{"id":1266,"date":"2008-04-10T22:32:32","date_gmt":"2008-04-10T21:32:32","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1266"},"modified":"2008-04-26T22:29:20","modified_gmt":"2008-04-26T20:29:20","slug":"e-tu-da-che-parte-stai","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/e-tu-da-che-parte-stai\/","title":{"rendered":"E tu da che parte stai?"},"content":{"rendered":"<p>(<a title=\"De Gregori: 1976, dramma al Palalido\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/de-gregori-1976-dramma-al-palalido\/\"><em>segue&#8230;<\/em><\/a>) Dopo aver raccontato <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/de-gregori-1976-dramma-al-palalido\/\">la drammatica vicenda del concerto del PalaLido<\/a>, vorrei interrompere per un attimo la cronistoria degli aneddoti, delle curiosit\u00e0 e dei riferimenti legati agli album di De Gregori e dedicare un intervento ai <strong>temi ricorrenti<\/strong> nelle canzoni del &#8220;Principe&#8221;.<\/p>\n<p>Ascoltando le canzoni di De Gregori non ci si pu\u00f2 non meravigliare, infatti, della frequenza con cui compaiono parole come &#8220;stazione&#8221; e &#8220;treno&#8221; (un po&#8217; meno frequenti &#8220;binari&#8221;, &#8220;ferrovia&#8221; e &#8220;vagone&#8221;): <strong>il tema del viaggio<\/strong>, reale o immaginario che sia, \u00e8 sicuramente &#8220;il&#8221; tema ricorrente nelle canzoni del cantautore romano.<\/p>\n<p>Altro tema fondamentale e ricorrente nelle canzoni di De Gregori \u00e8 <strong>la &#8220;storia&#8221;<\/strong>, ma di questo ho gi\u00e0 accennato in un precedente intervento (a chi volesse approfondire questo specifico tema ricorrente della &#8220;storia&#8221; nelle canzoni di De Gregori, consiglio il libro: &#8220;Francesco De Gregori &#8211; La  Storia siamo noi&#8221; di Antonio Piccolo).<\/p>\n<p>Il tema ricorrente nei testi delle canzoni di De Gregori che personalmente mi attira di pi\u00f9 \u00e8 per\u00f2 senz&#8217;altro quello della <strong>coerenza<\/strong><em>, <\/em>lo &#8220;scegliere da che parte stare&#8221;, il sapersi schierare ed avere il coraggio di farlo, portando avanti le proprie idee.<br \/>\nDi questo vorrei provare a parlare in questo intervento.<!--more--><\/p>\n<p>Ora, ancora prima di iniziare ad analizzare alcuni versi, sento la necessit\u00e0 di una precisazione: il tema che mi accingo a trattare ha anche sicuramente forti, se non fortissime, connotazioni politiche&#8230;: il mio tentativo sar\u00e0 quello di approfondire l&#8217;argomento <strong>indipendentemente<\/strong> da queste connotazioni politiche, le quali sono, in alcune canzoni, senz&#8217;altro evidenti, in altre forse anche predominanti, ma che nel complesso costituiscono comunque soltanto un aspetto del tema.<\/p>\n<p>La &#8220;coerenza&#8221;, dunque: avere delle idee, prendere una posizione chiara e decisa ed avere il coraggio di difenderla e di portarla avanti, ma, soprattutto, non essere disposti a cambiare queste idee o queste posizioni alla prima occasione; oltre a cantare questo &#8220;modo di essere&#8221;, credo che De Gregori l&#8217;abbia soprattutto messo in pratica: non segue le mode, non canta per accontentare il pubblico, non ama apparire o presenziare in tv (anche se questo forse gli darebbe una maggiore notoriet\u00e0 o gli consentirebbe di vendere ancora di pi\u00f9&#8230;) e non ha cambiato questo suo modo di essere praticamente dagli esordi ad oggi.<\/p>\n<p>La prima volta in cui De Gregori fa riferimento a questo tema nelle sue canzoni credo sia in <strong>Pentathlon<\/strong>, nell&#8217;album &#8220;<em>Mira Mare 19.4.89<\/em>&#8221; del 1989: Il Principe, in questa canzone, prende di mira la figura del giovane rampante tipica degli anni 80, specializzato a passare, per comodit\u00e0 e\/o per opportunismo, da una parte all&#8217;altra, proprio come il pentatleta (lo specialista delle prove multiple) passa da una disciplina sportiva all&#8217;altra.<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; <em>credi davvero che ti potr\u00e0 aiutare \/ se una volta dovessi scegliere <strong>da che parte stare<\/strong> \/ se una volta dovessi smettere di bluffare?