{"id":1696,"date":"2009-01-07T23:17:32","date_gmt":"2009-01-07T22:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1696"},"modified":"2009-01-07T23:29:28","modified_gmt":"2009-01-07T22:29:28","slug":"leggiamo-jihad-le-radici-di-luciano-pellicani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/leggiamo-jihad-le-radici-di-luciano-pellicani\/","title":{"rendered":"Leggiamo &#8220;Jihad:le radici&#8221; di Luciano Pellicani"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1700 alignright\" style=\"float:right;\" title=\"Copertina di &quot;Jihad:le radici&quot; di Luciano Pellicani\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/01_copertina-_pellicani.jpg\" alt=\"Copertina di &quot;Jihad:le radici&quot; di Luciano Pellicani\" height=\"200\" \/>Il 27 dicembre \u00e8 morto <a title=\"Samuel Huntington\" href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Mondo\/2008\/12\/samuel-huntington-morto.shtml?uuid=8eacdf78-d440-11dd-981f-b4541c54b79e&amp;DocRulesView=Libero\"><strong>Samuel Huntington<\/strong><\/a>, uno dei pi\u00f9 influenti politologi statunitensi; aveva 81 anni ed era professore all&#8217;Harvard University. Conosciuto dappertutto come  un saggio, ha pubblicato molti libri, il pi\u00f9 famoso di tutti, tradotto in oltre quaranta lingue, dal titolo &#8220;<a title=\"Lo scontro delle civilt\u00e0\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lo_scontro_delle_civilt%C3%A0\"><strong>Lo scontro delle civilt\u00e0<\/strong><\/a>\u201d.  Con queste pagine aveva posto al centro delle sue riflessioni  l\u2019idea \u201c<em>che, nel mondo successivo alla dissoluzione dell&#8217;Urss, i conflitti violenti non vedranno pi\u00f9 contrapporsi nazioni o gruppi di nazioni, ma nasceranno dalle differenze culturali e religiose fra le grandi culture<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il professor <a title=\"Giovanni Sartori\" href=\"http:\/\/www.giovannisartori.it\/\"><strong>Giovanni Sartori<\/strong><\/a>, nella prefazione del volume di <a title=\"Pellicani \" href=\"http:\/\/www.luissuniversitypress.it\/site\/it-IT\/Scheda\/default.html?SchedaID=13676\"><strong>Luciano Pellicani \u201cJihad: le radici\u201d<\/strong>, edito dalla Luiss University Press<\/a> (12 \u20ac)  lo cita nelle primissime righe per evidenziare questa sua acuta osservazione, che a quasi vent\u2019anni dalla pubblicazione induce ad una profonda riflessione. Conflitto di civilt\u00e0?  Huntington ritiene ed argomenta per il si, mentre \u201c<em>i politici rispondono quasi tutti di no<\/em>\u201d.  Perch\u00e9 mai cos\u00ec? <strong>Sartori <\/strong>, come sempre ironico, li assimila con quella \u201c<em>vasta schiera di lieto pensanti, che vive sperando e muore cantando<\/em>\u201d.<!--more--><\/p>\n<p>E\u2019 indubbia la verve umoristica del noto professore toscano, ma questa stroncatura non poteva offrire miglior presentazione per il professor <strong>Pellicani<\/strong>, titolare della cattedra di sociologia politica presso la <strong>Luiss<\/strong>, gi\u00e0 direttore di \u201c<a title=\"Mondoperaio\" href=\"http:\/\/www.mondoperaio.com\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=22&amp;Itemid=45\"><strong>Mondoperaio<\/strong><\/a>\u201d, ed autore di questo volume edito alla fine del 2004.<br \/>\nSi tratta di una ricca lettura, senz\u2019altro capace di indurre molte riflessioni. Si presenta con un agile volumetto di meno di 100 pagine (altre 20, utilissime, sono di bibliografia) pubblicato nella collana \u201cAgor\u00e0\u201d. <strong>Giovanni Sartori<\/strong> chiude la sua presentazione con queste incisive parole: \u201c <em>Vorrei che questa raccolta diventasse un testo &lt;classico&gt; di riferimento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Pellicani <\/strong>indica in apertura alcuni suoi lavori di riferimento per la materia: su <strong>Mondoperaio <\/strong>due scritti del 1990 e del 2001 e poi altri due studi pubblicati nel 2002 (<strong>Dalla societ\u00e0 chiusa alla societ\u00e0 aperta, Rubettino<\/strong>)  e nel 2004 (<strong>Enciclopedia del Novecento, Il terrorismo Islamico<\/strong>).