{"id":2059,"date":"2010-01-12T10:41:49","date_gmt":"2010-01-12T08:41:49","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=2059"},"modified":"2010-01-22T00:15:05","modified_gmt":"2010-01-21T22:15:05","slug":"ne-accanimento-terapeutico-ne-eutanasia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/ne-accanimento-terapeutico-ne-eutanasia\/","title":{"rendered":"N\u00e9 accanimento terapeutico, n\u00e9 eutanasia"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019aumento delle possibilit\u00e0 tecnologiche, pu\u00f2 accadere che si ecceda nell\u2019uso di terapie, in malati che non ne traggono giovamento.<br \/>\nFerma restando la liceit\u00e0 della sospensione di un intervento che si configura come accanimento terapeutico, \u00e8 da sottolineare, per\u00f2, come si faccia un uso strumentale di questo concetto, al fine di favorire il diffondersi di una cultura eutanasica.<!--more--><\/p>\n<p>Il termine  \u201c<strong>eutanasia<\/strong>\u201d  viene dal greco  \u201deu\u201d  e  \u201ctanatos\u201d ,  e vorrebbe dire  \u201cbuona morte\u201d,  presentata come la via da perseguire per porre fine ad una sofferenza \u201cinsopportabile\u201d! Ma la morte non \u00e8 mai n\u00e9 buona n\u00e9 dolce. Il morire \u00e8 in realt\u00e0 ancora un vivere; la morte, invece, \u00e8 un mistero che viene continuamente tacitato e rimosso. E la perdita del senso, anche cristiano, della morte aumenta la paura. Tra medici di ragione e medici di fede, deve esserci sempre il senso comune del mistero.<\/p>\n<p>L\u2019 <strong>accanimento terapeutico<\/strong> \u00e8 l\u2019irragionevole ostinazione in trattamenti da cui non si possa ottenere un beneficio per il paziente, o un miglioramento della sua qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p>La <strong>desistenza terapeutica<\/strong> \u00e8 l\u2019atteggiamento terapeutico con il quale il medico desiste dalle terapie futili e inutili. Ha la sua base nel concetto di accompagnamento alla morte, secondo criteri bioetica e di deontologia medica, stabiliti ponendosi in antitesi all\u2019accanimento terapeutico.<\/p>\n<p>L\u2019eutanasia \u00e8 l\u2019insieme di atti compiuti da medici o da altri, avente come fine quello di accelerare o di causare la morte di una persona.  Si propone di porre termine ad una situazione di sofferenza fisica e psichica che il malato, o coloro ai quali viene riconosciuto il diritto di rappresentarne gli interessi, ritengono non pi\u00f9 tollerabile, senza che un atto medico possa offrire sollievo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 eutanasia anche il <strong>suicidio assistito<\/strong>, ovvero l\u2019atto mediante il quale un malato si procura una rapida morte, grazie all\u2019assistenza del medico: questi prescrive i farmaci, su esplicita richiesta del suo paziente, e consiglia le modalit\u00e0 di assunzione.<\/p>\n<p>La differenza non \u00e8 tra il credente e il non credente, ma tra chi prende sul serio questi problemi e chi non lo fa.<\/p>\n<p>Il confine tra ci\u00f2 che si pu\u00f2 e ci\u00f2 che non si pu\u00f2 fare\u2026, tra ci\u00f2 che si deve e ci\u00f2 che non si deve fare\u2026  non \u00e8 una linea precisa tracciata sul letto dei malati. Ma nel Codice Deontologico del medico, si afferma: \u201cIl medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare n\u00e9 favorire trattamenti diretti a provocarne la morte\u201d !<\/p>\n<p>E tale affermazione viene ripresa dal <strong>Giuramento di Ippocrate<\/strong>, che dice:<\/p>\n<blockquote><p><em>giammai, mosso dalle premurose insistenze di alcuno, propiner\u00f2 medicamenti letali, n\u00e9 commetter\u00f2 mai cose di questo genere<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il medico, infatti, \u00e8  tale per curare la vita sempre e comunque;  chi, invece, la vuole sopprimere non \u00e8 degno di chiamarsi medico, ma si chiamer\u00e0 \u201c<strong>tanatologo<\/strong>\u201d, ovvero lo scientista della morte!<\/p>\n<p>L\u2019accanimento terapeutico \u00e8 una forma di egoismo, di debolezza, un non voler riconoscere i limiti attuali della medicina: lottare sempre non \u00e8 fare di pi\u00f9\u2026, ma fare la cosa giusta.<\/p>\n<p>In un gruppo di pazienti anziani ospedalizzati, per esempio, il posizionamento di un <strong>catetere vescicale<\/strong>, senza indicazione specifica, si associa ad un aumento della mortalit\u00e0: quattro volte maggiore durante l\u2019ospedalizzazione, e doppia a 90 giorni dalla dimissione..! Ma capita anche che siano i parenti ad insistere che si faccia di pi\u00f9 e cos\u00ec si rischia di prolungare solo l\u2019agonia del paziente!<\/p>\n<p>I bravi medici si fermano a riflettere, riconsiderano le proprie scelte, si confrontano con gli altri, chiedono consiglio ai colleghi. Insomma, mettono da parte il proprio \u2018ego\u2019!<\/p>\n<p>La richiesta di eutanasia \u00e8 spesso motivata da ragioni psicologiche o psichiatriche <strong>transitorie o curabili<\/strong>, e dalla inevitabile paura del dolore e della sofferenza; e a farla sono spesso i giovani e i sani, che non immaginano come reale la morte per s\u00e9. Sono loro che non sopportano di vedere la vecchiaia e la malattia.<\/p>\n<p>Ma ogni medico sa come il malato grave quasi sempre istintivamente si attacca alla vita che gli rimane. Un conto \u00e8 guardare il problema quando ci si sente immortali, tutt\u2019altro \u00e8 lo sguardo di un malato. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 speranza nei malati che nei sani! Per usare un linguaggio cristiano, croce e speranza procedono insieme! La sofferenza \u00e8 sfida radicale, che rivela straordinarie risorse.<\/p>\n<p>Inoltre, pensando al testamento biologico, di cui si discute tanto, da troppo tempo e con idee diverse, dobbiamo riconoscere che non siamo entit\u00e0 pietrificate che penseranno sempre ci\u00f2 che pensano oggi. Le nostre scelte potrebbero cambiare, soprattutto se ci scoprissimo malati. Una adeguata terapia antidolorifica, e il sollecito accompagnamento del malato, consentono di attenuare o rimuovere il dolore, e di alleviare il senso della sofferenza, riducendo drasticamente la richiesta di eutanasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>D = P x F<\/strong><\/p>\n<p>Dove <strong>D<\/strong> sta per dolore, P per psiche e F per componente fisica. Sappiamo che ogni prodotto per zero \u00e8 uguale a zero; dunque, se con gli antidolorifici annulliamo la componente F, oppure con il sostegno morale o con la fede o con la vicinanza fisica &#8211; in una parola con l\u2019<strong>amore<\/strong> &#8211; annulliamo la componente P, il prodotto sar\u00e0 zero. E senza dolore viene meno la richiesta di \u2018farla finita\u2019!<\/p>\n<p>Invece, di fronte al dolore, alla sofferenza e alla morte, la medicina offre una sensazione di impotenza che prelude all\u2019abbandono del malato e della sua famiglia alla solitudine. (<a title=\"Handifobia\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/handifobia\/\">segue&#8230;<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019aumento delle possibilit\u00e0 tecnologiche, pu\u00f2 accadere che si ecceda nell\u2019uso di terapie, in malati che non ne traggono giovamento. 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