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>arriva a chiedere De Gregori all&#8217;ipotetico giovane yuppie con cui immagina di dialogare, riferendosi al suo &#8220;<em>sorriso da passaporto \/ sempre incollato sul viso<\/em>&#8221; e, pi\u00f9 in generale, al suo modo di fare, fatto di continui passaggi da una parte all&#8217;altra; con due soli versi e con&#8230; molta poca diplomazia De Gregori chiarisce (se mai ce ne fosse bisogno&#8230;!) la sua posizione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Tu non mi piaci nemmeno un poco \/ e grazie al cielo io non piaccio a te<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>incenerisce cos\u00ec il mito del rampante anni 80 e stabilisce una sorta di linea di confine, chiarendo le rispettive posizioni: di l\u00e0, loro, di qua lui e quelli come lui.<\/p>\n<p>De Gregori torna sulla questione tre anni pi\u00f9 tardi, nel 1992, in alcuni brani dell&#8217;album &#8220;Canzoni d&#8217;Amore&#8221;; in particolare, nel brano &#8220;<strong><em>Chi ruba nei supermercati?<\/em><\/strong>&#8220;, il cantautore non potrebbe essere pi\u00f9 esplicito, chiedendo all&#8217;ascoltatore:<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Tu da che parte stai?<\/em><\/strong><em> \/ Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati \/ o di chi li ha costruiti \/ rubando?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Giommaria Monti mette in evidenza come il titolo della canzone di De Gregori ricordi molto il noto adagio di Brecht: &#8220;<em>E&#8217; criminale chi svaligia una banca o chi la fonda?<\/em>&#8220;; rispetto a Pentathlon, per\u00f2, cambia l&#8217;interlocutore del cantautore: non pi\u00f9 il giovane rampante, deciso, &#8220;forte&#8221; e sicuro, ma il &#8220;debole&#8221;, l&#8217;insicuro che vede tutte le cose intorno a lui cambiare (e non sempre migliorare&#8230;), senza neanche rendersene conto.<\/p>\n<p>La tentazione di associare la figura di chi costruisce supermercati &#8220;rubando&#8221; a fatti e nomi della cronaca della fine degli anni 80 e dell&#8217;inizio degli anni 90 \u00e8 sicuramente forte e potrebbe trattarsi di un&#8217;impresa non impossibile; tuttavia ci\u00f2 sarebbe fuorviante rispetto all&#8217;idea principale di De Gregori; anche in questo brano, proprio come in Pentathlon, il cantautore &#8220;impone&#8221; soprattutto una scelta di campo, netta, precisa: o da una parte, o dall&#8217;altra; o dalla parte di quelli che rubano, magari per fame, o dalla parte dei forti, che magari, invece, ladri lo sono davvero.<\/p>\n<p>Nello stesso album il concetto \u00e8 ripreso nella canzone &#8220;<strong>Vecchi amici<\/strong>&#8221; (il titolo \u00e8 la traduzione esatta di &#8220;Old friends&#8221; di Simon &amp; Garfunkel&#8221;, del 1968, anche se poi melodia e testo sono completamente diversi), canzone che parla di un sentimento tradito, del dolore per un&#8217;amicizia con una persona rivelatasi col tempo mediocre; anche in questo caso, come per &#8220;Chi ruba nei supermercati?&#8221;, si \u00e8 cercato di dare a tutti i costi un nome e cognome reale a questo &#8220;amico&#8221;, ma la vera questione, per De Gregori, \u00e8 un&#8217;altra:<\/p>\n<blockquote><p><em>Tu sei seduto nel buio \/ io lavoro nella luce \/ tu sei seduto in silenzio \/ io vivo della mia voce \/ (&#8230;) \/ Tu sei da tutte le parti \/ <strong>io sempre da una parte sola<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Scegliere da che parte stare: il punto, ormai \u00e8 chiaro, \u00e8 questo e De Gregori arriva a &#8220;sacrificare&#8221; un&#8217;amicizia pur di rimanere fedele a questo suo &#8220;credo&#8221;.<\/p>\n<p>Particolarissimo \u00e8 il riferimento alla scelta di campo nella canzone &#8220;<strong>Il cuoco di Sal\u00f2<\/strong>&#8220;, nell&#8217;album &#8220;Amore nel pomeriggio&#8221; del 2001: nel ritornello di questo brano, De Gregori modifica la celeberrima frase di Garibaldi &#8220;<em>O si fa l&#8217;Italia o si muore<\/em>&#8221; in &#8220;<em>Qui si fa l&#8217;Italia e si muore \/ <strong>dalla parte sbagliata<\/strong> si muore<\/em>&#8220;; il cantautore (non \u00e8 un mistero) non ha mai negato di essere &#8220;di sinistra&#8221;, cos\u00ec come ha sempre evitato di spiegare le sue canzoni che, come ripete spesso lui stesso, se sono fatte bene dovrebbero essere chiare ed