{"id":1904,"date":"2009-09-20T08:33:41","date_gmt":"2009-09-20T06:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1904"},"modified":"2009-09-20T08:33:41","modified_gmt":"2009-09-20T06:33:41","slug":"la-breccia-di-porta-pia-ovvero-la-cina-invade-il-tibet-e-lo-normalizza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/la-breccia-di-porta-pia-ovvero-la-cina-invade-il-tibet-e-lo-normalizza\/","title":{"rendered":"La Breccia di Porta Pia (ovvero la Cina invade il Tibet e lo normalizza)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cartolina-XX-settembre.JPG\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1905\" style=\"float:right;\" title=\"Cartolina XX settembre - Porta Pia - Roma\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cartolina-XX-settembre.JPG\" alt=\"Cartolina XX settembre - Porta Pia - Roma\" width=\"175\" srcset=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cartolina-XX-settembre.JPG 298w, http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cartolina-XX-settembre-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 298px) 85vw, 298px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 2 settembre <strong>Napoleone <\/strong>\u00e8 sconfitto a Sedan, il 5 settembre a Parigi viene proclamata la Repubblica, che mostra poco interesse per la questione romana. La Convenzione italo-francese del 15 settembre 1864, che garantiva la sicurezza di ci\u00f2 che restava dello Stato pontificio, pu\u00f2 essere ora ignorata senza il timore di un intervento straniero a difesa di <strong>Pio IX<\/strong>. Bisogner\u00e0, al solito, trovare i pretesti per giustificare una premeditata aggressione i cui preparativi, diplomatici e militari, erano iniziati in agosto, quando gi\u00e0 si delineava la sconfitta di Napoleone.<\/p>\n<p>\u00c8 del 29 agosto una circolare di <strong>Visconti Venosta<\/strong> alle ambasciate in cui si segnala come lo Stato pontificio stesse organizzando un esercito di mercenari con scopi offensivi per un\u2019improbabile crociata (\u00e8 sempre necessario trovare i pi\u00f9 incredibili pretesti per giustificare un\u2019aggressione). Alla circolare \u00e8 allegato un memorandum in dieci punti in cui si delineano le condizioni e le proposte per salvaguardare la libert\u00e0 di azione del Papa e della Chiesa (una specie di guarentigie ante litteram).<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019esercito papalino al 20 settembre contava 14000 uomini, compresi i pompieri; questa \u00e8 la forza di aggressione agli ordini del generale <strong>Kanzler<\/strong>. Il memorandum non poteva essere accettato da Pio IX, che non voleva cedere sul potere temporale senza che fosse evidente al mondo la violenza della spoliazione (dir\u00e0 successivamente al Ponza: \u201c<em>voi parlate sempre delle aspirazioni dei romani, voi potete vedere come sono tranquilli\u2026 Io posso cedere alla violenza ma dare una sanzione all\u2019ingiustizia mai<\/em>\u201d). In cuor suo confidava nella Provvidenza, come aveva fatto in tutta la sua vita, oltre ad avere l\u2019errata convinzione che le minacce di occupazione non si sarebbero mai realizzate.<\/p>\n<p>Il 7 settembre arriva a Roma il <strong>Conte Ponza di S. Martino<\/strong>, latore di una lettera di <strong>Vittorio Emanuele II<\/strong> che, pur proclamandosi figlio e cattolico, annuncia al Papa l\u2019inderogabile necessit\u00e0 di occupare lo Stato della Chiesa per prevenire disordini, sommosse, spargimenti di sangue provocati dalle truppe straniere (i volontari del tranquillo esercito papalino). I disordini all\u2019interno della Stato della Chiesa sono sempre stati il pretesto per giustificare le aggressioni, peccato che non si siano mai verificati\u2026 Ne sa qualcosa <strong>Garibaldi<\/strong>, che vide fallire la sua campagna del 1867 sia a causa dei francesi, sia per la mancanza totale di sommosse popolari a Roma e nel resto dello Stato della Chiesa.<\/p>\n<p>Il Ponza di S. Martino, ribattezzato dai romani Ponzio Pilato, fu ricevuto dal Papa il 10 settembre. La reazione alla lettera di Vittorio Emanuele fu piuttosto dura e si concluse con la frase: \u201c<em>Non sono un profeta, n\u00e9 figlio di profeta, ma vi dico che non entrerete e se entrerete non ci resterete.<\/em>\u201d La profezia, in parte sbagliata, venne moderata dallo stesso Pio IX che, rasserenatosi, aggiunse: \u201c<em>Per\u00f2 vi dico che su questo non sono infallibile.