{"id":1976,"date":"2009-12-09T17:41:39","date_gmt":"2009-12-09T15:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1976"},"modified":"2009-12-09T18:01:51","modified_gmt":"2009-12-09T16:01:51","slug":"liturgia-cattolica-mencucci-risponde-a-langone","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/liturgia-cattolica-mencucci-risponde-a-langone\/","title":{"rendered":"Liturgia cattolica: Mencucci risponde a Langone"},"content":{"rendered":"<p><small>L\u2019ultimo intervento della sera di sabato 14 novembre a Ancona al convegno :\u201d<a href=\"http:\/\/www.orienteoccidente.org\/admin\/attivita\/locandine\/+depliant.jpg\">Il divino ed il Demoniaco nell\u2019Arte<\/a>\u201d, \u00e8 stato quello di <a href=\"http:\/\/www.camillolangone.it\/biografia.html\">Camillo Langone<\/a>.<br \/>\n<\/small><small>Si chiudevano cos\u00ec i due giorni organizzati dal <a href=\"http:\/\/www.orienteoccidente.org\/\">Centro Studi Oriente Occidente<\/a>, associazione molto nota per le sue qualificate attivit\u00e0 nel campo degli studi teologici, filosofici e letterari.<\/small><small>Di notevole impatto \u00e8  stata la relazione di questo noto e quotato giornalista e scrittore, che si autodefinisce \u201ccritico liturgico\u201d.  Il tema da lui sviluppato, che potete ascoltare nel podcast qui ospitato, \u00e8 stato questo: \u201cLa liturgia italiana oggi tra sacro e troppo umano\u201d.<br \/>\nNel mettere quindi a disposizione la brillante conferenza (un rinnovato grazie agli organizzatori) ci \u00e8 parso utile pubblicare, come contributo critico di approfondimento, lo scritto che segue. E\u2019 opera del nostro amico Professor Don <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/spunti-di-discussione-per-il-sinodo\/\">Vittorio Mencucci<\/a> che, su nostra sollecitazione, ha ascoltato la registrazione. Lo  ringraziamo per la disponibilit\u00e0 e, come sempre, per le intrinseche qualit\u00e0 dello scritto (N.d.R.).<\/small><\/p>\n<p>Mi stupisce la \u201cleggerezza\u201d, non solo di stile, con cui viene trattata la situazione della messa domenicale. Il fatto che gran parte di quanti si professano cattolici non la frequentino \u00e8 segno evidente che non dice pi\u00f9 nulla alla loro coscienza. Questa interiore crisi la sentono sia quanti si aggrappano alla sua forma pi\u00f9 tradizionale, come ad ancora di salvezza, per non farsi travolgere, sia quanti tentano nuove forme che possano parlare all\u2019uomo moderno. In questa situazione credo innanzitutto opportuno ripensare la <strong>storia<\/strong>, in primo luogo per sfatare la presunta intangibilit\u00e0 della forma attuale, come se fosse quella originaria, in secondo luogo per cogliere stimoli per <strong>nuove forme<\/strong> che ancora nessuno possiede, ma che vanno ricercate nell\u2019esperienza di fede di una comunit\u00e0 che cammina nella storia.<!--more--><\/p>\n<p>Ges\u00f9 per lasciare un ricordo di s\u00e9 e continuare la presenza tra i suoi, ha pensato al gesto pi\u00f9 semplice e umano che si radica in uno dei due istinti fondamentali di ogni essere vivente: il nutrirsi per conservare il proprio essere; ma nell\u2019uomo la nutrizione non comporta soltanto il riempirsi lo stomaco: sente il bisogno di sedersi a tavola condividendo il cibo con le persone che ama, in un\u2019esperienza che, partendo dall\u2019istinto, si arricchisce di sentimenti e di dialogo. Nei primi tempi del cristianesimo  \u00e8 dominante il modello di <strong>cena<\/strong> e di pane condiviso, anche se non manca una lettura sacrificale.<\/p>\n<p>Nel terzo secolo il linguaggio sacrificale diventa esclusivo, di conseguenza la cena diventa il <strong>sacrificio<\/strong>, la mensa diventa altare, chi presiede (apostolo o anziano = presbitero) diventa sacerdote. In quanto sacerdote sacrificatore, lui stesso deve fare della sua vita un sacrificio. Il sacrificio comporta la purit\u00e0 rituale, soprattutto intesa come astinenza dalla sessualit\u00e0 (rispunta il linguaggio della legislazione mosaica sul puro e impuro, che Ges\u00f9 aveva criticato).