{"id":1289,"date":"2008-04-29T22:03:57","date_gmt":"2008-04-29T20:03:57","guid":{"rendered":"1774398290"},"modified":"2008-04-29T22:03:57","modified_gmt":"2008-04-29T20:03:57","slug":"dalla-parte-di-chi-abolira-le-province-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/dalla-parte-di-chi-abolira-le-province-2\/","title":{"rendered":"Dalla parte di chi abolir\u00e0 le province \/2"},"content":{"rendered":"<p>Esistono partiti, o meglio deputati che hanno dato prova, anche nel corso dell&#8217;ultima legislatura, di fare sul serio? Sono stati promotori di credibili iniziative e\/o hanno depositato proposte di legge chiare il tal senso? Lo hanno fatto soltanto i <strong>deputati socialisti (Rosa nel Pugno)<\/strong> <strong>Buemi  e Villetti<\/strong>, con una eccellente proposta di legge costituzionale, la <a title=\"PdL 2818 del 21 giugno 2007\" href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/lavori\/stampati\/pdf\/15PDL0031370.pdf\">2818 del 21 giugno 2007<\/a>. Questa, di fatto solo assegnata alla competente commissione e per la quale non \u00e8 mai stata iniziata la discussione, propone esplicitamente, modificando la Costituzione, una effettiva  semplificazione del governo locale, attraverso l&#8217;<strong>abolizione delle province<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>In parte anche <strong>i radicali della<\/strong> <strong>Rosa nel Pugno<\/strong> con la <a title=\"PdL 2250 del 13 febbraio 2007\" href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/lavori\/stampati\/pdf\/15PDL0026320.pdf\">PdL n 2250<\/a>,  che  propone &#8220;<em>Norme per il contenimento dei costi della politica, delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni&#8221;, <\/em>hanno chiesto l&#8217;<strong>abolizione dei consigli circoscrizionali<\/strong> e precise, concrete misure per una effettiva riduzione della spesa<em>.<\/em><\/p>\n<p>Tra le numerose anomalie del quadro logico dell&#8217;istituto provinciale \u00e8 opportuno sottolineare le analogie formali della struttura logistica con il modello parlamentare, come se anche quella fosse una <strong>assemblea legislativa<\/strong>. Il fatto \u00e8 accettabile, seppur in scala ridotta, per la struttura regionale,  ma l&#8217;esatta replica dell&#8217;organizzazione, dagli uscieri ai commessi, dalle tanto discusse auto blu ai gruppi consiliari, dalle procedure per le interpellanze e per le interrogazioni alle cosiddette modalit\u00e0  ispettive  dimostra, a mio avviso, che in pratica viene esattamente duplicato il modello complesso (perch\u00e9 necessariamente garantista) di una vera assemblea legislativa.<\/p>\n<p>Non secondaria mi  sembrerebbe anche questa osservazione che si estende per l&#8217;arco di quasi quarant&#8217;anni dal 1970, data della nascita delle <strong>Regioni<\/strong>. Si \u00e8 verificato un progressivo, continuo, e per alcuni aspetti addirittura travolgente, trasferimento (o delega) delle funzioni e delle attribuzioni agli enti di livello subordinato, quindi alle Province ed ai Comuni.   Questo comportamento poteva certo avere una logica all&#8217;epoca, negli anni &#8217;70,  quando si rivendicava dalla &#8220;periferia&#8221; verso il &#8220;centro&#8221; una pi\u00f9 diretta ed agevole partecipazione ai momenti amministrativi  e di governo del territorio. Oggi, nel terzo millennio, e soprattutto con l&#8217;esplosione, oltre ogni possibile scenario immaginabile all&#8217;epoca, delle molteplici opportunit\u00e0  dell&#8217;informatica, pone gi\u00e0  e fra breve lo sar\u00e0  compiutamente,  qualsiasi cittadino in grado d&#8217;essere presente, di partecipare, di vedere, d&#8217;interagire. Tutto ci\u00f2 pur rimanendo fisicamente  a casa e restando nel suo territorio.<\/p>\n<p>Faccio un solo esempio per tutti e lo prendo dalla mia regione, le <strong>Marche<\/strong>. Che senso ha avuto ed a quali risultati ha portato il trasferimento delle <strong>competenze urbanistiche<\/strong> alle province? Al tempo quattro, ora addirittura cinque! Si pensi che la popolazione dell&#8217;intera regione non oltrepassa il milione e mezzo di abitanti (1.542.106 ) con un territorio pari a 9694 kmq. Ebbene cosa dovrebbero fare Milano o Roma  con oltre 2.700.000 abitanti l&#8217;una e 3.900.000 l&#8217;altra. Cosa fare  solo per gestire la pianificazione urbanistica o la rete dei trasporti?<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 dimostrare che il decentramento equivalga sempre ad una maggior partecipazione? Non magari il contrario, com&#8217;\u00e8 tangibile nell&#8217;esperienza quotidiana, quando perfino le sedute del <strong>Consiglio Comunale<\/strong> vedono un vuoto assoluto di pubblico!  Per di pi\u00f9 il mito indiscusso del decentramento espone ad un rischio concreto (tratto dall&#8217;esperienza quotidiana in periferia) che annovera una vasta casistica di meccanismi perversi di <strong>nepotismo<\/strong> e di <strong>corruzione<\/strong>. Infatti il livello di operativit\u00e0  del &#8220;controllore&#8221; s&#8217;interseca, e si confonde paurosamente, con quello del &#8220;controllato&#8221;.<\/p>\n<p>Infine mi sembra opportuno sottolineare anche il rischio di &#8220;battaglie di bandiera&#8221; condotte appunto con passi ed iniziative formali si (ad esempio le proposte di legge),  ma che poi non trovano nessuna convinta azione di supporto da parte dei partiti.  Questa situazione mostra ancor di pi\u00f9 una curiosa dicotomia, proprio nell&#8217;ambito del mondo radicale.  Ci\u00f2 trova da un verso giustificazione nella numerosa messe di iniziative che vengono attivate dai <strong>parlamentari radicali<\/strong>; per\u00f2 dall&#8217;altro denota una netta cesura, con il famoso &#8220;metodo pannelliano&#8221;. Metodo ben noto, almeno un tempo, per la scelta di affrontare una battaglia alla volta con tutte le forze e le risorse possibili e immaginabili, metaforicamente &#8220;<em>usque ad sanguinem<\/em>&#8220;.  Chi non ricorda gli anni della battaglia per la lotta contro la fame nel mondo, oppure \u00e8 sotto gli occhi di tutti oggi quella &#8220;per il rispetto della parola data&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono partiti, o meglio deputati che hanno dato prova, anche nel corso dell&#8217;ultima legislatura, di fare sul serio? Sono stati promotori di credibili iniziative e\/o hanno depositato proposte di legge chiare il tal senso? 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