u00f9 comuni stereotipi del politicamente corretto. Anzi, la sua cultura gli consente di avvalorare questi stereotipi, accreditando la versione negazionista della storia dell\u2019isl\u00e0m e dei delitti commessi in suo nome. Manca nell\u2019analisi di Meddeb tutta l\u2019autocritica che ha consentito alla cultura occidentale di emergere dall\u2019oscurantismo clericale e di consentire la nascita dell\u2019et\u00e0 dei lumi.<\/p>\n<p>Esaminiamo pi\u00f9 da vicino i quattro argomenti esposti dall\u2019autore.<\/p>\n<h3>1. Lo sconforto dell\u2019isl\u00e0m (capitoli 1-8)<\/h3>\n<p>Il primo blocco  verte sulle cause dell\u2019integralismo: come una civilt\u00e0 brillante come quella islamica, di cui racconta alcuni episodi agiografici di qualche sceicco del passato, si \u00e8 imbarbarita fino ad arrivare a Bin Laden? Identifica l\u2019intolleranza come base comune dei difetti umani specificando che il fanatismo fu la malattia del Cristianesimo, il nazismo la malattia della Germania e l\u2019integralismo quella dell\u2019isl\u00e0m. Peccato che dimentichi di dire che l\u2019occidente \u00e8 guarito da solo dalla malattia del Cristianesimo fanatico e dimentichi pure il comunismo: di quale malattia fu sintomo il comunismo con le purghe, le deportazioni e le uccisioni di massa sovietiche, cambogiane e cinesi che continuano tutt\u2019ora nei laogai cinesi? Identificata la malattia, il fondamentalismo islamico, Meddeb cerca di analizzarne l\u2019origine che attribuisce al risentimento provato dalle menti deboli per la decadenza di oggi a fronte della grandezza di ieri. Qui l\u2019analisi dovrebbe riguardare ogni pagina e il commento diventerebbe troppo lungo. Basti dire che l\u2019analisi considera solo la meravigliosa cultura Araba dei primi secoli, senza spiegarne il declino. Si limita a constatare l\u2019attuale debolezza dell\u2019isl\u00e0m rispetto al successo dell\u2019occidente, l\u2019antico nemico, situazione che genera il risentimento delle masse, risentimento imputabile all\u2019America, potenza egemone che non ha saputo garantire l\u2019eguaglianza di tutti i popoli, come invece fece l\u2019illuminato impero Ottomano con i suoi sudditi di etnie e religioni diverse. C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di commentare una enormit\u00e0 del genere? Perch\u00e9 Meddeb non si occupa delle sofferenze patite dai popoli Cristiani sotto il giogo islamico per secoli? Cosa provavano i sudditi Balcanici sottoposti a quella magnifica invenzione che fu il \u201cdevshirn\u00ecme\u201d o \u201ctassa del sangue\u201d? O i Greci che si conquistarono l\u2019indipendenza con le armi nel 1830 dopo secoli di servit\u00f9, con l\u2019aiuto interessato delle nazioni Europee? O i Bulgari ammazzati a migliaia alla fine dell\u2019800 o gli Armeni uccisi a milioni tra la fine dell\u2019800 e l\u2019inizio del 900 e del cui genocidio \u00e8 ancora  vietato parlare in Turchia, pena la galera o peggio? Certo, ammettere che il \u201crisentimento\u201d non \u00e8 altro che un eufemismo per definire l\u2019invidia di una civilt\u00e0 senza cultura, non \u00e8 facile per chi \u00e8 nato in quella non-cultura.<\/p>\n<h3>2. Genealogia dell\u2019integralismo (capitoli 9-18)<\/h3>\n<p>Se l\u2019integralismo islamico \u00e8 la malattia, come \u00e8 nato come \u00e8 cresciuto, dove si annida e chi lo diffonde? Ed ecco la la figura e gli insegnamenti di Ibn Hanbal ripresi da Ibn Taymiyya e riscoperti e rivitalizzati da Abd al-Wahhab con il suo sodalizio politico-religioso con il clan Arabo degli al-Saud. Meddeb, che da Tunisino dovrebbe essere Malikita, lamenta l\u2019assoluto letteralismo Hanbalita predicato dai Wahhabiti che cancella l\u2019ermeneutica Coranica dei secoli precedenti e la sua capillare diffusione odierna finanziata dai petrodollari Sauditi.