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Lo stesso 10 settembre, il Ponza rientrava a Firenze senza risposta scritta del Papa, che arriver\u00e0 pi\u00f9 tardi. In questa stessa data, viene ordinato al generale <strong>Raffaele Cadorna<\/strong> di entrare nello Stato pontificio al comando di 60000 uomini, senza alcuna dichiarazione di guerra. Nella ricerca di pretesti validi, si evince da una lettera di Lanza che \u201c<em>ancora una volta furono utilizzati fondi segreti per suscitare un\u2019insurrezione che offrisse il pretesto per intervenire<\/em>\u201d a restaurare la legge e l\u2019ordine. Ma neppure questa volta i romani si sollevarono. Si dovette cos\u00ec trovare un\u2019altra scusa per l\u2019invasione ed alcuni municipi al di l\u00e0 del confine pontificio vennero sollecitati a inviare petizioni invocanti protezione contro l\u2019anarchia.<\/p>\n<p>Cosa succede intanto in Vaticano? Quasi nulla, nella vita quotidiana il Papa rispetta tutti i suoi impegni. In questi giorni a Roma si respira un\u2019atmosfera irreale, passivamente attendista. Il Cardinal Segretario di Stato <strong>Antonelli <\/strong>non mette al sicuro n\u00e9 l\u2019obolo di San Pietro, n\u00e9 l\u2019archivio corrente della Segreteria, che resta nel palazzo del Quirinale. Pio IX, nel pomeriggio del 10, inaugura l\u2019acquedotto dell\u2019Acqua Marcia-Pia e nessuna cerimonia vaticana viene soppressa. Con l\u2019esercito italiano ormai in territorio pontificio, la \u201csommossa\u201d popolare si manifesta in modo pacifico. Infatti, il 17 settembre, in San Pietro, viene rinvenuta una pasquinata e un ombrello rotto che, forse, indica lo stato d\u2019animo del popolo romano, scanzonato e indifferente agli avvenimenti, abituato da secoli a far da comparsa ai grandi eventi che nell\u2019Urbe si succedevano:<\/p>\n<blockquote><p><em>Santo Padre benedetto<br \/>\nci sarebbe un poveretto<br \/>\nche vorrebbe darvi in dono<br \/>\nquesto ombrello.<br \/>\n\u00c8 poco buono<br \/>\nma non ho nulla di meglio<br \/>\nmi direte \u201ca che mi vale?\u201d<br \/>\nTuona il nembo, Santo Veglio;<br \/>\n\u00e8 se cade il \u201ctemporale\u201d?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Domenica 18, l\u2019esercito italiano \u00e8 accampato alle porte della capitale. Il Papa, come era uso fare per distrarsi, compone una sciarada: \u201c<em>Il tre non oltrepassa il mio primiero \u2013 \u00c8 l\u2019altro molto vasto e molto infido \u2013 che spesso fa tremar l\u2019intero<\/em>\u201d. La soluzione \u00e8 \u201c<em>tre-mare<\/em>\u201d, ma il Papa si affretta a dire che l\u2019intero non corrisponde al suo stato d\u2019animo.<\/p>\n<p>Fra pasquinate e sciarade, ci sono ben altre decisioni da prendere e Pio IX ne prende due fondamentali: il Papa non andr\u00e0 via da Roma e la resistenza all\u2019invasione sar\u00e0 solo simbolica, a prova della violenza subita. Sul primo punto ci sono poche discussioni, oltre alla volont\u00e0 del Papa non vi sono offerte concrete di ospitalit\u00e0 da altri stati europei. Sul secondo, per evitare spargimenti di sangue, vi era la posizione del Cardinale Antonelli che prevedeva che l\u2019esercito pontificio attendesse gli invasori con le armi al piede. A questa proposta si opponeva la posizione del generale Kanzler, che chiedeva si desse all\u2019esercito una possibilit\u00e0 di contrastare gli invasori e dimostrare, cos\u00ec, la sua fedelt\u00e0 al pontefice. La lettera consegnata al generale Kanzler dal Cardinale Antonelli, il 14 settembre, parlava di resa ai primi colpi di cannone. Questa lettera presenta una correzione di data al 19 settembre ed una modifica nel testo che spostava la resa all\u2019apertura di una breccia (ma questa correzione sembra fatta a posteriori per coprire la disobbedienza dell\u2019esercito, che combatt\u00e8 oltre i limiti fissati dallo stesso Papa). Lo stesso generale Cadorna, d\u2019altronde, lo conferma nelle sue memorie, giustificando per\u00f2 la disobbedienza del generale Kanzler con i principi dell\u2019onore militare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/Lapide-Porta-Pia.JPG\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1906\" style=\"float:left;\" title=\"Lapide XX settembre - Porta Pia - Roma\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/Lapide-Porta-Pia.JPG\" alt=\"Lapide XX