{"id":1271,"date":"2008-04-15T22:51:11","date_gmt":"2008-04-15T20:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1271"},"modified":"2008-04-26T22:30:34","modified_gmt":"2008-04-26T20:30:34","slug":"1978-semplicemente-de-gregori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/1978-semplicemente-de-gregori\/","title":{"rendered":"1978, semplicemente &#8220;De Gregori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(<a title=\"E tu da che parte stai?\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/e-tu-da-che-parte-stai\/\"><em>segue&#8230;<\/em><\/a>) Dopo i primi, grandi successi e dopo <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/de-gregori-1976-dramma-al-palalido\/\">il dramma sfiorato al Palalido<\/a>, nel 1976, De Gregori torna, sul finire degli anni 80, con due album: \u201c<strong>De Gregori<\/strong>\u201d, del 1978, e \u201c<strong>Viva l\u2019Italia<\/strong>\u201d, dell\u2019anno successivo.<br \/>\nSoprattutto il primo \u00e8 un album di grande importanza, nella produzione artistica del cantautore: si tratta di un disco che, pur rimescolando ancora una volta le carte fino a qui raccolte, continua ad attraversare i nodi chiave del modo di scrivere le canzoni che abbiamo sin qui rintracciato: \u201cla storia\u201d, in \u201cGenerale\u201d ed in \u201cIl \u201856\u201d, \u201cle storie\u201d in \u201cL\u2019impiccato\u201d, il mondo dell\u2019infanzia in \u201cBabbo in prigione\u201d, i ritratti femminili in \u201cNatale\u201d, la forma racconto in \u201cRenoir\u201d; De Gregori inserisce nell\u2019album del 1978 anche una canzone molto individuale e privata, \u201cRaggio di sole\u201d, legata all\u2019imminente paternit\u00e0 (nasceranno Federico e Marco, gemelli).<!--more--><\/p>\n<p>Tra tutte quelle contenute nei due album di cui ci occupiamo in questo intervento, la canzone pi\u00f9 famosa \u00e8 senza dubbio \u201c<strong>Generale<\/strong>\u201d, una canzone presente, con gli arrangiamenti pi\u00f9 diversi, in quasi tutte le raccolte degli anni successivi e nelle scalette di quasi tutti i concerti.<br \/>\nNella raccolta \u201c<strong>La valigia dell\u2019attore<\/strong>\u201d, ad esempio, la canzone \u00e8 arrangiata, in maniera davvero molto originale e suggestiva, quasi fosse un bolero; in ogni caso, il ritmo della canzone, qualunque sia l\u2019arrangiamento, \u00e8 sempre molto incalzante e serrato, come quello di una marcia.<br \/>\nE, in fondo, di \u201cmarcia\u201d si parla, in quanto \u201cGenerale\u201d racconta di un soldato, un soldato che torna dalla guerra; sarebbe per\u00f2 sbagliato dire che \u201cGenerale\u201d \u00e8 una canzone \u201csulla guerra\u201d, perch\u00e9 descrive piuttosto \u201cil ritorno dalla guerra\u201d, le piccole cose che aspettano il soldato al suo ritorno a casa:<\/p>\n<blockquote><p><em>Generale la guerra \u00e8 finita \/ il nemico \u00e8 scappato, \u00e8 vinto, \u00e8 battuto \/ dietro la collina non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno \/ solo aghi di pino, e silenzio, e funghi \/ buoni da mangiare, buoni da seccare \/ da farci il sugo quando viene Natale \/ quando i bambini piangono \/ e a dormire \/ non ci vogliono andare<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Anche in questo caso, la canzone nasce da una suggestione letteraria definita e quanto mai precisa: \u201cAddio alle armi\u201d di Ernest Hemingway\u201d (l\u2019autore sar\u00e0 nuovamente chiamato in causa, anni dopo, con una vera e propria citazione: il titolo di un\u2019opera di Hemingway, \u201cMorte nel pomeriggio\u201d, diventer\u00e0 il titolo dell\u2019album di De Gregori del 2001, \u201cAmore nel pomeriggio\u201d).