<\/p>\n<p>Lasciatemi citare una irriverente sintetica battuta di un mio amico a proposito dell\u2019ermeneutica Coranica, proposta da alcuni studiosi medioevali specie Sufi: \u201cQuando la Rivelazione dice \u201ccazzate\u201d l\u2019ermeneutica le corregge!\u201d. Battuta forse blasfema, ma vera nella sostanza.<\/p>\n<p>Poi, con un volo pindarico che lascia allibiti, Meddeb ci spiega, utilizzando una dotta citazione di Toqueville (pagina 68 e seguenti), i motivi della stretta alleanza tra regno Saudita e Stati Uniti: una sintonia spirituale. Entrambe le entit\u00e0 sono basate su principi fondanti religiosi, o meglio, di fondamentalismo religioso. Io avevo sempre creduto che l\u2019alleanza fosse prettamente commerciale: gli Americani prendevano il petrolio e i Sauditi i dollari. Certo io forse sono troppo prosaico, ma la citazione di quel mostro sacro di Toqueville, mi tappa la bocca. Tuttavia l\u2019autore dimentica di spiegare come mai la medesima base religiosocentrica ha condotto gli USA a una democrazia popolare e l\u2019Arabia Saudita a una monarchia assoluta. Ma forse gli USA sembrano una democrazia senza esserlo. Possibile che non gli sia passato per la mente il dubbio che il diverso esito sia dovuto alla diversa religione?<\/p>\n<p>Meddeb ci racconta ancora che la civilt\u00e0 islamica era molto superiore ed avanzata rispetto a quella Europea, anzi quella Europea ha attinto a piene mani alle ricchezze scientifiche e culturali dell\u2019isl\u00e0m, riuscendo cos\u00ec a recuperare il tempo perduto, fino a quando una serie di rovesci militari e sociali (crociate, invasione mongola, pagina 71) ed evenienze fortuite (il passaggio dei monopoli di oro, ferro e legno dall\u2019Oriente in Europa) \u201cprecipitano il transfert monetario dall\u2019isl\u00e0m all\u2019Europa. Cos\u00ec l\u2019isl\u00e0m perde il controllo del commercio internazionale, che non ritrover\u00e0 mai pi\u00f9\u201d (pagina 72). Si aggiunga la scoperta dell\u2019America e l\u2019apertura di nuove vie commerciali e si spiega il declino dell\u2019isl\u00e0m che per\u00f2 nel XIX secolo tenta eroicamente di reagire e recuperare il gap tecnologico-culturale che lo separava dal mondo occidentale. Purtroppo questi tentativi furono una serie di clamorosi fiaschi. Perch\u00e9? Ovviamente furono causati dagli ostacoli posti dagli Europei alla rinascita islamica! Non ci credete? Ecco la prova: la rinascita Giapponese dell\u2019era Meiji, iniziata nel 1868 ebbe successo perch\u00e9 il Giappone era lontano e i cattivi Europei non se ne erano accorti! Ma nel Mediterraneo, gli eroici sforzi dell\u2019isl\u00e0m, erano destinati a fallire per la chiara e interessata ostilit\u00e0 delle potenze coloniali Europee. A nessuno viene in mente che la vera differenza tra Impero Giapponese e Impero Ottomano era l\u2019isl\u00e0m? Infine, dopo un ennesimo richiamo allo splendore della civilt\u00e0 islamica durante l\u2019impero Abbaside (si cade sempre l\u00ec, tre secoli scarsi su quattordici) e alle sue grandi realizzazioni successive (?) fino alla decadenza e alla definitiva estinzione del Califfato nel 1924, ci ricorda che il grande Federico II impar\u00f2 dal Califfo al-Kamil (quello di San Francesco) i princ\u00ecpi del potere e della differenza tra Califfato e Imamato, idea che Federico, dopo aver fatto la pace col Califfo ed essersi proclamato Re di Gerusalemme, riport\u00f2 in Europa, iniziando la lotta per la separazione tra Stato e Chiesa che, pur difficile e lunga, ebbe successo e port\u00f2 grandissimi frutti all\u2019Europa.