settembre - Porta Pia - Roma\" width=\"226\" srcset=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/Lapide-Porta-Pia.JPG 386w, http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/Lapide-Porta-Pia-172x300.jpg 172w\" sizes=\"(max-width: 386px) 85vw, 386px\" \/><\/a>La mattina del fatale 20 settembre inizi\u00f2 con la messa del Papa delle 6:30 alla presenza del corpo diplomatico al completo e tre soli cardinali: Antonelli, Berardi e Bonaparte. Dopo la messa furono serviti cioccolata e gelati, mentre si udiva il fragore delle cannonate dalla biblioteca privata del pontefice. La conversazione verteva su tutt\u2019altri argomenti, finch\u00e9, pochi minuti prima delle 10:00 arriv\u00f2 la comunicazione dello sfondamento della breccia.<\/p>\n<p>Il Papa sped\u00ec al generale Kanzler l\u2019ordine esecutivo di capitolazione e la bandiera bianca fu issata a Castel Sant\u2019Angelo e sul torrino del Quirinale.<br \/>\nStando alle parole dell\u2019ambasciatore francese, l\u2019anziano Papa, con gli occhi ricolmi di lacrime e la voce tremante, si conged\u00f2 dai rappresentanti diplomatici, pregandoli di proteggere i volontari stranieri accorsi in sua difesa.<br \/>\nIl costo in vite umane della presa di Roma fu di 56 caduti (13 ufficiali e 43 soldati) e 141 feriti da parte italiana; 20 morti e 49 feriti da parte papalina.<\/p>\n<p>Una volta entrato in citt\u00e0, va dato atto al generale Cadorna di non aver consentito violenze da parte degli anticlericali e di aver tenuto a freno le ambizioni di governo dei patrioti romani, che chiaramente celavano propositi vendicativi.<br \/>\nPer il governo italiano iniziava, infatti, una nuova fase che prevedeva la liquidazione di garibaldini, mazziniani e repubblicani utili per i colpi di mano ma dannosi ad uno Stato costituito.<\/p>\n<p>Il 2 ottobre si celebrava il rito del <strong>Plebiscito<\/strong>. I risultati parlano da soli: a Roma 40765 s\u00ec e 46 no; in tutto lo Stato 133681 s\u00ec e 1507 no. La normalizzazione era gi\u00e0 in atto.<br \/>\nUn\u2019ultima curiosit\u00e0: Pelloux, responsabile dell\u2019artiglieria e, anni dopo, Presidente del Consiglio, fu decorato con la Croce di Guerra per aver fatto breccia nelle mura con le sue batterie, mentre il sottotenente <strong>Carlo Amirante<\/strong>, che per primo apr\u00ec il fuoco con la sua batteria sulle mura di Porta Pia, visse una profonda crisi di coscienza: dopo un\u2019udienza privata dal Papa, si conged\u00f2 dall\u2019esercito. Sacerdote dal 1877, Amirante mor\u00ec nel 1934. La causa di beatificazione \u00e8 stata aperta nel 1980.<\/p>\n<p>Ricorrendo quest\u2019anno il 139\u00b0 anniversario della liberazione di Roma da parte dell\u2019esercito \u201csardo-piemontese\u201d, assisteremo alle abituali cerimonie commemorative di sapore laicista e anticlericale. Sar\u00e0 bene ricordare anche che si tratt\u00f2 di un\u2019invasione di uno Stato sovrano senza alcuna dichiarazione di guerra e senza alcuna valida giustificazione. Tra l\u2019altro, l\u2019annessione non fu opera delle forze che per anni l\u2019avevano reclamata (garibaldini, mazziniani e repubblicani ne furono esclusi), ma l\u2019ultimo anno di aggressione della politica espansionista del vecchio Piemonte.<br \/>\nSe si accetta questo principio sar\u00e0 doveroso celebrare anche l\u2019anniversario dell\u2019invasione del <strong>Tibet <\/strong>da parte della <strong>Repubblica popolare cinese<\/strong>.<\/p>\n<p>Dall\u2019Urbe, il 20 settembre 2009<br \/>\n<em>L\u2019ultimo zuavo<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Bibliografia<\/strong><\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Andreotti, Giulio, La sciarada di Papa Mastai, Milano, Rizzoli, 1968.<\/li>\n<li>Mack-Smith, Dennis, Il Risorgimento italiano, Roma-Bari, Laterza, 1973.<\/li>\n<li>Sabbatucci G. \u2013 Vidotto V., Storia d\u2019Italia, voll. I \u2013 II, Roma-Bari, Laterza, 1994-1995.<\/li>\n<li>Tornielli, Andrea, Pio IX, l\u2019ultimo Papa re, Milano, Il Giornale, 2004.<\/li>\n<li>Villari, Lucio (a cura di), Il Risorgimento: storia, documenti, testimonianze, Roma, L\u2019Espresso, 2007<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 settembre Napoleone \u00e8 sconfitto a Sedan, il 5 settembre a Parigi viene proclamata la Repubblica, che mostra poco interesse per la questione romana. 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