<\/p>\n<p>Cristo non ha parlato di sacerdoti e non poteva parlarne, perch\u00e9 il <strong>sacerdote<\/strong> \u00e8 il gestore del sacro, e nel cristianesimo non c\u2019\u00e8 il sacro (la religiosit\u00e0 del tempio cede il posto alla fede nella sua umanit\u00e0, morta in croce e risorta: distruggete questo tempio e in tre giorni lo ricostruir\u00f2 non fatto da mani d\u2019uomo\u2026), e nemmeno c\u2019\u00e8 un nuovo sacrificio da compiere per la salvezza degli uomini, perch\u00e9 la salvezza l\u2019ha donata Cristo sulla croce una volta per sempre e per tutti, si tratta solo di annunciarla e riviverla in ogni luogo e in ogni tempo: questo \u00e8 il compito degli apostoli, non dei sacerdoti.  Non solo manca la parola, ma tutta la mentalit\u00e0 nuova del Vangelo \u00e8 estranea e persino contrapposta alla casta sacerdotale esistente e alla figura sacrale in genere. Netto \u00e8 il contrasto con la categoria in generale e in particolare con i sommi sacerdoti, travolti dalla fine del regime del tempio per essere sostituiti dal nuovo modo di vivere l&#8217;incontro con Dio attraverso la mediazione della persona di Ges\u00f9.<\/p>\n<blockquote><p><em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti. (Gv.10,8).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La condanna di Ges\u00f9 \u00e8 perentoria e, nel contesto culturale del tempo, dissacrante: presuppone una rivoluzione culturale, un rovesciamento di valori:<\/p>\n<blockquote><p><em>E Ges\u00f9 disse loro: &#8220;In verit\u00e0 vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.&#8221; (Mt.21,31)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il termine sacerdote compare nel terzo secolo. Per la prima volta Tertulliano distingue all\u2019interno della comunit\u00e0 cristiana due ordini: il clero (i scelti) e la plebe. All\u2019interno del clero diventa dominante il termine sacerdote ripreso dall\u2019Antico Testamento e configurato con le stesse caratteristiche  (Tertulliano, Cipriano, Origene, Ippolito). L\u2019uso del termine sacerdote dipende dal diverso modo di interpretare l\u2019eucaristia.<\/p>\n<p>Questa nuova organizzazione della comunit\u00e0 cristiana permette la soluzione di due problemi aperti: la liceit\u00e0 del sesso e della guerra. In precedenza era in discussione se il battesimo fosse conciliabile con la vita sessuale nella stesso matrimonio. Ora la soluzione sta proprio nella distinzione degli ordini. I semplici fedeli, anche se esortati alla continenza, possono vivere la vita matrimoniale, necessaria per la riproduzione, i sacerdoti, anche quando tengono con s\u00e9 la moglie, sono tenuti all\u2019astinenza. La inconciliabilit\u00e0 tra il santo e l\u2019immondo (al dire di S. Gerolamo: &#8220;<em>omnis coitus immundus<\/em>&#8220;) \u00e8 la motivazione ricorrente per il celibato  in questo periodo.<\/p>\n<p>Analoga vicenda riguarda il servizio militare. Nella comunit\u00e0 primitiva sembrava inconciliabile con la fede cristiana. S. Massimiliano lo afferma con decisione e coerentemente affronta il martirio. Tuttavia dopo la vittoria di Costantino a Ponte Milvio (312) la militanza diventa dovere per difendere l\u2019impero cristiano. Il dilemma viene risolto: la proibizione delle armi rimane per gli appartenenti al clero, chiamati alla perfezione evangelica, i semplici fedeli invece debbono compiere il loro dovere nel servizio militare a difesa della fede e per la costruzione di una pace duratura.<\/p>\n<p>Il processo di sacralizzazione dipende dal clima culturale che si viveva durante la crisi dell\u2019Impero Romano. Non fa meraviglia, anzi \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale che la chiesa si muova dietro lo stimolo di istanze presenti nella storia umana, come in tempi pi\u00f9 recenti riguardo alla questione sociale.<\/p>\n<p>Vittorio Mencucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo intervento della sera di sabato 14 novembre a Ancona al convegno :\u201dIl divino ed il Demoniaco nell\u2019Arte\u201d, \u00e8 stato quello di Camillo Langone. 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