{"id":1919,"date":"2009-10-17T23:53:23","date_gmt":"2009-10-17T21:53:23","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1919"},"modified":"2009-10-20T18:11:53","modified_gmt":"2009-10-20T16:11:53","slug":"proprietari-di-se-e-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/proprietari-di-se-e-della-natura\/","title":{"rendered":"Proprietari di s\u00e9 e della natura"},"content":{"rendered":"<p>Vive nel Veneto, lavorando nell\u2019azienda agricola di famiglia, il giovane studioso d\u2019economia che ha scritto questo saggio pubblicato nel 2004.<br \/>\nIl libro m\u2019\u00e8 pervenuto da un caro amico che, con sano spirito provocatore, mi ha consegnato non uno, ma due volumi della sua biblioteca. L\u2019altro, di cui non posso qui riferire, \u00e8 senz\u2019altro prezioso in quanto a soli dieci anni dalla pubblicazione (Mondadori) \u00e8 divenuto del tutto introvabile.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019ecologia liberale di <strong>Novello Papafava<\/strong> ammetto subito che si presenta problematico scrivere un\u2019ordinaria pagina di recensione.<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019esercizio in genere segue uno schema consolidato: si evidenziano gli spunti salienti, magari quelli in accordo o in disaccordo con il proprio modo di pensare e si indicano le nuove conoscenze acquisite. Magari ci si impegna nel gioco di spigolare per cogliere quei minuti, ma significativi particolari, che rendono pi\u00f9 attraente la lettura e pi\u00f9 coinvolgenti le tesi esposte. Capita di dover criticare le tesi, le idee e le proposte di un autore quando non ci sentiamo in sintonia.<\/p>\n<p>Questo libro per\u00f2, fin dal titolo, si presenta come un boccone accattivante: affronta \u201cl\u2019<strong>ecologia liberale<\/strong>\u201d. A bilanciare la prima impressione, quanto conta il titolo alle volte!, c\u2019\u00e8 quel \u201cProprietari di se e della natura\u201d che induce a riflettere. Per la mia \u201cweltanschauung \u201c, se non oso troppo, sarei portato a contestare subito questo concetto; non lo faccio in quanto temo che la mia visione del mondo sia viziata dalla formazione naturalistica, per me prevalente. Sono io che appartengo alla Natura (notare la mia maiuscola), appartengo a lei e per quanto voglia o possa fare alla fin fine sar\u00f2 sempre sottomesso alla sue leggi. Vero \u00e8 per l\u2019Autore, come ci racconta insegnino i \u201cfautori di un\u2019ecologia liberale\u201d, che \u201cnon esiste una dignit\u00e0 della natura in se, che prescinda dalla nostra valutazione\u2026\u201d.  Cosi facendo s\u2019intende che le nostre capacit\u00e0 intellettive siano espresse sempre in maniera intelligente, nel senso di creare e mai in quello contrario di distruggere.<br \/>\nNon mi avventuro oltre: non ne sono intenzionato e non sarei capace nemmeno di affrontare, al giusto livello, il dibattito su questi temi.<\/p>\n<p>Come recensore lancio la prima provocazione: non accontentatevi di quanto ancora scriver\u00f2. Anzi fermate qui la vostra lettura e provate voi stessi, subito, a leggere ed analizzare il libro.<br \/>\nPapafava tratta in un excursus organico, dai minerali alle foreste, dagli animali agli oceani, per finire con l\u2019atmosfera, quanto c\u2019\u00e8 nell\u2019ambiente in cui siamo immersi ed integrati. Secondo lui la soluzione di tutto, e per qualunque problema, sarebbe il riconoscimento del <strong>diritto di propriet\u00e0<\/strong>. Soluzione che non solo ritiene possibile, ma anche vantaggiosa e non limitatamente  ai proprietari, ma per tutti gli abitanti della terra. Una soluzione questa che eliminerebbe o correggerebbe i tanti difetti dello stato, delle \u201cres nullius\u201d o \u201cres communitatis\u201d che definiscono le appartenenze.<\/p>\n<p>E\u2019 pur vero, e noi lo sappiamo, che in questo settore un po\u2019 tutti gli stati spendono cifre iperboliche senza raggiungere adeguati successi. Quando si ottiene qualche risultato, e solo in alcuni limitati casi, non sempre possono dirsi soddisfacenti, valutando l\u2019onere degli interventi, che genericamente indichiamo come le \u201cpolitiche ambientali\u201d.<\/p>\n<p>Con il capitolo IV\u00b0 l\u2019Autore affronta una battaglia che ritengo davvero impossibile. Di fatto vorrebbe contestare un assunto che ritengo incontrovertibile. \u201cNon \u00e8 possibile uno sviluppo materiale illimitato in un pianeta di risorse limitate\u201d. Qui viene usata una dialettica ad alzo zero contro le teorie di <strong>Malthus<\/strong>. E\u2019 poi la volta di una critica pi\u00f9 feroce alle vecchie previsioni del <strong>Club di Roma<\/strong> ed anche a quelle dei <strong>Meadows<\/strong>. Ricorderete che erano gli autori de \u201cI limiti dello sviluppo\u201d, lo studio fondamentale nella formazione di molti tra noi (anni \u201970). Qui cresce ancora l\u2019azzardo di Papafava quando dedica un paragrafo alle \u201crisorse che aumentano\u201d ed ancora, il successivo, all\u2019\u201cenergia inesauribile\u201d. A questo punto ho avvertito la sensazione di trovarmi in conflitto con le leggi fondamentali della fisica.<\/p>\n<p>Anche nel campo delle risorse alimentari non scende mai il tono: con \u201ctecnologia adeguata\u201d si potrebbero \u201csfamare quaranta o cinquanta miliardi di persone\u201d!  