<br \/>\nIn particolare, un verso preciso \u00e8 ispirato al capolavoro dello scrittore americano composto durante la prima guerra mondiale, alla quale Hemingway ha partecipato sul fronte italiano come autista della Croce Rossa; si tratta  di \u201ce a farci fare l\u2019amore, l\u2019amore dalle infermiere\u201d; \u00e8 De Gregori stesso a spiegarlo, nel 1997, a NEU, una rivista infermieristica: \u201cQuella canzone \u00e8 figlia di un mondo letterario che parte soprattutto dal romanzo di Hemingway \u201cAddio alle armi\u201d, dove c\u2019\u00e8 la figura di un\u2019infermiera dolcissima che comunque fa l\u2019amore con un protagonista\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGenerale\u201d descrive il campo dopo la battaglia, il silenzio dopo quell\u2019ecatombe che fu la prima guerra mondiale, dove i cinque figli della contadina, i cinque soldati del fronte, le \u201ccinque lacrime sulla mia pelle\u201d, sono la decorazione di quel generale, le \u201ccinque stelle\u201d sulla sua divisa.<br \/>\nIl racconto del soldato avviene sul treno del ritorno e questo non \u00e8 senz\u2019altro casuale: la metafora del viaggio conosce in questo disco, ed in questa canzone in particolare,  una superba collocazione (un\u2019operazione simile avverr\u00e0 anche nell\u2019album successivo, \u201cViva l\u2019Italia\u201d, poi, soprattutto, in \u201cTitanic\u201d, ma anche in molto altro ancora): la metafora del viaggio, infatti, aggiunge in questo caso qualcosa in pi\u00f9 all\u2019idea della transizione, del passaggio da un luogo all\u2019altro, dove le cose si vedono in un modo diverso; il viaggio qui \u00e8 anche il passaggio da un mondo all\u2019altro, da una convinzione, da un\u2019idea, ad un\u2019altra:<\/p>\n<blockquote><p><em>Generale dietro la stazione \/ lo vedi il treno che portava al sole \/ non fa pi\u00f9 fermate neanche per pisciare \/ si va dritti a casa senza pi\u00f9 pensare \/ che la guerra \u00e8 bella anche se fa male \/ che torneremo ancora a cantare<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Una caratteristica di questa canzone \u00e8 la mancanza di un vero e proprio ritornello o, almeno, di un ritornello cantato: il \u201critornello\u201d pu\u00f2 essere infatti considerato l\u2019intermezzo di pianoforte che scandisce il racconto e separa una dall\u2019altra le quattro strofe; ma le caratteristiche che rendono \u201cGenerale\u201d una pietra miliare nella produzione di De Gregori e nella storia della musica italiana del dopoguerra sono la sua composta grandezza e la sua forza espressiva, riconosciutale da tutti: \u201cGenerale\u201d ricever\u00e0 l\u2019ennesimo, ma importantissimo, tributo nel 2002, quando <strong>Vasco Rossi<\/strong> inserisce nel suo cd \u201cTracks\u201d la versione proposta nel concerto del 7 luglio del 1995 a San Siro (in un certo senso, Vasco Rossi ha cos\u00ec ricambiato l\u2019omaggio di qualche anno prima, quando De Gregori proponeva nei suoi concerti una sua versione di \u201cVita spericolata\u201d, canzone inserita poi dal cantautore romano anche nel live \u201cIl bandito e il campione\u201d). (<a title=\"1979: Viva l'Italia\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/1979-viva-l-italia\/\"><em>continua&#8230;<\/em><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(segue&#8230;) Dopo i primi, grandi successi e dopo il dramma sfiorato al Palalido, nel 1976, De Gregori torna, sul finire degli anni 80, con due album: \u201cDe Gregori\u201d, del 1978, e \u201cViva l\u2019Italia\u201d, dell\u2019anno successivo. 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