<\/p>\n<h3>3. l\u2019integralismo contro l\u2019Occidente (capitoli 19-27)<\/h3>\n<p>Meddeb attribuisce il graduale declino dell\u2019isl\u00e0m fino al XIX secolo anche alla mancanza nell\u2019isl\u00e0m di figure come Dante (per il suo De Monarchia) e Federico II che potessero controbilanciare l\u2019influenza di Ibn Taymiyya (ma a me non risulta che sia stato influente, fu solo una figura di mezza tacca, ripescata da Abdul Wahhab nel 1700 e resa celebre oggi dalla pubblicit\u00e0 pagata con i petrodollari Sauditi) e realizzare una effettiva divisione tra potere temporale e potere spirituale come Federico realizz\u00f2 in Europa. Il brusco risveglio provoc\u00f2 fenomeni nuovi di amore e odio nei riguardi degli Europei pi\u00f9 progrediti, ma rapaci e pericolosi. Il risultato fu la comparsa del nazionalismo panarabo e del panislamismo Ottomano, entrambi destinati al fallimento e alla frantumazione. Dalle ceneri di questi fallimenti nacquero i movimenti fondamentalisti neo-hambaliti, i fratelli musulmani di al-Banna in Egitto, il movimento di Maududi nato dai riformatori di Deoband in India (poi Pakistan) e la sintesi fondamentalista e letteralista di Sayyd Qutb, il tutto cementato dal Wahhabismo Saudita e dai suoi petrodollari. \u201cL\u2019integralismo prospera sulle macerie delle esperienze che falliscono\u201d conclude Meddeb.<br \/>\nL\u2019integralismo fondamentalista, ci spiega poi, si propone il ritorno alla societ\u00e0 \u201cperfetta\u201d dell\u2019isl\u00e0m di Medina, mediante l\u2019assoluta obbedienza alla sharia. Un esempio \u00e8 la pretesa di organizzare l\u2019economia secondo la legge islamica che vieta la riscossione di interessi. Ma non rifugge dall\u2019uso della moderna tecnologia occidentale per la propaganda e la diffusione del movimento e per le forniture militari indispensabili per il jihad. Si tratta di un fondamentalismo xenofobo, antisionista, ipermoralista e contrario alla sensualit\u00e0, legato alla lettera dei testi sacri. Una tale visione dell\u2019isl\u00e0m \u00e8 frutto della mancanza di cultura e della cancellazione della grande tradizione ermeneutica medioevale di cui ci ricorda alcuni esempi.<\/p>\n<h3>4. L\u2019occidente esclude l\u2019isl\u00e0m (capitoli 28-33)<\/h3>\n<p>E siamo giunti al terrorismo, malattia dell\u2019isl\u00e0m e alla sua cura. Cominciamo con una dotta precisazione. I terroristi islamici odierni non sono simili agli \u201cAssassini\u201d Ismailiti medioevali. Assolutamente no. Gli \u201cassassini\u201d sono un mito inventato dagli orientalisti occidentali traumatizzati dagli eccessi di sangue della rivoluzione Francese. I terroristi islamici di oggi sono in realt\u00e0 figli degli anarchici Europei, chiaro? Quindi smettiamo di infangare l\u2019isl\u00e0m senza motivo! Dopo un lungo excursus sulla differenza tra testimoni e martiri e sul significato di martirio, specialmente in ambito sciita, con accenni ai martiri palestinesi, ad Abramo e al martirio di suo figlio Ismaele, si accenna alla taqiyya sciita (il sacro inganno), citando poi nell\u2019ordine Lawrence d\u2019Arabia, Sant\u2019Agostino e Ibn Khaldun. Infine, dopo un rapido accenno a Edward Said, al suo orientalismo e alle influenze dell\u2019isl\u00e0m su Dante, ci ricorda che l\u2019isl\u00e0m non \u00e8 tutto uguale e, nell\u2019ambito della storia di questa meravigliosa e tollerante civilt\u00e0 multiculturale, ci sono stati episodi di fanatismo e violenza anche se, bont\u00e0 sua, rari e limitati. Ed eccoci finalmente  alla cura. Se la malattia \u00e8 il fondamentalismo derivato dal risentimento per il degrado attuale dell\u2019isl\u00e0m a cui l\u2019Occidente non \u00e8 estraneo (anzi!), quale pu\u00f2 essere la cura?<\/p>\n<p>La cura riguarda misure esterne  e misure interne all\u2019isl\u00e0m.