<br \/>\nIneludibile \u00e8 la con nettezza con cui si evidenzia come la \u201c<em>civilt\u00e0 occidentale<\/em>\u201d abbia \u201c<em>letteralmente assediato le altre civilt\u00e0 e le ha poste di fronte ad una sfida di immani proporzioni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"177\" height=\"236\" class=\"alignleft size-full wp-image-1702\" style=\"float:left;\" title=\"Luciano Pellicani\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/pellicani-luciano.jpg\" alt=\"Luciano Pellicani\" \/>Ci\u00f2 appare evidente anche nel titolo del primo capitolo \u201c<em>La guerra culturale fra Occidente ed Oriente<\/em>\u201d dove si spiega ripetutamente, con esempi e citazioni, come di fatto la moderna civilt\u00e0 industriale abbia in se un \u201c<em>bacillo letale per la religione<\/em>\u201d.  Infatti \u201c <em>uccide ovunque s\u2019installa il senso del sacro<\/em>\u201d.  Di conseguenza i fondamentalisti si sentono chiamati a proteggere l\u2019Islam dal Grande Satana. A loro dire ne consegue che la guerra santa dovrebbe essere condotta \u201c<em>senza quartiere sino all\u2019instaurazione del governo di Dio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Davvero stimolante appare anche il secondo capitolo laddove diverse citazioni di <a title=\"Claude L\u00e9vi-Strauss\" href=\"http:\/\/www.emsf.rai.it\/biografie\/anagrafico.asp?d=31\"><strong>Claude  L\u00e9vi-Strauss<\/strong><\/a> ci portano a conclusioni lapidarie. Ad esempio quando scrive : \u201c<em>\u2026 di colpo, mi sento etnologicamente e fermamente difensore della mia cultura<\/em>\u201d. Chi lo scrive ora noi ben sappiamo che ci ha spiegato per primo e per tanti anni che non esiste una cultura che sia ontologicamente superiore alle altre. Oggi questo assunto \u00e8 divenuto terreno comune per tutti gli etnologi.<\/p>\n<p>Nel terzo capitolo viene sviluppato sempre il tema dell\u2019Islam e dell\u2019Occidente partendo dalla rivoluzione di <a title=\"Khomeini\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Khomeini\"><strong>Khomeini<\/strong> <\/a>che, come ricorderete, aveva cercato di arrestare, prima che fosse troppo tardi, il processo di \u201cintrusione\u201d della civilt\u00e0 moderna. Ci\u00f2 era avvenuto eliminando tutto ci\u00f2 che inquinava la <strong>Umma, <\/strong>e <strong>Khomeini<\/strong> predicava ossessivamente ai suoi che non poteva esserci \u201c<em>altro partito che il partito di Dio<\/em>\u201d. Questa fu una operazione devastante per tutti gli intellettuali del mondo mussulmano: distruggendo il principio base della libert\u00e0 individuale, negava di fatto la possibilit\u00e0 di raggiungere sicurezza e prosperit\u00e0 e quindi anche la felicit\u00e0 su questa terra.<\/p>\n<p>Il lavoro del professor <strong> Pellicani <\/strong>termina con il capitolo quarto, sul terrorismo islamico. Questo \u00e8 incentrato, come subito s\u2019intuisce, sulla \u201c<em>guerra santa<\/em>\u201d, il <em>jihad<\/em>. Trattasi di una grande ed assoluta battaglia concepita da <strong>Maometto<\/strong> come \u201c<em>un dovere religioso<\/em>\u201d. \u201c<em>Il jihad  \u00e8 il monachesimo dell\u2019Islam<\/em>\u201d recita un <em>hadith<\/em>; cos\u00ec quelli che \u201c<em>combattono sulla via di Dio<\/em>\u201d saranno destinati ad entrare immediatamente in paradiso. In quanto \u201c<em>martiri della fede, non muoiono veramente; essi continuano a vivere; cambiando solo forma di vita<\/em>\u201d: questa \u00e8 la promessa del <strong>Profeta<\/strong>.<br \/>\nCos\u00ec anche la chiamata alle armi, finalizzata ad uccidere i politeisti che \u201c<em>Dio punir\u00e0 per mano vostra<\/em>\u201d, come recita sempre il <strong>Corano<\/strong>, non \u00e8 che la lettura puntuale del messaggio del <strong>Profeta<\/strong>. Il tutto finalizzato a distruggere i valori e le istituzioni della civilt\u00e0 occidentale in quanto dominata da \u201cforze sataniche\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 dicembre \u00e8 morto Samuel Huntington, uno dei pi\u00f9 influenti politologi statunitensi; aveva 81 anni ed era professore all&#8217;Harvard University. 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