Cos\u00ec si giunge alla vera follia di quel Thomas Sowell che ha ipotizzato, trasferendo idealmente  <strong>tutta la popolazione mondiale nello Stato del Texas<\/strong>, che comunque ogni essere umano avrebbe  avuto a disposizione \u201c1700 piedi quadrati di territorio\u201d. Con le nostre misure: 200 metri quadri a testa.<\/p>\n<p>Andando oltre, pi\u00f9 credibili appaiono le ipotesi enunciate per la conservazione dei <strong>boschi<\/strong>, dove si sa che ha funzionato bene il metodo usato da alcuni gruppi industriali. Questi, essendo proprietari dei terreni, \u201ccoltivano gli alberi\u201d secondo corrette procedure di gestione e  di rimboschimento ottenendo risultati economici e stabilit\u00e0 ambientale.<br \/>\nNel caso degli esempi proposti per il <strong>mondo animale<\/strong>, appare stimolante  il principio, di scuola liberale, che vede a monte dei pericoli di estinzione di alcune specie, non la debolezza fisiologica di certe popolazioni o l\u2019ingordigia dello sfruttamento umano, ma un \u201cdifetto nelle istituzioni giuridiche preposte alla loro tutela\u201d. Cio\u00e8 la \u201cmancanza di un interesse economico privato su di essi\u201d; questo si verificherebbe in carenza del diritto di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Il capitolo VIII\u00b0 dedicato agli <strong>oceani<\/strong>, parte da questa considerazione: nessuno s\u2019interessa ai danni essendo le acque \u201cun bene di tutti\u201d. Quindi vengono ignorati i pericoli pi\u00f9 svariati, a tutti noti, dall\u2019inquinamento all\u2019eccessivo sfruttamento.<\/p>\n<p>Papafava si avventura infine, con l\u2019ultimo capitolo, nel settore pi\u00f9 difficile: quello dell\u2019<strong>atmosfera<\/strong>.  Dopo l\u2019acqua, per natura intrinseca dei fluidi che non conoscono confini,  anche qui si \u00e8 spesso di fronte anche all\u2019impossibilit\u00e0 di ricorrere ai tribunali. Vero \u00e8 inoltre che i sistemi di controllo attuali sono di per se complicati, difficili da mettere in atto e spesso anche di dubbio risultato. Con l\u2019invasione dello spazio da parte delle onde elettromagnetiche di certo l\u2019Autore porta al suo mulino un buon risultato. Ci\u00f2 in quanto introduce nozioni e dati che sono rilevabili solo con moderni strumenti scientifici. Pensare che un tempo bastava distinguere soltanto tra  ci\u00f2 che \u00e8 tangibile da ci\u00f2 che non lo \u00e8 affatto.<\/p>\n<p>Le ultime pagine chiudono con qualche argomentato dubbio sull\u2019<strong>effetto serra<\/strong> e ci\u00f2 in assoluta controtendenza con le fosche previsioni dell\u2019Ipcc (Intergovernamental Panel of Climate Change). Questo forse \u00e8 il miglior esempio di serena critica alle indubbie esagerazioni comparse negli ultimi anni. Esempi che, anche supportati da firme illustri, abbiamo criticato, nel nostro piccolo, sempre qui su questo sito.<\/p>\n<p>Alla fine concordiamo con una citazione di grande buon senso, forse del tutto ovvia, ma purtroppo molto spesso trascurata.  Non basta evitare i rischi, ma \u00e8 buona cosa imparare ad affrontarli. Questa \u00e8 una caratteristica senz\u2019altro da apprezzare nell\u2019animale uomo: cio\u00e8 quella di  adattarsi, essere elastici, imparare a convivere con quanto ci circonda che spesso nella sua evoluzione sfugge anche alle pi\u00f9 accurate previsioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Novello-Papafava_Proprietari-di-se-e-della-natura.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1923\" style=\"float:left;\" title=\"Novello Papafava - Proprietari di s\u00e9 e della natura\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Novello-Papafava_Proprietari-di-se-e-della-natura.png\" alt=\"Novello Papafava - Proprietari di s\u00e9 e della natura\" width=\"132\" height=\"214\" srcset=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Novello-Papafava_Proprietari-di-se-e-della-natura.png 200w, http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Novello-Papafava_Proprietari-di-se-e-della-natura-184x300.png 184w\" sizes=\"(max-width: 132px) 85vw, 132px\" \/><\/a>Papafava Novello,  <a href=\"http:\/\/www.liberilibri.it\/opera.php?k=70\">Proprietari di se e della natura  &#8211; Un\u2019introduzione all\u2019ecologia liberale<\/a>, LiberiLibri 2004, 251 pagg., 14.00 \u20ac<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vive nel Veneto, lavorando nell\u2019azienda agricola di famiglia, il giovane studioso d\u2019economia che ha scritto questo saggio pubblicato nel 2004. Il libro m\u2019\u00e8 pervenuto da un caro amico che, con sano spirito provocatore, mi ha consegnato non uno, ma due volumi della sua biblioteca. L\u2019altro, di cui non posso qui riferire, \u00e8 senz\u2019altro prezioso in &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/proprietari-di-se-e-della-natura\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Proprietari di s\u00e9 e della natura&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[282,1293],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1919"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1919"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1919\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}