<\/p>\n<p>Misure esterne: l\u2019occidente deve smetterla di escludere l\u2019isl\u00e0m, ma deve riconoscere il debito di riconoscenza che l\u2019occidente deve all\u2019isl\u00e0m. Sarebbe quindi ora che cominciasse a restituire ad un isl\u00e0m illuminato, ma attualmente in difficolt\u00e0, parte di quanto ha ricevuto. Deve anche impegnarsi ad integrarlo nel suo ambito per costruire con esso un modello di societ\u00e0 integrata con uguale importanza e dignit\u00e0 delle varie componenti, rimediando alle gravi ingiustizie che ha prodotto per mero interesse egoistico, primo tra tutti il gravissimo problema dei profughi palestinesi, il tutto condito dalle solite dotte citazioni che spaziano da Leo Strauss alla \u201cbadalya\u201d di Massignon, da Goethe a Eschilo, da Camus a Voltaire. L\u2019occidente, ci ammonisce Meddeb, deve eliminare la \u201cdemonizzazione del palestinese, dell\u2019Arabo, del musulmano, che rivela un razzismo devastante\u201d, perch\u00e9 \u201c\u00e8 l\u2019esercizio dell\u2019ingiustizia nell\u2019impunit\u00e0 che nutre l\u2019odio e l\u2019orrendo terrorismo che resta l\u2019arma del povero\u201d (pagina 186).<\/p>\n<p>Misure interne: dopo un libro intero di analisi, di dotte citazioni e di valutazioni delle cure esterne all\u2019isl\u00e0m, cio\u00e8 a quello che gli altri devono fare per lenire le sue sofferenze, veniamo a ci\u00f2 che l\u2019isl\u00e0m dovrebbe fare per curare se stesso. C\u2019\u00e8 una \u201cintera facciata\u201d devoluta a questo importante argomento, da met\u00e0 di pagina 188 a met\u00e0 di pagina 189!! Potrei copiarla, ma in sintesi il distillato di questa cura miracolosa consiste nel tornare al dialogo e ai dibattiti dell\u2019isl\u00e0m Abbaside, sviluppando lo spirito critico, migliorando la scuola e combattendo il wahhabismo, ripulendo i testi scolastici \u201cdall\u2019integralismo circostante\u201d. A me pare che la montagna abbia partorito il classico topolino: 188 pagine di introduzione per una conclusione di una facciata riassumibile in tre righe!<\/p>\n<p>Il capitolo 33, quasi come la chiusura di una cantica Dantesca, conclude il libro con la citazione di due versetti coranici. Si tratta di un classico esempio di vergognosa taqiyya (inganno religioso), che fa anche sospettare che tutto il libro non sia stato scritto per identificare \u201cla malattia dell\u2019isl\u00e0m\u201d, ma solo per convincere gli sprovveduti lettori occidentali che il vero isl\u00e0m non \u00e8 malato, che lo dobbiamo accettare, che dobbiamo moltissimo a lui e che questa aberrazione bestiale e violenta \u00e8 solo la comprensibile, anche se non giustificabile, reazione di un marginale gruppo di fondamentalisti fanatici, scatenata dalle gravi ingiustizie a cui l\u2019occidente ha sottoposto l\u2019isl\u00e0m approfittando della sua debolezza.<\/p>\n<p>I versetti citati sono: Corano II:256 e Corano XVIII:29. Vediamoli.<\/p>\n<p>II:256 \u201cNon c&#8217;\u00e8 costrizione nella religione\u201d.<br \/>\nMa il versetto continua con: \u201cLa retta via ben si distingue dall&#8217;errore. Chi dunque rifiuta l&#8217;idolo e crede in Allah, si aggrappa all&#8217;impugnatura pi\u00f9 salda senza rischio di cedimenti. Allah \u00e8 audiente, sapiente.\u201d<br \/>\nSecondo la maggioranza dei commentatori si tratta di un versetto \u201cabrogato\u201d, ma anche se non lo fosse \u00e8 contraddetto da decine di altri versetti meno amichevoli verso gli infedeli; tali versetti, essendo successivi, sono quindi pi\u00f9 importanti (Principio di abrogazione, alnaskh walmansukh). Si tratta in realt\u00e0 solo di una esortazione a credere e a convertirsi (e chi non lo fa \u00e8 un imbecille moralmente condannabile e sar\u00e0 punito), non \u00e8 certo un\u2019approvazione del libero pensiero.<\/p>\n<p>XVIII:29 \u201cDi&#8217;: \u00ab La verit\u00e0 [proviene] dal vostro Signore: creda chi vuole e chi vuole neghi \u00bb.\u201d<br \/>\nQuesta la parte citata da Meddeb, ma il versetto continua cos\u00ec: \u201cIn verit\u00e0 abbiamo preparato per gli ingiusti un fuoco le cui fiamme li circonderanno, e quando imploreranno da bere, saranno abbeverati da un&#8217;acqua simile a metallo fuso che ustioner\u00e0 i loro volti. Che terribile bevanda, che atroce dimora!