{"id":1239,"date":"2008-03-20T22:47:58","date_gmt":"2008-03-20T21:47:58","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/rimmel\/"},"modified":"2008-03-21T09:00:03","modified_gmt":"2008-03-21T08:00:03","slug":"rimmel","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/rimmel\/","title":{"rendered":"Rimmel"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/de-gregori_rimmel.jpg\" alt=\"Francesco De Gregori - Rimmel (copertina)\" align=\"right\" \/>Signore e signori, gi\u00f9 il cappello.<\/p>\n<p>&#8220;<strong><em>Rimmel<\/em><\/strong>&#8221; \u00e8, nel 1975, il secondo album pi\u00f9 venduto in assoluto (preceduto solo dalla colonna sonora del film di Dario Argento &#8220;Profondo Rosso&#8221;) ma \u00e8 soprattutto uno degli album pi\u00f9 belli di De Gregori, cos\u00ec come l&#8217;omonima canzone (che apre l&#8217;album) \u00e8 unanimemente riconosciuta come uno dei capolavori non solo del cantautore ma della musica italiana in generale.<\/p>\n<p>Nella prefazione al libro di <strong>Giommaria Monti<\/strong> &#8220;<em>Francesco De Gegori &#8211; 1972-2004 &#8211; Dell&#8217;amore e di altre canzoni<\/em>&#8220;, <strong>Roberto Vecchioni<\/strong> analizza in maniera impeccabile il testo della canzone (si tratta di una dispensa per un corso dell&#8217;anno accademico 2002-2003 degli studenti del DAMS di Torino): consiglio vivamente a tutti di leggere il libro di Giommaria Monti (dal quale molti aneddoti sono tratti) ed in particolare la prefazione di Vecchioni su Rimmel; ritengo anche che sarebbe un&#8217;ottima idea far studiare il testo di questa canzone nelle scuole, inserendolo nei programmi scolastici tra i capolavori della letteratura italiana.<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Rimmel&#8221; \u00e8, prima di tutto, una canzone in cui De Gregori affronta un altro tema ricorrente nella sua produzione: quello dei ritratti femminili (c&#8217;erano gi\u00e0 stati, negli album precedenti, &#8220;Signora Aquilone&#8221; e &#8220;Alice&#8221;, e tanti altri ce ne saranno negli album successivi); un ritratto femminile (la &#8220;<em>&#8230; foto \/ in cui tu sorridevi e non guardavi<\/em>&#8220;) che \u00e8 anche la copertina dell&#8217;album.<\/p>\n<p>Come sottolinea Vecchioni nella prefazione di cui parlavo, l&#8217;incipit di Rimmel, come quello di molte altre canzoni di De Gregori, \u00e8 &#8220;in medias res&#8221;: presume, cio\u00e8, che noi conosciamo gi\u00e0 la storia; una storia che non ha mai veramente inizio e che, a volte, non viene chiarita neanche nel resto della canzone, ma a De Gregori questo interessa poco: il cantautore vuole subito mettere in primo piano la parola, la persona o, in questo caso, l&#8217;impressione pi\u00f9 forte: &#8220;<em>E qualcosa rimane \/ tra le pagine chiare \/ e le pagine scure<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Molti incipit delle canzoni di De Gregori sono cos\u00ec: preceduti da lunghe note, di piano o di chitarra, non sono mai frasi qualunque, ma veri e propri &#8220;macigni&#8221;, frasi che non si possono scordare e che sono come dei grandi &#8220;ami&#8221;, messi l\u00ec per catturarti e per poterti guidare per il resto della canzone.<\/p>\n<p>&#8220;E qualcosa rimane \/ tra le pagine chiare \/ e le pagine scure&#8230;&#8221;: deve trattarsi di una storia d&#8217;amore, o meglio, della fine di una storia d&#8217;amore, probabilmente di un addio, ma non conosciamo i protagonisti, non conosciamo il luogo ed il momento, non conosciamo i motivi&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;<em>e cancello il tuo nome dalla mia facciata<\/em>&#8220;: eh, s\u00ec, \u00e8 proprio la fine di una storia d&#8217;amore; &#8220;<em>e confondo i miei alibi e le tue ragioni \/ i miei alibi e le tue ragioni<\/em>&#8220;: caspita, chi canta ammette e ribadisce, sebbene le &#8220;colpe&#8221; di una storia finita non possano mai essere da una parte sola, la propria parte di responsabilit\u00e0 (&#8220;i miei alibi&#8221;) e riconosce che l&#8217;altra avesse validi argomenti a proprio favore (&#8220;le tue ragioni&#8221;)&#8230;!<\/p>\n<p>&#8220;<em>Chi mi ha fatto le carte \/ mi ha chiamato vincente \/ ma uno zingaro \u00e8 un trucco<\/em>&#8220;: &#8220;carte&#8221; e &#8220;trucco&#8221;, due parole chiave di questa canzone; le &#8220;carte&#8221; tornano in ogni strofa: &#8220;<em>chi mi ha fatto le carte<\/em>&#8220;, &#8220;<em>i tuoi quattro assi bada bene di un colore solo<\/em>&#8221; e &#8220;<em>come quando fuori pioveva<\/em>&#8221; (come quando fuori piove \u00e8 la regola per ricordarsi il valore dei quattro semi delle carte da poker: &#8220;c&#8221; come cuori, &#8220;q&#8221; come quadri, &#8220;f&#8221; come fiori, &#8220;p&#8221; come picche); il &#8220;trucco&#8221;, presente gi\u00e0 nel titolo (il Rimmel \u00e8 un trucco), torna con altri significati nel corso della canzone: &#8220;<em>uno zingaro \u00e8 un trucco<\/em>&#8221; (trucco = magia), &#8220;<em>i tuoi quattro assi bada bene di un colore solo<\/em>&#8221; (trucco = inganno, come a dire: &#8220;ok, ammetto che molte colpe le ho avute io &#8211; &#8220;<em>i miei alibi e le tue ragioni<\/em>&#8221; &#8211; ma anche tu non sei stata del tutto onesta: gi\u00e0 avere quattro assi \u00e8 molto difficile, se poi sono dello stesso seme&#8230; qualcuno ha barato, o meglio, ha usato un &#8220;trucco&#8221;&#8230;!), &#8220;<em>dolce Venere di rimmel<\/em>&#8221; (trucco come il cosmetico per le ciglia).