esaustive gi\u00e0 nel testo; tuttavia, durante un convegno svoltosi ad Arezzo nel febbraio del 2001, sente l&#8217;esigenza di fare un&#8217;eccezione, spiegando come quel &#8220;<em>dalla parte sbagliata<\/em>&#8221; non sia un &#8220;suo&#8221; giudizio, ma, nella canzone, siano le parole delle stesse persone che hanno aderito alla Repubblica di Sal\u00f2, persone fra le quali, in maniera pi\u00f9 o meno conscia, si fa strada l&#8217;impressione, la sensazione di stare &#8220;<em>dalla parte sbagliata<\/em>&#8220;, persone che capiscono e sanno di andare incontro non solo ad una sconfitta militare, ma ad una sconfitta storica.<\/p>\n<p>Molto significativo \u00e8 l&#8217;intervento in un forum su De Gregori di una persona che si dichiara &#8220;di destra&#8221; ma che, per\u00f2, ringrazia il cantautore per avere scritto &#8220;la pi\u00f9 bella canzone anti-fascista&#8221; della storia della musica italiana.<\/p>\n<p>La canzone-manifesto sul tema della &#8220;scelta di campo&#8221; e della &#8220;coerenza&#8221; \u00e8 per\u00f2 senz&#8217;altro &#8220;<strong>Sempre e per sempre<\/strong>&#8220;, l&#8217;ultima canzone dell&#8217;album &#8220;Amore nel pomeriggio&#8221; (titolo in cui c&#8217;\u00e8 un semplice, quasi impercettibile, omaggio all&#8217;Hemingway di &#8220;Morte nel pomeriggio&#8221;) del 2001: De Gregori ha eseguito questa canzone anche al recente concerto al teatro &#8220;La Fenice&#8221; di Senigallia, immediatamente prima dell&#8217;inedito &#8220;intervallo&#8221;: potete ascoltare e vedere il video di questa bellissima canzone cliccando sul seguente link: <a href=\"http:\/\/ilbarbagianni.blogspot.com\/2008_02_01_archive.html\">http:\/\/ilbarbagianni.blogspot.com\/2008_02_01_archive.html<\/a> scorrendo con le freccette verso il basso fino a trovare il titolo &#8220;Sempre e per sempre&#8221; a Senigallia.<\/p>\n<p>Le ultime parole della canzone, e quindi anche dell&#8217;album, sono: &#8220;<em>Sempre e per sempre \/ <\/em><strong>dalla stessa parte<\/strong> \/ mi troverai&#8221;: si tratta di parole di grande chiarezza e coraggio che, quasi con ostinazione, costituiscono anche una sorta di dichiarazione di intenti.<\/p>\n<p>A proposito di questa canzone, chiudo l&#8217;intervento raccontando un aneddoto, poco piacevole, forse, ma molto significativo: nell&#8217;estate del 2003 una ventenne di Sabaudia si reca al lavoro (addetta alle strutture museali della cittadina laziale) con la maglietta che riporta il ritornello della canzone &#8220;<em>Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Riceve subito una lettera con cui viene licenziata dal presidente dell&#8217;associazione con cui lavora; la motivazione non lascia spazio ad equivoci: &#8220;La ragazza, manifestando nell&#8217;abbigliamento le sue posizioni politiche, ha rivelato idee chiaramente avverse al primo e principale datore di lavoro, che \u00e8 il sindaco di Sabaudia&#8221;.<\/p>\n<p>Il sindaco di Sabaudia, allora di Alleanza Nazionale, interviene dicendo di essere all&#8217;oscuro di tutto ed intimando all&#8217;associazione di riassumere immediatamente la ragazza, pena la revoca dell&#8217;incarico.<\/p>\n<p>Purtroppo, &#8220;stare sempre dalla stessa parte&#8221; comporta a volte anche questo. (<a title=\"1978, semplicemente \u201cDe Gregori\u201d\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/1978-semplicemente-de-gregori\/\"><em>continua&#8230;<\/em><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(segue&#8230;) Dopo aver raccontato la drammatica vicenda del concerto del PalaLido, vorrei interrompere per un attimo la cronistoria degli aneddoti, delle curiosit\u00e0 e dei riferimenti legati agli album di De Gregori e dedicare un intervento ai temi ricorrenti nelle canzoni del &#8220;Principe&#8221;. Ascoltando le canzoni di De Gregori non ci si pu\u00f2 non meravigliare, infatti, &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/e-tu-da-che-parte-stai\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;E tu da che parte stai?&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[1013,913],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1266"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1266\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}