{"id":192,"date":"2005-12-05T07:06:25","date_gmt":"2005-12-05T05:06:25","guid":{"rendered":"1499191492"},"modified":"2008-01-23T15:10:07","modified_gmt":"2008-01-23T14:10:07","slug":"il_focarone_della_venuta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/il_focarone_della_venuta\/","title":{"rendered":"Il focarone della venuta"},"content":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno il gruppo \u201c<strong>Aviatori Senigalliesi<\/strong>\u201d mantiene una consolidata abitudine. Tutti al \u201c<em><strong>focarone<\/strong><\/em>\u201d la sera del 9 dicembre.<\/p>\n<p>Il \u201cfocarone\u201d rinnova una antica tradizione marchigiana di attesa per la festa che cade il giorno successivo. La sera della vigilia appunto le campagne marchigiane erano costellate da una miriade di fuochi. Anche dai miei ricordi infantili emerge la visione onirica della festa della Vergine Lauretana. Grandi e piccoli fal\u00f2 un po\u2019 dappertutto, magari improvvisati con i soli \u201ccannabucci\u201d (i fusti secchi del mais). Un tempo questo appuntamento non poteva essere eluso in quanto tradizione consolidata tra gli agricoltori. I nostri nonni, i nostri padri avevano grande rispetto per questi date e per certe abitudini. Nei giorni d\u2019inizio dicembre ci si dava tutti da fare per preparare il gran mucchio da incendiare poi \u2013 rigorosamente\u2013 solo la sera della vigilia. Era un preciso obiettivo quello di avere molto materiale per un gran focarone, possibilmente pi\u00f9 grande e vivace di quello dei vicini. Una occasione magari anche per bere assieme, in allegria, un buon bicchiere di vin brul\u00e8 o solo per assaggiare il novello. I fuochi accesi un po\u2019 dappertutto erano sempre presidiati dai contadini, armati di robusti forconi; infatti il fuoco va sempre sorvegliato in campagna in quanto regole ferree ricordano che con \u201cacqua e fuoco non si pu\u00f2 scherzare\u201d.<!--more--><\/p>\n<p>Fuochi accesi allora per rischiarare la via degli angeli che portavano in volo la Santa Casa, cio\u00e8 la dimora terrena di Maria a Nazareth. Forse una specie di aiuto alla navigazione per indicare la rotta, di certo una festa per la \u201cvenuta\u201d sul colle marchigiano, ma anche l\u2019occasione per ritrovarsi. La consuetudine vuole che di fronte al grande fuoco sia recitata almeno una Ave Maria, a ricordo del \u201ctrasporto\u201d che ebbe compimento sul colle lauretano quel lontano 10 dicembre del 1294, come si racconta dopo uno \u201cscalo tecnico\u201d, dall\u2019altra parte dell\u2019Adriatico, nella cosiddetta Illiria. In verit\u00e0 noi sappiamo oggi che le pietre della S. Casa sono state trasportate a Loreto su nave, a seguito di complesse vicende storiche del tempo. Resta comunque intatto per i credenti un forte messaggio, anche molto articolato, che indica la casa di Nazareth, oggi venerata a Loreto, come quella in cui nacque Maria e qui poi ricevette l\u2019annuncio  dall&#8217;angelo Gabriele.<\/p>\n<p>Noi aviatori amiamo usare spesso un gergo aeronautico, abituale tra gli appassionati, per collegarci anche a questo appuntamento che \u00e8 poi il primo di altri incontri dello stesso periodo. La sera del 9 dicembre saremo sul prato retrostante la chiesa del Ciarnin, a sud di Senigallia, alle ore 21 precise. Saremo proprio sotto il campanile su cui si trovano le cosiddette \u201ccampane degli aviatori\u201d. Le sentiremo suonare e saluteremo cos\u00ec la nostra patrona, la protettrice  dell\u2019aviazione e del volo venerata in tutto il mondo. Ricorderemo  cos\u00ec coloro che solcano i cieli in ogni tempo.<\/p>\n<p>La Madonna di Loreto non poteva avere un titolo di merito pi\u00f9 qualificante ai nostri occhi di appassionati su tutto ci\u00f2 che si libra nell\u2019aria. Mai patrona fu cos\u00ec appropriata: la leggenda narra del trasporto avvenuto in cielo grazie a schiere di angeli. Quindi un titolo \u201cconquistato\u201d proprio con un volo cargo ante litteram, precorrendo &#8211; e di molto &#8211; i tempi della moderna aeronautica, fino ai viaggi nello spazio. Cos\u00ec avvenne che Papa Benedetto, XV, nel 1920, accogliendo le richieste state avanzate da illustri aviatori dell\u2019epoca promulg\u00f2 il \u201cdecreto\u201d che affidava alla Madonna di Loreto il patrocinio dell\u2019aviazione.<\/p>\n<p>In particolare noi senigalliesi ricordiamo di aver avuto una lunga dimestichezza con il volo fin dagli anni dei pionieri per giungere ai nostri giorni. Abbiamo annoverato nelle nostre fila tantissimi aviatori di ogni et\u00e0 e di ogni specialit\u00e0, appassionati di ogni genere, dai modellisti ai piloti supersonici, civili e militari. Per una particolare sensibilit\u00e0 degli amici che ci hanno preceduto disponiamo di una cappella votiva, molto bella, dedicata alla Patrona del Volo. Questa si trova nella Chiesa dell\u2019Immacolata, nel centro storico in via Cavour. La realizzazione \u00e8 merito soprattutto  di Gigin Zazzarini, e dei suoi amici dell\u2019epoca, cui va il nostro grato  ricordo. Tra costoro \u2013 sempre in prima linea anche oggi \u2013 vi sono due colonne storiche del sodalizio, Cecco Bozzi ed Italo Rossini (detto Ciarnin), piloti che moltissimi senigalliesi ben conoscono. La cappella, allestita quasi cinquant\u2019anni fa fu realizzata soprattutto per ricordare i nostri caduti, ma \u00e8 sempre stata anche luogo di preghiera per quanti sono devoti nei confronti di questa icona di antica tradizione marchigiana.<\/p>\n<p>Quindi venerd\u00ec prossimo siate puntuali alle ore 21. Il \u201cfocarone\u201d brucia in fretta ed il vin brul\u00e8 va bevuto caldo; magari accompagnato da due fettine di ciambellone (se vi ricordate di portarlo).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno il gruppo \u201cAviatori Senigalliesi\u201d mantiene una consolidata abitudine. Tutti al \u201cfocarone\u201d la sera del 9 dicembre. Il \u201cfocarone\u201d rinnova una antica tradizione marchigiana di attesa per la festa che cade il giorno successivo. La sera della vigilia appunto le campagne marchigiane erano costellate da una miriade di fuochi. Anche dai miei ricordi infantili &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/il_focarone_della_venuta\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il focarone della venuta&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[865,331],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}