<\/p>\n<p>La canzone procede, abbiamo qualche informazione in pi\u00f9, ma De Gregori non sembra volerci dare troppe informazioni: si limita ad usare delle sineddoche (la parte per il tutto) per indicare le tre persone coinvolte nella storia: &#8220;la mia facciata&#8221; \u00e8 l&#8217;io che canta (&#8220;<em>cancello il tuo nome dalla mia facciata<\/em>&#8220;), &#8220;le tue labbra&#8221; \u00e8 lei (&#8220;<em>ora le tue labbra puoi spedirle&#8230;<\/em>&#8220;), &#8220;un indirizzo nuovo&#8221; \u00e8 l&#8217;altro (&#8220;<em>&#8230; puoi spedirle a un indirizzo nuovo<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p>La canzone si sviluppa fino a delineare i contorni della storia di una sconfitta, di una partita persa nonostante le previsioni ed il vaticinio delle &#8220;carte&#8221;, che auspicavano un futuro vincente: &#8220;<em>chi mi ha fatto le carte \/ mi ha chiamato vincente<\/em>&#8220;; ma quella previsione, in fondo, era un &#8220;trucco&#8221;: ecco che il cosmetico per le ciglia diventa un emblema formidabile.<\/p>\n<p>Notevole anche il finale: l&#8217;attimo dell&#8217;addio \u00e8 descritto con un botta e risposta di una sintesi allucinante, ma pi\u00f9 espressivo di tutto un romanzo; lei domanda se lui ha ancora quella foto (&#8220;<em>come quando fuori pioveva \/ e tu mi domandavi \/ se per caso avevo ancora quella foto \/ in cui tu sorridevi e non guardavi<\/em>&#8220;; quando lui risponde distrattamente, senza capire il senso della domanda (o, forse, facendo finta di non capirlo), di averla ancora (&#8220;<em>e quando io, senza capire, ho detto &lt;&lt;s\u00ec&gt;&gt;<\/em>&#8220;), lei chiude la storia dicendogli in pratica di tenersela stretta, perch\u00e9 da quel momento sar\u00e0 l&#8217;unica cosa di lei che gli rimarr\u00e0 (&#8220;<em>hai detto: &lt;&lt;\u00e8 tutto quel che hai di me&gt;&gt;<\/em>&#8220;); lui a questo punto non pu\u00f2 non capire e ripete &#8220;<em>\u00e8 tutto quel che ho di te<\/em>&#8220;. E&#8217; ora che se ne faccia una ragione.<\/p>\n<p>E&#8217; un addio asettico, tagliente, spietato, comico, diretto, impietoso ed originalissimo tutto insieme.<\/p>\n<p>Se la canzone &#8220;Rimmel&#8221; \u00e8 bellissima ed unica, l&#8217;intero album non \u00e8 da meno: racchiude infatti molte altre canzoni tra le pi\u00f9 belle e famose di De Gregori: &#8220;<em>Buonanotte fiorellino<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Pezzi di vetro<\/em>&#8221; (con i riferimenti letterari ai &#8220;cocci aguzzi di bottiglia&#8221; di Montale, ed a &#8220;La luna e i fal\u00f2&#8221; di Pavese: &#8220;&#8230;e una luna e dei fuochi alle spalle&#8230;&#8221;), &#8220;<em>Quattro cani<\/em>&#8221; (dove nelle quattro strofe De Gregori ritrae la compagnia che canta: Antonello Venditti, il produttore Italo &#8220;Lilli&#8221; Greco, Patty Pravo e lui stesso, il &#8220;cane di guerra \/ e nella bocca ossi non ha&#8221;), &#8220;Pablo&#8221; (che, firmata insieme a Dalla, scandisce per De Gregori, suo malgrado, l&#8217;identit\u00e0 di cantante politico).<\/p>\n<p>Tra le altre canzoni dell&#8217;album c&#8217;\u00e8 anche &#8220;<em>Signor Hood (a M. con autoironia)<\/em>&#8220;; il signor Hood raccontato nella canzone \u00e8 un nuovissimo Robin armato solo di pistole caricate a salve e parole: le congetture sull&#8217; M. della dedica si sono sprecate negli anni, fino a capire che si trattava di <strong>Marco Pannella<\/strong>, cui De Gregori non \u00e8 legato politicamente ma verso il quale il cantautore nutre una stima che va al di l\u00e0 dell&#8217;appartenenza politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signore e signori, gi\u00f9 il cappello. &#8220;Rimmel&#8221; \u00e8, nel 1975, il secondo album pi\u00f9 venduto in assoluto (preceduto solo dalla colonna sonora del film di Dario Argento &#8220;Profondo Rosso&#8221;) ma \u00e8 soprattutto uno degli album pi\u00f9 belli di De Gregori, cos\u00ec come l&#8217;omonima canzone (che apre l&#8217;album) \u00e8 unanimemente riconosciuta come uno dei capolavori non &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/rimmel\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Rimmel&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[913,999,914,998],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1239"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1239\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}