\u201d<br \/>\nGli increduli andranno all\u2019inferno per scontare una punizione eterna, quindi sembra un problema tra il miscredente e Dio. Invece bisogna notare che l\u2019infedele \u00e8 definito \u201cingiusto\u201d denotando una caratteristica moralmente disdicevole. Il termine Coranico tradotto come \u201cingiusto\u201d deriva dalla radice ZaLaMa che significa ingiustizia, oppressione, quindi l\u2019infedele \u00e8 considerato come colpevole e moralmente deprecabile (e quale ermeneutica pu\u00f2 sostenere che gli ingiusti sono considerati benevolmente?).<\/p>\n<h3>Appendice: Che cosa ci si pu\u00f2 attendere da una guerra?<\/h3>\n<p>Il libro si conclude con alcune considerazioni critiche sull\u2019America, e sulle strategie elaborate dall\u2019amministrazione repubblicana. Non \u00e8 contrario tanto per l\u2019atto bellico in s\u00e8, ma per i motivi che l\u2019hanno determinato e per l\u2019atteggiamento, a suo parere, anti-islamico e imperialista. La guerra \u00e8 determinata dal petrolio e la politica Americana \u00e8 determinata dal Likud. Dopo la \u201cliberazione\u201d la malavita si \u00e8 scatenata, le opere d\u2019arte Irachene sono state saccheggiate. Di chi la responsabilit\u00e0? Della potenza che ha rovesciato militarmente il governo legittimo e che ora controlla il paese. Con Saddam non sarebbe successo, ma la prima preoccupazione non era salvare la popolazione o le opere d\u2019arte, ma unicamente i pozzi di petrolio.<\/p>\n<p>E\u2019 forse necessario scrivere una conclusione? A me pare che quanto esposto in precedenza basti e avanzi. Il libretto non affronta la sostanza del problema ma si limita a riproporre la trita e ritrita fantastica interpretazione astorica, politicamente corretta, delle meraviglie della civilt\u00e0 islamica.<\/p>\n<p>Non si capisce perch\u00e9 una civilt\u00e0 cos\u00ec meravigliosa sia decaduta, non si capisce perch\u00e9, a contatto con l\u2019occidente, non sia stata capace di recuperare, non si capisce perch\u00e9 tutti i tentativi di farlo siano miseramente falliti, non si capisce perch\u00e9, non-ostatnte tutti gli aiuti occidentali ci sia un cos\u00ec grave \u201crisentimento\u201d, non si capisce perch\u00e9 il \u201crisentimento\u201d abbia originato il terrorismo islamico, non si capisce come mai il fenomeno terrorista sia cos\u00ec diffuso e popolare tra le masse islamiche. In una frase: non si capisce nulla<\/p>\n<p>Quello che mi par di capire \u00e8 che la appartenenza dell\u2019autore ai corretti circoli culturali Francesi, e la sua \u201ccorrettezza politica\u201d sono l\u2019unico motivo per cui un libro cos\u00ec ha trovato un editore.<\/p>\n<p>Abdelwahab Meddeb<br \/>\nLa malattia dell\u2019isl\u00e0m<br \/>\n228 pagine<br \/>\nBollati Boringhieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libretto di Abdelwahab Meddeb, scritto nel 2002 a seguito dello shock mondiale provocato dagli attentati dell\u201911 Settembre 2001, \u00e8 costituito da 33 agili capitoletti di 3-4 pagine ciascuno, suddivisi in quattro sezioni: 1 Lo sconforto dell\u2019isl\u00e0m 2 Genealogia dell\u2019integralismo 3 l\u2019integralismo contro l\u2019Occidente 4 L\u2019occidente esclude l\u2019isl\u00e0m Il volume si conclude con un\u2019appendice dal &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-malattia-dell%e2%80%99islam\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La malattia dell\u2019isl\u00e0m&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[1207,1337,630],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2554"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2554"}],"version-history":[{"count":7,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2657,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2554\/revisions\/2657"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}